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Posts Tagged ‘1989’

KaosOne in Martesana 1989

13 novembre 2015 Lascia un commento

kaosCMP1989Questo era l’ultimo pezzo di Kaos che non avevo ancora postato.
1989, Parchetto in Martesana, HoF dei Milano City Artists.
Boh, che c’è da aggiungere? Il solito spettacolo, prima che ci arrivassero molti altri. Puppet “francese” da una parte e pezzo di Rendo che spunta dall’altra.
Ma voglio fare una critica: non sopporto quelli che, quando danno il biancone, non lo vanno a coprire tutto con lo spray.
Dai, cazzo! Un paio di centimetri ancora di sfondo nuvolato… Perché quelle rullate che spuntano?
Fastidio!

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Vandalo Teatro S13 a Bergamo 1989-92

6 novembre 2015 Lascia un commento

BG 89 monterosso 1
Quelli nella foto siamo io e Teatro, davanti al pezzo appena finito, nel quartiere Monterosso di Bergamo. Il primo pezzo mai fatto nel capoluogo orobico.
Beh, non è completamente vero… prima avevamo fatto anche una cosa su commissione, ma andiamo con ordine.
BG 89 mentafredda

Questa è la prima pezzata, in assoluto, fatta sempre nell’89 un mesetto o due prima del muro a Monterosso.
Le lettere (mie) erano di una bruttezza assurda. Ero già, comunque, prigioniero della magia del bordone nero ignorante.
Dovevo, però, combattere con Teatro, nemico da sempre di ogni contorno, che fece il possibile per ridurre l’outline nero, almeno sul pugno che fece lui…
Comunque, fummo chiamati dai soliti Johnny e Franco, vecchie conoscenze dei collettivi di Bergamo, già Tribù Liberate, che ci avevano visto all’opera, penso sul muro del parco delle Basiliche o su quello dell’Helter Skelter, e ci chiesero di venire a fare qualcosa da loro.
Noi, millantando lunga e provata esperienza nella pittura su metallo (era la prima volta che la facevamo…), accettammo senza indugio.
Ci ritrovammo in questa birreria, che era uno dei punti di ritrovo della Bergamo antagonista di fine 80’s, con un bel po’ di facce conosciute e un po’ di nuovi amici.
Eravamo ben forniti di Ver-O-Spray e Talken, compreso il mio nero Talken, con la pressione di un estintore e zero controllo dello spruzzo.
Complice probabilmente un’abbondante fornitura di birra condivisa con i presenti, la serranda fu apprezzata, incredibilmente, da tutti.
Finimmo in tempo per l’apertura serale del locale, dove, per festeggiare, ci offrirono un thé coi funghetti (di quelli non consigliati dalle più blasonate associazioni micologiche).
Per fortuna io, che guidavo la macchina, mi ricordavo che da Bergamo a Milano era (quasi) tutto dritto.

ma l’autostrada curva!
ma no che non curva.
ti dico che curva!
Sono quasi sicuro che non curva!“.

Certo che aver scritto, sulle nocche del pugno “More Beer” e sotto “free for all”, che si potrebbe tradurre “più birra gratis per tutti”, all’ingresso di una birreria, potrebbe essere frainteso. Ma i gestori non si sono lamentati.
Comunque gli amici di BG apprezzarono, tanto che ci richiamarono il mese dopo per il nostro primi muro, al quartiere Monterosso!

BG 89 monterosso 2
Il pezzo finito lo vedete in cima al post, qui c’é il making of.
Io avevo tracciato il disegno centrale, Teatro i grattacieli e impostato le colorazioni, poi abbiamo riempito insieme, e usato pure diversi stencil (che tra noi punk writers si usavano!).
La murata portava la scritta “Né eroina né polizia”, problemi che, negli anni 80 erano abbastanza sentiti nelle periferie delle città.
In mezzo al disegno ci stava questo punk con spray e ghetto blaster e la freccia che rompe il cerchio, che rappresentavano abbastanza bene quello che eravamo all’epoca…
Poi, no so perché, avevo aggiunto un maialino di fianco. Boh. Non so perché.
Era un periodo che mettevo pigs sulle murate. Poi, per fortuna, ho smesso!

Ci richiamarono nel 1990.
BG 90
Per la seconda volta nel giro di pochi mesi, ai primi del 90, ci chiesero di fare un pezzo durante una loro iniziativa, sempre nel quartiere Monterosso.
Questo pezzo ebbe una storia travagliata.
Questa volta eravamo tutti i writers S13 crew al completo, io, Teatro e Jet4.
Nel rispetto della Legge di Murphy, arrivammo a Bergamo in ritardo. Non sapevamo la strada, i passanti che incontravamo non avevano la minima idea di dove fosse il quartiere. Alla fine ci indicò la strada un carabiniere, che ci aveva visto girare lo stesso isolato 4 o 5 volte.
Arrivati in luogo in mostruoso ritardo (era un’epoca in cui non c’erano cellulari, ne tantomeno le mappe di google) e, una volta a Monterosso, tra le bombole che ci fecero trovare, le meglio funzionanti e abbondanti erano marroni e arancioni. E questo potrebbe spiegare perché pittammo la Cosa dei Fantastici 4.
Perché è arancione.
Comunque, su un altro muro, arrivò a dipingere in mostruoso ritardo pure Atomo.
Ma Atomo che arriva in ritardo è cosa che non sorprende nessuno…
Mentre, finalmente, eravamo impegnati a dipingere, mi sento bussare sulla schiena da uno che mi invita a scendere e a mostrare i documenti. Era la DIGOS. Allora non si usavano i vigili con il reparto per il decoro pubblico. Allora le scritte sui muri erano “materiale politico”, e quindi di competenza della Digos. Pure la Cosa dei Fantastici 4.
Per fortuna intervenne Franco (poi diventato noto showman con la ska band degli Arpioni), che discusse con i gendarmi e riuscì a farci continuare.
Intanto, però, si era fatto buio. E i lampioni del quartiere erano potenti come le luci del mio ripostiglio.
Alla fine il pezzo venì fuori un po’ boh. Diciamo pure un po’ marcio.

Comunque ci siamo divertiti, e pure i bergamaschi, visto che ci chiamarono ancora, un paio di anni dopo, per dipingere con la Polenta Posse.

BG 92 puppet 2 BG 92
Purtroppo ho solo le foto del mio pezzo (si vede giusto un pezzetto dello sfondo di Teatro), ma almeno mi ricordano che è il 1992.
Ero tutto concentrato sul mio puppet, tutto gangsta con la faccia appesa e il bandana, fatto in beige e marrone per ottenere un’effetto pergamena (non chiedetemi perché).
Talmente concentrato, che non mi accorsi della sparizione dei colori migliori forniti dall’organizzazione (sempre la stessa degli anni precedenti). Erano stati spazzati via dagli altri writers, senza lasciarmi molta scelta per la scritta “Van”.
Mi ritrovai con un giallo canarino, un rosso fuoco e un blu elettrico. Un accostamento cromatico da cavarsi gli occhi.
Oltretutto, tutti colori satinati, ad esclusione di un grigio scuro lucido, che usai per i cerchietti sul 3D delle lettere.
E che, infatti, con il flash della macchina fotografica, luccica come un cazzo di specchio.
Vabbé.
Incredibilmente, finii prima di tutti quanti, così, quando quelli della Polenta Posse (primo gruppo rap made in Bergüm) mi chiesero di ripassargli l’outline del loro pezzo, naturalmente in “nero ignoranza”, ci dissi vabbé!

BG 92 polenta posse

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Teatro e Vandalo S13, “Cyberpunk” all’HelterSkelter, 1989.

19 ottobre 2015 4 commenti

vandalo teatro cyberpunk 89
Questo è stato il primo pezzo che io e Teatro abbiamo fatto insieme.
Scritta CyberPunk mia, Puppet di Teatro e sfondi fatti da tutti e 2.
In quell’anno, come molti nostri amici, eravamo in fissa per i romanzi di Bruce Sterling e William Gibson, divoravamo ogni numero di Decoder Mag. e ci piacevano gli androidi che sognano pecore elettriche.
Il muro che vedete era quello dell’Helter Skelter (e probabilmente non poteva esserci muro più adatto, vista la storia del posto), uno spazio all’interno del Leoncavallo che, dal 1985, ospitava concerti, performances, videoproiezioni e “eventi culturali”, che ebbe un’importanza fondamentale nella controcultura italiana.
Il muro si trovava sotto ai finestroni che davano sul cortile interno. Di fronte c’era il “Governatore della Sabbia Dorata”, dipinto da Sharp un paio di anni prima, e sul muro appena fuori sulla sinistra, anche lui datato 1987, il panterone di Atomo e Xwarz.
Fatta interamente a Ver-O Spray e con qualche altra bombolaccia dell’epoca, salvo il nero della Talken, che copriva bene ma il cui controllo della pressione era quantomeno problematico… Sopratutto per me che ero agli inizi!

MadBob in Argelati 1989

4 luglio 2015 2 commenti

madbob PWD 89

Questo puppet di Madbob stava di fianco al pezzo di Flycat dedicato ad A-One.
Siamo sempre nel parchetto dietro la piscina Argelati, sempre nella prima imbiancata sopra ai Brughel.E’ stato già postato da millemila fanzine e siti, ma io non l’avevo ancora messo. Eccolo qui!

Se guardate in alto a sinistra, c’è una scritta cancellata (“sei una comica vivente!”), che non ho idea cosa significhi. Boh, se lo vengo a sapere aggiorno con un po’ di gossip da muro!

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KaosOne puppets in Martesana – 1989

16 giugno 2015 Lascia un commento

kaos puppets 89

I puppets di Kaos son sempre stati ammirati, da molti se non da tutti. E se ci si trova anche qualche ispirazione “europea”, bisogna essere capaci di farle. E a quell’epoca, con le bonze di allora, non era uno scherzo.
Questi popz erano parte della murata “Rocking Rebelz” (già postata tempo fa), ma nella foto di allora le armature cromate non rendevano bene come in questa foto da vicino, per cui…

Comunque, guardando questa foto, si vedono cose che, chiunque pezzasse in quegli anni, conosce: gli sgorbietti e punti neri sulla destra, quando si dosava la pressione della bonza per trovare il tratto giusto (e non sempre si coprivano alla fine con lo sfondo), l’azzurro della Duplicolor che cambia tonalità a fine bonza in un tripudio di vaffanculo, la bozza del disegno sul muro in lilla (rimane una traccia della mano con bonza in alto a destra), l’ossessione per le teste coronate con scritte kingz dappertutto.

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Graffio MCA in Martesana – 1989

25 maggio 2015 Lascia un commento

Graffio paola 1989

Graffio se ne esce con questo “Paola”, nella HoF dei MCA nel 1989.
Quando fu realizzato, a destra c’era “Angel” di Angel TCA e a sinistra “Spettri” di Rendo (all’epoca ancora Jet) e Play. E sotto al pezzo di Graffio c’era il primo pezzo di Mapsilon (fratello di Shot), dell’88, di cui si vede ancora la tag in alto.
“Paola” racchiude un po’ tutti i classici di Graffio dell’epoca: stile molto europeo (suppongo che il viaggio a Monaco che avevano fatto da poco fosse stato d’ispirazione!), uso di lilla, lampone e verde menta della Dupli (colori che, abitualmente, metteva pure nella carbonara), dedica a una donna, bordi consistenti, niente 3D e sfondi nuvolati (a quell’epoca usati da tutti come se non ci fosse un domani!).

Comunque, come tutti possono immaginare, quella “O” lampone a tinta piatta, alta un metro e mezzo, è rimasta intatta pochissimio, finendo preda dei pennarelli dei ragazzini che giocavano al parco Martesana…

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Spyder 7 in argelati “Les” – 1989

spyder7 LES 89

Siccome, in un post di 5 anni fa si chiedeva se qualcuno avesse foto di questo pezzo, con il dovuto ritardo la posto ora…

Io in Argelati ci sono stato, la prima volta, solo nel 1989 e ho fatto queste foto nel 1990, fotografando questo e gli altri pezzi che c’erano in quel periodo. Venivo da un mondo completamente diverso, e le pezzate di Spyder erano una cosa extraterrestre per me, non solo rispetto a quello che c’era nei miei squat preferiti, ma anche rispetto al resto del writing classico che vedevo in strada. Roba da stare li a bocca aperta davanti al muro e capire che lingua parlasse.

…..

Boh, avevo scritto un post bello lunghetto parlando di questo pezzo, ma poi ho cancellato tutto. Davvero, ci sono poche cose da aggiungere a quello che c’è sul muro.

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