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In alto fino al NOCE

Noce. Piazza Duomo.
Che piaccia o meno, se devi scegliere una foto significativa di cosa voglia dire bombing negli anni 90, per lo meno a Milano, quasi tutti ti direbbero questa.
Quando Noce fece il suo storico flop nel 1996 ne parlarono tutti i giornali. E ne parlarono tutte le persone. Era la prima volta che ti trovavi a spiegare cose come bombing, heaven spots e simili a zie, vicini di casa e gente che non ne sapeva niente: “tu che fai i cosi li sui muri, ma perché ‘sto tuo amico ha cosato questa roba in Piazza Duomo?“.
Questo heaven spot, più di altri, colpì l’mmaginario collettivo di TUTTI, dal mitico “uomo della strada” che passa e guarda su, a chi è stato tra i primi a portare l’HipHop in italia “se mi cerchi sono uscito, andato, in alto fino al Noce, da lì vi guardo e vedo che vi piace“, rime uscite in quel 1996.
Su come abbia realizzato la sua missione sono fiorite leggende urbane, alcune molto fantasiose, che quasi spiace dire di più.
Ma sinteticamente il percorso rimane: entrare, salire, accedere al tetto, aspettare. Il racconto preciso rimane nelle orecchie di chi l’ha sentito dal Noce in persona.
Per quanto riguarda il flop e la discesa, lo raccontò lui in un vecchio numero di Tribe Mag:

– “Com’è andata?
– “Pioveva, ma è stata una delle notti più belle. Beh oltre a essere salito, stare lì in alto, voltarsi e vedere il Duomo, in basso i carabinieri che facevano avanti e indietro. Quando poi sono sceso, alle 6.00, c’era un tipo che suonava il sax davanti al portone del Duomo.
Io mi sono messo accanto a lui e ascoltandolo guardavo il pezzo.
E’ stato magico
“.

Ognuno, poi, ha la propria storia personale. E sfido qualunque writer sia passato da Piazza Duomo a sostenere di non aver mai guardato da quel lato della piazza, con quel flop che ti faceva sentire Duomo come casa tua, non il salotto buono della milano bene, ma una parete che portava lo stesso nome che leggevi a Quarto Oggiaro.
Questa foto, oltretutto, ha un sacco di elementi che raccontano pezzi di Milano e di chi ci è passato, dalla fermata della Linea 1 Metro in basso a destra, alle insegne che non esistono più come quella di Burghy 5 piani sotto il Noce, o quelle che esistono ancora pure nelle case di ogni DJ come quella Technics (a proposito: nelle foto sui giornali non lo vedevate, ma su questa si. Noce aveva lasciato una tag sotto quel Technics!).
Anche Secse, che ha fatto la foto, ha il suo ricordo di quando ha fotografato il Noce e ricorda con precisione il giorno del 1996 in cui la fece:

Nel 1996 ci fù una jam vicino a Brescia, a Pontoglio. Potrei raccontare anche della jam, c’erano i francesi 123Klan, i DSP di Pesaro, Skah e Kato di Vicenza, Leo di Brescia e molti altri… ma questo sarebbe un altro racconto.
Io avevo 15 anni e ci andai in treno con alcuni ragazzi di Treviso che dipingevano, e con noi c’era anche DjShocca (ai tempi anche lui giovanissimo ed ora uno dei più noti prodottori Hip Hop italiano). Finiti il pomeriggio e la serata della jam, passammo una nottata in stazione a Pontoglio ed al mattino presto prendemmo un treno per fare un giro a Milano. Avevo già delle foto di questo tetto che posso senza dubbio definire Leggenda, ma ne approfittai per farne un’altra, e forse è la più chiara e ben inquadrata di tutte, poi si vede la scritta Duomo della fermata metro; peccato che ho beccato il display mentre mostrava orario e temperatura, con la data sarebbe stata una booomba incredibile, comunque la data la so, era domenica 21 luglio 1996 (il giorno dopo della jam di Brescia, che era il 20 appunto)“.

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Categorie:Milano Tag:, ,
  1. Had
    13 febbraio 2018 alle 11:52 am

    nel libro che esce c’è la storia raccontata da lui, nel punto dove parla del suo nick: Mio padre ha saputo che ero Noce perché glielo ha detto il mio vicino di casa, avrà avuto settant’anni, lo incontra in cantina e gli dice: “Ma lo sai che tuo figlio è Noce?” Un giorno ero a tavola, stava mangiando e oramai lo sapeva, mi guarda e mi dice “Sono andato in piazza Duomo…” e io “Eh?” “Te set indaà ancaa lì!” perché lui era pugliese ma parlava in dialetto milanese. “Te set indaà ancaa lì”, io mi immagino mio padre che prende e va in piazza Duomo e se lo vede là, in alto.

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