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Graffio (e altri) al Boccioni 1985

13 giugno 2017 Lascia un commento

(Oh, per qualche tempo lascerò Pezzate, lo faccio con una storiella!)

Sono i primi mesi del 1985 e sto andando all’ultimo anno di liceo artistico, al Boccioni di Milano.
Arrivo come ogni mattina al cancello della scuola che, quest’oggi, ha il piccolo cortiletto verso Via Albani, davanti al portone, pieno di gente.
Appena arrivato i bidelli mi chiamano subito in presidenza, che il preside mi vuole parlare.
Che cazzo avrò fatto stavolta?
Niente!
O per lo meno, almeno nelle ultime settimane non mi sembra di aver fatto niente…
Appena entro nell’ufficio il preside mi chiede: “Sei stato tu?”.
Io non ho idea di cosa stia parlando.
Mi ripete: “Senti, dillo subito, perché stavolta non finisce bene!”.
Ora.
Io, di solito, a quei tempi avevo SEMPRE fatto qualcosa. Cominciai quindi a pensare di aver fatto qualcosa ed essermi, boh, dimenticato.
Quindi chiesi: “Sono stato io a fare cosa?”.
“IL MURO DELLA SCUOLA!!! SEI STATO TU ANCORA SUL MURO DELLA SCUOLA???”.
Eh?
Ma il muro della scuola era una cosa vecchia… dell’anno scorso…

…..
(ecco, un giorno del 1984, mi ero trovato ra le mani queste due boccette di vernice rossa e verde, e le avevo lanciate contro un muro delle scale della scuola, per vedere lo schizzo di colore e le goccie verdi e rosse che scendevano giù, sullo sfondo bianco e grigio della scala.
Quel giorno non mi aveva beccato nessuno.
Qualche settimana dopo, però esagerai.
Recuperata un’altra boccetta di blu molto più capiente, la spruzzai su buona parte del muro uccidendo l’odiato bianco del muro pulito.
Purtroppo il blu era indelebile.
Mi beccarono con le mani blu.
Finii in direzione, con preside, professore di scultura, altro professore e bidello responsabile di quella scala mi interrogarono per decidere i giorni di sospensione dalla scuola.
Il professore mi fece anche capire che se, boh, avevo un intento artistico anche se maldiretto, magari la “pena” sarebbe potuta essere ridotta…
Ecco, in quel momento capii improvvisamente che con la scusa dell’arte puoi far passare qualunque cosa.
Capii inoltre che il teppismo, l’imbrattamento, fa paura.
L’arte invece rassicura.
Pure quando fanno la stessa cosa.
Io ascoltavo i Bloody Riot e con gli amici facevamo i cori di “Teppa Life”.
Affanculo l’arte, datemi questo 7 in condotta e ci rivediamo l’anno prossimo.
Però, siccome presidi e professori erano in fondo brava gente, con la scusa che dalla scala la vernice era stata lavata velocemente, mi abbuonarono comunque un giorno di sospensione, facendomi arrivare all’8 in condotta che mi avrebbe cosentito di andare alla Maturità.)
…..

“Ma come… ancora per la scala?”
“No!!! Sto parlando del muro all’ingresso!”.
“Non so di cosa stia parlando”.
Mi fecero uscire e vidi quello che vedete.
Erano i primi veri pezzi a spray che vedevo in vita mia.
Psyco e Span.
Cosa cazzo significassero, boh.
Dissi al preside che io non centravo niente, cosa peraltro (incredibilmente) vera, e sembrò credermi.
O forse lasciò stare perché non aveva prove.

Naturalmente venni subito a sapere chi era stato.
Tre ragazzi di terza, che conoscevo abbastanza bene, sopratutto Thomas che era un dark all’epoca, quindi amici di noi punks del liceo. E pure Gatto, quello con i pantaloni bianchi nella foto, pure lui mezzo dark… e Fabio (si chiamava così?).



