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MDS megablock 1998

25 gennaio 2017 Lascia un commento

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Eccolo il Godzilla dei megablocchi che apparvero a Milano verso la fine degli anni 90.
Tra ognuno di quei pilastrini c’erano 4,5 – 5 metri di muro, che moltiplicato per 17-18 moduli, porta a un totale di 80-90 metri di lunghezza per 4-5 metri d’altezza.Il doppio del VDS postato qualche giorno fa.
La quantità di biancone necessaria per imbiancare interamente 3-4 appartamenti.

Questo gigante stava in una posizione che, seppur periferica, era molto visibile.
Si trovava in Via Pietrasanta, traversa di Via Ripamonti vicino alla Scalo FS di Porta Romana. La via non era niente di che, se non fosse che, proprio di fronte all’MDS c’erano i Magazzini Generali, famoso locale milanese che ha visto passare concerti, serate, DJ’s, party per un po’ di tutti i generi musicali. Serate in cui, una volta o l’altra, passava tutta Milano.
E il muro? Il muro era la recinzione della OM, storica fabbrica di trattori, che occupava un isolato gigantesco, con rotaie private che portavano dalla fabbrica al vicino scalo FS di Porta Romana per le forniture di materie prime. Dietro a quel muro c’era l’immenso piazzale dove venivano parcheggiati i trattori finiti.
Ora quella fabbrica non esiste più, al suo posto hanno fatto una ventina di condomini, un supermercato e un parco pubblico (dove suppongo siano stati seppelliti tutti i detriti inquinanti costosi da smaltire). L’ultima scheggia di quel muro, ora, giace sulla libreria a casa di Flood, se non se l’è persa nel frattempo.

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L’MDS fu realizzato in diverse serate e firmato Ban, Clam, Noash, Jek, Ratek, Pec, Flood, Taco.
Sappiamo, naturalmente, chi si fece i contorni delle lettere: Flood, con teutonica precisione, tracciò tutti i bordoni neri a contorno delle lettere (Io li avrei fatti più spessi e ignoranti, sotto i 20 centimetri non è un vero outline!).
Qualche anno dopo raccontò a Wildstylers.com quella serata: “Quel bloccone lo progettammo una sera davanti ai soliti infiniti boccali di birra in Ticinese.
Volevamo fare qualcosa di veramente grosso e possibilmente in un punto della città con una certa visibilità, e dopo varie proposte decidemmo di optare per via Pietrasanta, considerato che nonostante non ci fosse la possibilità di guardarlo da lontano, in quella via prima o poi ci passavano tutti.
Bozza e traccia erano farina del mio sacco, e ricordo benissimo che quando iniziai a buttare giù le forme della M pensai ‘ma chi ce l’ha fatto fare…’, poi però il gusto della sfida e l’entusiasmo presero il sopravvento.
Non so bene quante tolle di biancone sono partite per riempire il tutto, una quantità improponibile, ci siamo fatti parecchie nottate soltanto ad imbiancare. Poi venne la volta dell’outline e come ti dicevo, essendomi guadagnato il soprannome di ‘Colonnello’ sul campo, vista la mia metodicità e l’essere precisino, me lo sono sparato tutto o quasi io.
Ricordo anche i commenti entusiasti di chi vedeva il blocco la prima volta, e devo dire che sentire robe del genere ci ripagò ampiamente di tutta la fatica spesa in quella settimana“.

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(Foto: Flood MDS)

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MDS in via Massaua 1996

31 dicembre 2016 Lascia un commento

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Ultimo post del 2016!!!
Probabilmente produzione di Flood e Clam, questo murone non esiste più. È stato infatti abbattuto per fare spazio al cantiere che vedete dietro: un isolato intero di uffici della Banca Popolare.
Certo, con l’MDS li davanti sembra una zona viva, ma non è cosi: è una zona morta sia di giorno, quando ci sono gli impiegati, sia di notte, quando non ci sono.
O viceversa.
Boh.
Immaginate un intero isolato di edifici rivestiti in pannelli grigio scuro e grigio chiaro con finestre in quel verdino azzurro a specchio stile rayban da tamarro tarocchi.
Ecco.
Ora ditemi che è il writing che porta il degrado.

Ma il dio dello STILE, perché non ha perseguitato la dirigenza della Banca Popolare di Milano per cagargli buon gusto negli occhi ogni notte?
E lo STILE, invece, stava a piene mani nelle linee dinamiche e precise che disegnavano gli MDS, che davano un senso a quel cazzo d’isolato dietro Piazza Tripoli e la Circonvalla.

 

(Foto: Secse)

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MDS all’Arco della Pace 1998

2 dicembre 2016 1 commento

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MDS, a fine anni 90’s, era sinonimo di megablocchi in giro per Milano, sempre cose molto grandi, a volte cose ENORMI.
Questo, in confronto, era una cosina.
Ma quello che contava di questo MDS era il luogo: sulla cesata di cantiere della ristrutturazione dell’Arco della Pace.
Al centro di una piazza dove inizia Corso Sempione, una delle vie d’accesso principali dalla circonvallazione verso il centro di Milano.
Sia il pezzo che la cesata rimasero su per un tot, immortalate nelle foto dei turisti che passavano di li e nelle retine dei bonghisti che andavno a farsi i lotti al Parco Sempione.
E poi, si. Chi l’ha fatto? Anche se le tags sono rimaste tagliate dal pezzo di cesata levato da qualcuno (probabilmente qualcuno che andava a dormire sotto l’arco), si riconoscono le mani di Flood e Clam!

