Home > Milano > Vecchia Scuola: i miei ricordi

Vecchia Scuola: i miei ricordi

Ieri ho finalmente avuto il libro di Kay One. E’ un lavoro monumentale, per noi che c’eravamo è un viaggio incredibile. Sarei curioso di capire la sensazione dei writer giovani che hanno 20 anni.

Ci sono un po’ di errori nelle date, peccato ma ho visto anche lavorando al nostro libro che è complicatissimo non sbagliare: i ricordi di tutti sono sfumati, un po’ perché son passati 20-30 anni, un po’ perché inconsciamente tutti cercano di essere il più old school possibile.

Mi sembra un po’ la stessa situazione di 10 anni fa quando era uscito All city writers e avevo aperto Pezzate per postare le rettifiche e tutto quanto era rimasto fuori. Anche quello era un volume da 10 kg almeno. Impossibile accontentare tutti, già così mi sembra che Kay sia riuscito in una missione abbastanza impossibile.

Qui volevo postare il testo che avevo scritto per Kay, all’epoca in cui dovevo avere delle mie pagine che poi si sono sciolte in un nuovo indice meno impostato sulle crews e più sulle hall of fame. Poi dovremmo avere una serie di post sul libro dopo l’estate.

Cose che ricordo volentieri di quei dieci anni da writer:

– gli show di psycho teatro a casa di Fly
– girare sui bastioni per due o tre volte intorno a Milano in macchina con Spyder perché chiacchierando si dimenticava di girare dentro per lasciarmi a casa dai miei
– il deposito della verde verso Cologno la notte in Luglio, fumare davanti al recinto con il treno appena dipinto con Limone (un end to end argento di softies), Stone sull’altra carrozza a fianco, Bang, Geko e qualcun altro sull’altro lato
– Gomma che in treno per l’Isola del Cantiere ci dice: “Oh raga, stasera coolissimi” e noi a ridergli dietro per un’ora, ovviamente quella sera degenero totale con Fly che finge uno svenimento quando si vede la crew del centro sociale che lo assalta sul palco, i problemi erano due: lyrics omofobe in casa dell’Isola Gay Posse e assenza di metropolitana a Bologna per cui secondo lui tutti sacarozzi
– Elektro che ci tira fuori dalla 2 a Gioia aprendo il tombino con la testa mentre ci inseguono
– correre dal tunnel parallelo di Caiazzo da solo e uscire a Rovereto sulla 1 con il vomito dalla tensione
– voltarmi e vedere la poliziotta che arriva mettendo via la pistola in Bazzini, aveva più paura di noi, 1987 (era questa volta qui)
– le bombolette da 1.5 della Casa Color Max Meyer vecchia del colorificio di Spyder sul Naviglio, e le Casa Color serie nuova giallino lombardo del colorificio in Porta Romana, quelle della serie vecchia col verdino e celeste mai più ritrovate, i colori migliori di sempre
– il magazzino del colorificio Boccadoro e il vecchio magazziniere che mi vendeva i fondi a mille lire, uscire con lo zaino pieno di quelle bombolette piccole da macchina anni ’70 che era tutta acqua, ne rubavo un sacco e le vendevo pure
– i tag tour con Sky4, ogni plaza una pausa caffè, fat cap fatti col taglierino
– le bianconate con i Trukalone
– quanto spaccava Limone, anche con i suoi cappotti spigati per dire
– Marcellino che mi spiega giù sotto al Leo mentre dipingo che lui usa ormai solo bombolette marca Ritùchin che trova da lui in Piemonte, e io che lo seguo serissimo, 1990
– le Adidas Tobacco e tutti i negozi di sport con i rimasugli vintage che ci siamo fatti, le Lotto con le zeppe soprannominate Cilotto, le Puma blu e arancione, le Vandal azzurro e giallo soprannominate Nike Puffo
– assemblare la prima fanza Trap nel garage di Wongo
– camminare tutta notte per taggare
– avere tutte le canzoni belle di rap in una sola C90
– le cassette di Spyder con l’elektro, prima di conoscere Elektro
– disfare una serranda con una sola tag
– fare l’edicola di Palestro e rivedermela poi ogni sera quando prendevo la metro per andare a gremare dai TDK
– la charas in via Pontano una sera sotto il ponte che nevicava a Natale, prima volta che la fumavo, sapeva di germogli e fiori, acido totale, da loro si fumava bene già nel 1990
– Fly che mi dice di avere due skinny pazzeschi, uno nuovo lo tiene in cassaforte per quando diventa un maestro, chissà se lo ha ancora
– Bang, Kray, Limone, Spyder quando disegnavano i throw up, Fly ogni tanto anche lui
– Fly al parco Lambro sul palco ubriachissimo che improvvisa un raggamuffin incredibile, notare che detestava il reggae, e poi finisce in un delirio dei suoi con attacco in massa delle femministe del Leo per sue lyrics sessiste

Annunci
Categorie:Milano
  1. 26 luglio 2017 alle 11:46 am

    Grazie Shad, il tuo parere oltre che essere autorevole era importante, purtroppo tutto nel libro non ci stava, così ti mando via e-mail una prima chicca di un tuo socio della Vecchia Vecchia, se ti piacerà lo pubblicherai, grazie ancora.

  1. 6 febbraio 2018 alle 10:00 am

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: