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CKC, la stanzetta del Leo

stanzetta ckc

Steve DJ ci ha mandato un fantastico ricordo della stanzetta al Leo di via Leoncavallo, siamo a Milano nel 91-93. Qui sono cresciuti i CKC.

QUANDO PENSO ALLA STANZETTA DEI CKC NON RIESCO AD AVERE DEI RICORDI ORDINATI: VISUALIZZO UN VORTICE DI IMMAGINI… UN MAZZO DI CARTE DA CUI PESCARE RICORDI. IL PRIMO E’ TONINO. TONY, CHE DIO TI BENEDICA, LUI C’ERA SEMPRE, KING TONY. LA PRIMA VOLTA CHE MISI PIEDE AL LEO ERO COL GUZ E BAZOOKA. NEL CORTILE INTERNO DA DOVE SI ACCEDEVA ALLA RAMPA DI SCALE (TUTTE SOVRASCRITTE DI PEZZI E TAG) C’ERA SPESSO UN FALO’ DURANTE L’INVERNO, LI’ CONOBBI APPUNTO STAZE E KRAY CHE SI SCALDAVANO AL FUOCO.

SE BUTTAVI L’OCCHIO SU’ IN ALTO, LA VETRATA DELLA STANZETTA MOSTRAVA UNO SPICCHIO DI MURO BIANCO CHE TUTTI POTEVANO VEDERE DA GIU’ E RICORDO CHE SKY CI AVEVA PIAZZATO TATTICAMENTE UNA TAG DI TRAVERSO.

C’ERA PIENO DI MARUEGHI AL LEO E SI FACEVANO LE SCALE TUTTE IN UNA VOLTA SU’ E GIU’ PER TUTTO IL SABATO SERA. CE NE INFISCHIAVAMO DELLE ATTIVITA’ DEL LEO, DEI CONCERTI E DI QUELLO CHE ACCADEVA GIU’. LA STANZETTA ERA UN LUOGO A CUI MICA TUTTI ERANO AMMESSI E PER ME CHE NON ERO UN CKC ERA UN VANTO POTERCI STARE. LI’ CONOBBI UN PO’ TUTTI… SHOT L’ANZIANO, SKY 4, DROP, BANG, ASKY E POI ANCHE GLI ALTRI WRITERS DI ZONA COME STRIKE E YNDY… LI’ ACCANTO AL FUOCO UNA SERA CONOBBI ANCHE FLACO E MADBOB. VENIVANO SEMPRE INSIEME, ERANO RISPETTATISSIMI, SNOCCIOLAVANO RIME E FLACO IN QUEL PERIODO SI APPOGGIAVA A UN BASTONE PER VIA DI UNA STORTA, MADBOB PORTAVA IL MARSUPIO ASCELLARE CHE IO, PIRLETTA DI 19 ANNI, APPENA EBBI L’OCCASIONE MI FIONDAI AD ACQUISTARE DA WAG. “MAD, COSA SIGNIFICA MADBOB?” MI STRONCO’ SUBITO: “SIGNIFICA: ROBERTO E’ PAZZO!”.

INSOMMA DENTRO QUEL PORTONE DI VIA LEONCAVALLO STAVO CONOSCENDO DI PERSONA I MITI CHE AMMIRAVO TEMPO PRIMA SUI MURI DELLA METROPOLITANA. I CKC AVEVANO SPESSO QUALCOSA DI PERSONALIZZATO: LA CLASSICA FIBBIA COL NOME, LA FELPA O LA T SHIRT. ANCHE IO APPENA DIEDI L’ORALE DELLA MATURITA’ MI RIVENDETTI IL POMERIGGIO STESSO I TESTI AL LIBRACCIO E FECI COMPORRE DA BELALUGOSI UNA SBERLA A SETTE LETTERE. L’IGNORANZA DEI NOSTRI VENT’ANNI SCARSI REGNAVA SOVRANA: C’ERA L’ANDIRIVIENI DI CHI ANDAVA A FARE I TAG TOUR E I BOMBING E CHI VENIVA RISUCCHIATO DAL DIVANO, CHI ARRICCHIVA I MARUEGHI E CHI SI SBRONZAVA A MORTE DIVENTANDO LO ZIMBELLO DELLA SERATA.