(foto: Secse)

AGGIORNAMENTO: Secse ha recuperato e mi ha inviato la foto completa dell’Arco della Pace all’epoca, che comprendeva sulla cesata anche la pezza di Tawa 16K!
La aggiungo qui.

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Knife GS in Via Botta 1999

24 ottobre 2016 Lascia un commento

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Knife… Knife… Chi cazzo è sto Knife?
Qualcosa nella costruzione delle lettere dovrebbe farlo capire, ma Knife era il quarto nome di Flood, molto meno usato del primo e pure del secondo e terzo (Soviet e Lauro).
Stava nella Hall of Fame della GS, supercrew che comprendeva varie crew diverse tra cui gli MDS dei nostri crucchi preferiti, situata in Via Botta.
Hall aperta con un permesso comunale che non era un permesso rilasciato dal comune, bensì il testo di una delibera che non permetteva alcunché nei fatti, ma che durò abbastanza tempo per un discreto numero di pezzate, finché un vigile fece lo sforzo di leggere il foglio e porre fine alla pacchia.
Dietro quel muro c’è una piscina comunale, cosa c’era di meglio di un bagno in piscina con pezzata a seguire?
Comunque: pezza non finita negli sfondi, con quell’overline che s’interrompe in attesa di qualcosa che, ma primi tentativi di 3D nelle sovrapposizioni degli stick.
Solito spettacolo di precisione e scienza della tridimensionalità.
Si, perché molti non lo sanno, ma pure il 3D ha delle regole, che devi conoscere anche per romperle, se no si vede che non sai quello che fai.
Vabbé! Ora sapete chi cazzo è Knife!

 

(Foto: AirOne THP, dall’archivio di Flood)

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Argentoni all’asilo

22 luglio 2016 Lascia un commento

 

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MorkOne e Flood GS “GieS”, Parco Sempione, Milano 1997.

Se la memoria non mi difetta, la GS era una crew che raccoglieva altre crews, di cui facevano parte gli MDS, la crew della scuola tedesca di Milano, in cui stavano i “crucchi” ambrosiani Mork e Flood.
Il 1997 era l’anno in cui erano stati a Berlino e avevano scoperto i blocconi e i silver che si usano da quelle parti, e decisero di trapiantarli sui muri milanesi, che in quanto a grigiume, non hanno niente da invidiare a Berlino (o almeno è quello che diceva Flood in un’intervista).
In effetti, quell’argento sul muro di mattoni dell’asilo al Parco Sempione, aveva il suo bell’effetto. Si vedeva da mezzo parco, attirando l’occhio di tutti i passanti, per la gioia dei pusherz che lavoravano in zona.
Ora quel muro non esiste più, ci hanno fatto una cinta di legno bassa, che separa l’area asilo e giochi bimbi dal resto del parco, mentre gli spaccini sono migrati altrove.
Comunque, questa era una delle prove piccole. Poi i maestri dei blocconi si sarebbero allargati (Flood in particolare) oltre il pensabile.
Pollice su per gli outlines larghi come strisce pedonali, che sono i miei preferiti…

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La scuola tedesca sui muri di Milano

17 giugno 2016 Lascia un commento

 

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La Via Tommaso da Cazzaniga è una piccola vietta che conoscono in pochi.
Quelli che andavano all’ex Centro Sociale Garibaldi e quelli che andavano alla DSM, la Deutsche Schule Mailand, che pur stando su Via Legnano ha un’uscita in Via Cazzaniga.
Oltre a questi, la via è usata essenzialmente come parcheggio da quelli che vanno nei locali del vicino Corso Garibaldi.
Proprio dalla scuola tedesca arrivavano i MDS, i nostri crucchi milanesi preferiti.
I MDS erano composti, inizialmente da Clam, Mork, Dok e Pome, ma in queste foto ci sono cose, essenzialmente, di Mork e Dok.
La prima foto è di un argento su un camioncino parcheggiato dall’altro lato della strada, circa del 1994.
Sempre del 1994 sono le altre due foto, con mini pezze fatte sulla striscia di muro a piano terreno della scuola, con poppini del MorkOne e scritte che non so.
C’è pure un Dok che non chiamo argentone perché d’oro.
Queste sono tra le prime pezze made in MDS-GS.
Qualche anno fa, poi, la scuola ha recintato la parte davanti ai muri, lasciando intatti i pezzi che, dietro a una siepe… resistono tuttora (o almeno fino al 2015 c’erano)!

dsm garibaldi 1

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Flood MDS in Via Legnano 1996

28 aprile 2015 Lascia un commento

Flood 1996

Flood MDS in Via Legnano, 1996.

Gli MDS erano la crew storica degli italotedeschi che stavano alla scuola tedesca dietro Corso Garibaldi. Flood entrò nella crew proprio quell’anno, anche se ci girava insieme da anni. Sono diventati famosi per i megablocconi immensi, come quello davanti ai Magazzini Generali, in Baracca e in molti altri posti.
Qui era abbastanza agli inizi, ma sempre di teutonica precisione, come è tuttora. Non a caso gli facevano sempre tracciare gli outline sia ai tempi degli MDS, sia ora con i VolksWriterz!

(foto: BekaOne)

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