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Archive for the ‘Mixtape’ Category

Dance hall vibes…

19 dicembre 2017 1 commento

Ho postato tanto vintage ’50/’70 e qualcosa di ’80, forse è il momento di postare il vintage ’90, che per voi lettori giovani è come per me quando ascoltavo la roba del 72/73 con gli album classici di Stevie Wonder e Sly Stone.

Volevo farvi ascoltare il sound della dance hall di quegli anni, che qui a Milano suonava il Bass fa Mass. La crew era composta da Pato, Wosse, Yndy CYB e me poi Skywalker quando il sound è diventato un po’ il resident di Pergola con il loro impianto (la fase precedente era in Mandragora, qui la storia). Era l’epoca del new roots, erano tornati tutti i riddim classici del rocksteady e stavano uscendo artisti super importanti: Luciano, Buju, Sizzla, Capleton, Beenie Man. Periodo d’oro della dance hall.

Vi posto due special che rappresentano le etichette con il sound più consistente e classico di quel periodo. Wosse e Yndy ne avevano scatoloni, oggi è tutta roba che hai voglia a caercarla, non è facile rimetterla insieme. Xterminator, Penthouse, Digital B. Producer immortali.

 

 

 

Un ringraziamento a Timeless Reggae Show che manda online questi lavoroni.

Come artisti i miei preferiti erano questi che vi posto. Io non ero tanto sul bashment gangsta, mi piacevano i riddim wicked e il Bogle ma ero più da classici. Sizzla non mi piaceva, nemmeno Beanie. Però usciva veramente roba pazzesca, anche Sizzla per dire, Babylon Cowboy, Shabba con Cocoa Tea in Flag Flown High. Spaccavano tutti comunque di bestia. Buon ascolto a tutti, bless. Vi ricordo un’ultima cosa: l’erba è roba sacra, non fate i fattoni ok?

 

 

 

La storia del Bass fe Mass la avevo scritta tanti anni fa in questo post. Il nostro sound più old school, quello della fine periodo rubadub, era stato portato da Londra grazie al Papero a metà anni ’80 e lo avevo postato qui.

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Categorie:Milano, Mixtape

Vanni: Funk rock express

18 dicembre 2017 Lascia un commento

 

Vanni nel week end ha sfornato i primi due volumi di un’antologia funk rock, genere molto bello di cui non ci sono molti mix o compile in giro. All’epoca i primi dj hip hop conoscevano e suonavano questa roba, che effettivamente è bella piena di break. L’antologia da ottobre 2016 è arrivata poi a dieci volumi in un annetto. E’ un argomento pochissimo esplorato anche dalle etichette di ristampe e antologie, quindi: Enjoy!

Categorie:Bari, Mixtape

Art school NYC – Hangin’ out

6 dicembre 2017 Lascia un commento

 

Vanni Hell’s Vastas ha messo insieme un nuovo volume della serie uptown/downtown ’83. Sonorità elektro ma più lento di quello che si balla e senza pezzoni troppo conosciuti. Bella compila, i primi tre volumi qui e il quarto in due versioni qui con il reggae. Gli ultimi volumi erano fighi, più boogie e l’ultimo con il pop new wave, li posto qui di seguito.

 

 

 

 

 

Categorie:Bari, Mixtape

We real cool

30 novembre 2017 Lascia un commento

 

Ho provato a ricostruire un mix di generi diversi che poteva ascoltare una gang nera a NY nel juke box della sala da biliardo. Ci sono le note di copertina nella pagina Mixcloud. In sostanza è jazz con blues, doo wop, rhythm and blues, rock’n’roll. Circa 1959.

 

Categorie:Mixtape

Trattoria alta tensione

12 novembre 2017 Lascia un commento

 

In agosto ho suonato nel cortile di Conchetta per il loro calendario di cene sociali. E’ stata una bellissima serata, dopo 20 anni che non passavo di lì con i dischi. Ho proposto una selezione di jazz indipendente degli anni ’70 (quello che si chiama spiritual) e jazz sudafricano, la scena che si chiamava Cape Jazz e di cui ci sono abbastanza compile in giro ormai. Senza pretese di essere esperto o collezionista (il set è di mp3 anche di Youtube!), resta musica difficile da sentire in giro e molto figa. C’è una prima ora di blues funk, imparato dalle poche playlist disponibili, due o tre di Don Gio e un altro paio di una radio online francese (qui e qui) più una serie qui su Blogspot.