Mi raccontarono che avevano preso questo libro, Subway Art, e si erano fomentati.
Era anche il periodo della mostra Arte di Frontiera e, se non ricordo male, la loro classe ci andò a vederla.
I pezzi sui muri erano più o meno copiati da Subway Art: “Psyco” di Graffio era “Psycho” di Seen, mentre “Span” era in parte ripreso dall’argento di Spank ma fatto a colori.
Poi mi raccontarono che si trovavano con altra gente che faceva queste cose al Muretto di Largo Corsia dei Servi.
“Ah, ho capito! Dove ci sono quelli che ballano per terra con la musica da discoteca!”.
Non esattamente.
Ma vabbé, nell’85 Io ascoltavo i Dead Kennedys e i Wretched. Gli Agnostic Front e i Bloody Riot. I Discharge e i CCM. Se una canzone durava più di 2 minuti e la gente ballava, per me era roba da discoteca.
E poi dal Muretto ci passavamo quando si facevano gli scontri con i paninari, che stavano li di fianco.
Grazie lo stesso, Thomas, come avessi accettato! Passerò un’altra volta dal Muretto!
No, ma davvero. Passo!
…..
Ci sarei passato 4 anni dopo, per parlare di pezzi, spray e tutte le cose, dopo aver scoperto un po’ meglio che cazzo era quella cosa delle scritte colorate sui muri.

(foto: Graffio)

(Le pezze originali di Seen e Spank sono prese da Subway Art, di Martha Cooper ed Henry Chalfant)

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KayOne MNP puppets in Giambellino 1993

Il luogo è il muro dei MNP al Giambellino, e l’anno è, appunto, il 1993.
Questi facevano parte di una murata collettiva dei Napalmz che, oltre alle pezzate vere e proprie, aveva anche 4 puppets che rappresentavano 4 componenti della crew.
Quelli che vedete in questa foto sono Chief e Zen, ritratti e stilizzati dalla precisissima mano di KayOne.
Tutta la murata l’avevo fotografata pezzo a pezzo, con l’idea di montarla insieme per fare una nastrata con tutto il muro.
Naturalmente, 24 anni dopo, sono ancora nell’album, ancora separate, ancora nella loro bustina trasp.
Purtroppo la foto dei puppets di Craze e Kay m’è venuta sfuocata a schifo, ma nel Flickr di Kay trovate la murata intera.
Infine, no.
Quelle piante li sotto no. Potete farci cordame al massimo.

 

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Jet4 + Vandalo S13 in Garigliano 1992

31 maggio 2017 2 commenti


Il Sant’Antonio Rock Squat di Via Garigliano era uno squat abbastanza atipico. Sopratutto perché non aveva il tetto.
Oddio, il tetto ce l’aveva sulla parte  “abitativa”, ma su quello che una volta era il salone dell’ex Punto Rosso il tetto non c’era più.
Via Garigliano 10 nasce nel 1920 come Cinema Sociale, diventa negli anni 30 Gran Cinema Teatro Sociale, alla fine degli anni 30 Cinema Zara e poi Lagosta fino al 1979, anno della chiusura.
Nel 1980 riapre come Punto Rosso Hard Rock, fino alla famosa nevicata del 1985, che fece crollare il tetto del salone.
Nel 1991 fu occupato da diverse persone per uso sia abitativo che sociale. Ci passarono in diversi da qui, dai Casino Royale che erano di casa, agli LHP, a DJ Gruff, a writers come Kado. Pure Rusty mi sembra.
Ma fu nel 1992, a qualche mese dall’occupazione, che venne organizzata la prima jam in Garigliano.
Parteciparono in diversi, di cui ho già postato le murate: da Kino e Inox LHP a Mambo (Force Alphabetik e LHP), da Kado a Graffio e Shah (che posterò un’altra volta…).
Partecipammo anche io e Jet4, con l’aiuto di un six pack di birre e un six pack di bonze. Dupli naturalmente, come si può notare dal lilla che cambia tonalità a caso…
Sopra avevamo aggiunto anche la scritta BARRIO HARDCORE: “HardCore” perché in anni in cui negli squat sembrava che si potessero fare solo serate con dj’s e cose simili, volevamo rimarcare il nostro essere hardcore punks. E “barrio” perché ci piaceva tutto l’hardcore “chicano style”, dalla Venice Beach di Suicidal Tendencies, No Mercy ed Excel alla Oxnard di Dr.Know, Ill Repute, Aggression e Stalag 13 (Stalag 13 che potremmo abbreviare in… S13? Eggià, una delle ispirazioni per la crew era proprio questa!).
Comunque, tirato il pomeriggio a bonze e birre e la serata pure, raggiunti da Teatro tirammo tardi andando alla vicina Stazione Garibaldi, per un po’ di bombing lungolinea (ma pure quelli li posto un’altra volta!).
Unonovenovedue, punks sui muri, ti piaccia o meno!