RICORDO CHE C’ERA UN PERIODO IN CUI QUANDO QUALCUNO APPIZZAVA IL LOTTO, SUBITO LO ACCHIAPPAVANO, LO IMMOBILIZZAVANO E GLI TAPPAVANO LA BOCCA E IL NASO E ‘STO CRISTO RISCHIAVA DI RIMANERCI SECCO! SOLO QUANDO GLI CEDEVANO LE GINOCCHIA ALLORA VENIVA LASCIATO LIBERO. OVVIAMENTE POI C’ERA IL TOY DI TURNO CHE VENIVA BULLIZZATO PER SETTIMANE E MESI… POTEVI LEGGERE LE PEGGIO INFAMATE SUI MURI E SUI VETRI (RICORDO AD ESEMPIO: “XXXXXXXX MOSTRO DI FOLIGNO, RIDACCI IL POVERO SIMONE”) E PIU’ I TOYZ SI RIBELLAVANO PIU’ VENIVANO MASSACRATI, A VOLTE PERSINO ABBINDOLATI E INVITATI A PIPPARE LO ZUCCHERO DELLE BUSTINE DEL BAR. POI CAZZO PARTIVANO CERTI POGHI SU QUEI POVERI DIVANI… SPESSO LA POLTRONA ERA IL TRAMPOLINO E IL MALCAPITATO CHE SI TROVAVA SUL DIVANO NON CE LA FACEVA MAI A RIALZARSI PERCHE’ SI FORMAVA UNA CATENA DI GENTE CHE PER ACCEDERE AL TRAMPOLNO FACEVA LA FILA! TI BUTTAVI SULLA VITTIMA, TI RIALZAVI E TI RIMETTEVI IN FILA.

TUTTE LE SERE C’ERA QUALCUNO PRESENTE IN STANZETTA O GIU’ ED IO CHE AVEVO FATTO LE SCUOLE SERALI DOPO IL DIPLOMA NON VOLLI PIU’ SAPERNE DI PROSEGUIRE E STUDIARE. LAVORAVO DI GIORNO, USCIVO LA SERA E LA’ MI CONSEGNAVO. HO FATTO ANNI AD USCIRE TUTTE LE SANTE SERE, PURE LA DOMENICA E IL LUNEDI’. C’ERA POI TUTTO UN COROLLARIO DI PERSONAGGI COLORITI CHE SALIVANO A FARE UNA VISITA (GENTE CHE SOLO IN UN CONTESTO SIMILE SI PUO’ TROVARE!) E PER ME QUELLO E’ STATO PER LUNGO TEMPO IL PAESE DEI BALOCCHI…

NON RICORDO POI IL MOTIVO PER CUI I CKC VENNERO SFRATTATI DALLA STANZETTA. PERSONALMENTE FU AVVILENTE ABBANDONARE L’IDEA DI QUEL CLUB DAI DIVANI PULCIOSI. STA DI FATTO CHE POCO TEMPO DOPO INAUGURAMMO MANDRAGORA E QUELLA SERA IO PORTAI I MIEI DISCHI E I MIEI 1210. SPIKKIO E COCIS ALLA FINE DELA SERATA SE LA GIRAVANO CON UN MAZZO DI MILLINI, SCUDI E DECA ALTO UNA SPANNA E LA SETTIMANA SEGUENTE AVEVAMO DUE 1200 UN MIXER, AMPLI E CASSE.

AD OGGI IO NON FREQUENTO PIU’ NESSUNO DI ALLORA E LA MIA PERSONALE STAGIONE IN SALETTA DURO’ SOLO UN PAIO DI ANNI… SAREBBE BELLO ASCOLTARE I RICORDI DI CHI CI FU DALLA PRIMA ORA. CAZZO, LA STANZETTA… SI USCIVA LA SERA CON MILLE PROGRAMMI MA POI ALLA FINE NON CI SI SCOLLAVA DA QUEI DIVANI LERCI. UNA SERA MI CI SONO PURE ADDORMENTATO, MI SVEGLIO’ STAZE INCREDULO, HO IL RICORDO NITIDO DELLA SUA RISATA E GLI OCCHI FURBI SOTTO L’IMMANCABILE CAPPELLINO DA BASEBALL. DA DIETRO LE LENTI DA VISTA KING TONY E IL SUO MODO DI SCHERZARE ERANO ANCORA GLI STESSI UNA DOZZINA DI ANNI DOPO QUANDO CI INCONTRAVAMO LA DOMENICA ALLO STADIO PER IL MILAN. A VOLTE AVEVO L’IMPRESSIONE CHE NON FOSSE CAMBIATO MAI NULLA DA ALLORA.

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