Categorie:Milano, Mixtape

Miss Zaji: jazz calypso

23 settembre 2017 1 commento

In attesa che Corrado mi mandi il materiale dal libro che stiamo preparando sulla scena subway Milano, vi posto due compile. Da qualche anno stanno uscendo antologie di calypso anni ’50, roba molto figa e divertente. Studiando a caso le discografie, volevo mettere insieme hard bop e calypso. Il jazz e il pop erano stati affascinati dal calypso e c’è in giro una pletora di roba più o meno farlocca, più o meno alta, più o meno figa. La stessa cosa che era successa poi con il Brasile per la bossa nova.

Il calypso girava un po’ in tutto il mondo sulle rotte dell’emigrazione, in linguaggio alto “la diaspora caraibica” (ascoltate la serie di Honest John di cui c’è un primo volume qui). A NY c’era una scena molto figa, su cui esiste un blog di ricerca molto figo: Yankee Dollar: fighissimo leggere che effettivamente il jazz e il calypso si suonavano insieme, spesso con due band che dividevano la serata. Minton’s Playhouse era il locale di un giamaicano, lì si era creata una community molto forte creativamente del be bop. “In the nineteen- thirties,” writes Jervis Anderson, “more than twenty per cent of Harlem‟s black population were people from the West Indies.”

Il calypso si suonava in tutti i Caraibi, per i collezionisti di vintage anni ’70 sono molto importanti per esempio album fatti a Panama che costano tra l’altro uno sbrego (cercate se volete Lord Cobra). Era proprio una cultura comune, da cui son nati poi i nickname nobiliari arrivati fino al writing (erano tutti Duke come Duke Reid, King come King Tubby e King Stitt, Lord come Lord Tanamo). Un bellissimo paper che vi segnalo dice: “The cross cultural influences between the American and Caribbean peoples were as evident in the borrowings and innovations between calypsos and jazz in the 1940s as they currently are between rap, hip hop and reggae.”

Per voi lettori probabilmente è meno interessante che riscoprire magari artisti hip hop anni ’90, boh, magari poi qualcuno ci casca dentro e se lo ascolta. Nel primo volume ho smontato un’opera televisiva o teatrale di Duke Ellington, dove si racconta la storia del jazz (impersonato da una donna tamburo, Miss Zaji). Non è musica del periodo formativo be bop, siamo qualche annetto dopo quando il calypso era ormai mainstream. Le copertine sono di artisti neri degli anni ’30, non è la stessa epoca della musica, siamo circa 10-20 anni prima del be bop, ai tempi della Harlem Renaissance. Uno dei dischi di Randy Weston che ho usato aveva note di copertina di Langston Hughes, il poeta simbolo di quell’epoca d’oro della letteratura nera di cui ascoltate qualche poesia nel secondo di questi mix. Nel primo c’è anche Maya Angelou, un’altra delle grandi poetesse nere, è mancata da poco. E’ tutto un esperimento che mescola calypso, poesia, jazz.

Poi ne ho fatto anche un terzo, che non ha i gruppi di jazz caraibico e i calypsonians, è puro hard bop più o meno degli stessi anni, con ispirazione un po’ West Indies. Poi prometto che ricomincio a postare le care vecchie fotine delle pezzate anni ’90. Però prima jazz.

 

 

 

 

 

Categorie:Mixtape

P.le Loreto

11 agosto 2017 Lascia un commento

 

Volevo riascoltare la roba delle cassette di Spyder e volevo anche provare a mescolare rap con pop bianco e RnB grazie all’aiuto di Vanni. Ne è venuta fuori sta cosa qui, che in teoria sarebbe da mixare ma io son troppo belva e non ho mai imparato. Devo dire anche che mi ha preso un po’ la mano con le dub version. E’ hip hop del 1986, appena prima che arrivasse la nuova onda di Public Enemy, 2 Live Crew e NWA che era la roba che ascoltavano Fly e 2Mad poi l’anno dopo quando li ho conosciuti e ci si vedeva in Loreto. Spyder aveva più sta vibra hip hop da festa vecchia scuola, non era più di tanto dentro al sound gangsta che stava esplodendo, ho cercato di stare su quell’idea lì che era veramente fighissima.

Categorie:Milano, Mixtape