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Rae CKC a Loreto MM2 1995

30 maggio 2017 Lascia un commento


Il numerino in basso a destra ci dice che Secse ha fatto questa foto il 5 settembre del 1995.
E il 1995, insieme a qualche anno prima e qualche anno dopo, è un anno in cui sulle pareti delle banchine della metro potevi vedere abbondanza di vernici  su tutto: in banchina, nei corridoi, nei tunnel, ovunque.
E questo argento di Rae era uno dei tanti con cui lui e gli altri CKC hanno segnato il regno del sottosuolo in quegli anni.
Oh, non so se sia già stata fatta, ma sto facendo una piantina della metro milanese con indicazione dei bombing di cui ho trovato foto…
Quali sono i nomi più ricorrenti alle stazioni nei dintorni di… diciamo Lambrate?

Esatto.

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Shad in Pontano 1990

26 maggio 2017 Lascia un commento

Era uno dei primi mesi del 1990, e stavo passando uno di 2 interi giorni in Via Pontano, ospite dei TDK, che mi lasciarono 5-6 metri di parete nella loro Hall of Fame per fare un mio pezzo.
Naturalmente ne approfittai per fotografare con calma tutti i pezzi della HoF TDK presenti all’epoca, alcuni della neonata TDK, altri della TAC (crew precedente di Sten e Mec che aveva “aperto” Via Pontano) ancora del 1989, altri di “ospiti” italiani e stranieri.
Passavo mezz’ora sulla scaletta a fare gli spruzzarelli sul mio pezzo di muro, poi facevo pausa “ricreativa” girellando qua e la e scattando foto.
E accendendo tubi se passavano amici.
Non sorprende se ci ho messo due giorni a fare il pezzo. Però ho fotografato per bene e con calma tutti i muri e tutte le pezzate.
Tra queste c’era anche questo Zooey, pezzo rasoterra (le lettere saranno state alte un metro e mezzo circa) di Shad, anche lui ospite del dinamico duo di Via Pontano.
Non so se era ancora il periodo DDT (Distruzione Dei Toys), ma sicuramente non era ancora TKA, dato che erano gli anni in cui girava sempre con Cyrus e Papilly immersi in una nuvola non meglio precisabile.
Tra gli amici giravano leggende su cosa ci fosse scritto. Qualcosa che centrava con Jah, che il nostro era un fan del reggae? E poi… a che stupid dickheads si riferiva?
Vabbé.
So che non amava le pezze di noi punk writers, ma i suoi primi pezzi, tra cui questo, mi hanno fatto amare la poesia grafica dei contorni oscenamente larghi.

(Poi se Shad vuole aggiungere qualcosa, aggiorno!)

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Kid CKC in Cadorna FNM 1995

17 maggio 2017 Lascia un commento


E quindi avevo postato il pezzo di 2Cake che sta di fianco quei 3 mesi fa, spacciandolo per un mezzo e2e sulla fiancata dell’EB930 “Leichtstahlwagen”, quella con la fiancata divisa in 2 dalla porta centrale.
Massì, facciamo lo sborone, facciamo la poesiuola sull’e2e realizzato nelle buie serate invernali.
Minchiate!
Il Kid questo pezzo lo aveva fatto prima, e di fianco c’era solo la rugginosa livrea verde bianca delle FNM.
2Cake aveva fatto un pannello w-d nel vuoto lasciato di fianco.
Vedi la foto presa dalla pagina FB dei CKC.

Vabbé!

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TDK Impatto Nitro 1992

16 maggio 2017 Lascia un commento

Impatto Nitro era la fanzine di writing che fecero i TDK dal 1992.
Non durò tantissimo, uscì un numero 0 in bianco e nero fotocopiata e un numero 1 con copertina a colori (sempre fotocopia) e interno b/n, poi basta.
Ma per quello che mi ricordo fu, se non la prima, una delle primissime fanze di writing italiane.
Dopo questa, almeno a Milano, arrivarono Trap, Tribe e diverse altre.
Se Impatto Nitro su carta la facevano Rendo, Sten e Mec, per questo IMPATTO NITRO su muro mi sembra ci fosse anche la mano di Raptuz.
O, perlomeno, il muro è quello della sua prima Hof di Rodano Millepini, di fianco alle pezze fatte da lui e Asso.
Caratteri semplici e leggibili, dato che era una specie di “pubblicità” della fanza, dopotutto.
Non so che centrasse Bugs Bunny li in mezzo, se fosse una citazione dei cartoons Warner Bros amati da tutti i writers oldskool di NYC, oppure se i TDK erano semplici amanti dei roditori.
Mistero.

(foto: Emsigei)

N.B. I pdf della fanzine (e diverse altre) sono ospitati sul sito di Bol, che le sta scansendo e archiviando, se ne facevate una e la volete far girare ancora, contattatelo!

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