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Archive for the ‘Mixtape’ Category

Trattoria alta tensione

12 novembre 2017 Lascia un commento

 

In agosto ho suonato nel cortile di Conchetta per il loro calendario di cene sociali. E’ stata una bellissima serata, dopo 20 anni che non passavo di lì con i dischi. Ho proposto una selezione di jazz indipendente degli anni ’70 (quello che si chiama spiritual) e jazz sudafricano, la scena che si chiamava Cape Jazz e di cui ci sono abbastanza compile in giro ormai. Senza pretese di essere esperto o collezionista (il set è di mp3 anche di Youtube!), resta musica difficile da sentire in giro e molto figa. C’è una prima ora di blues funk, imparato dalle poche playlist disponibili, due o tre di Don Gio e un altro paio di una radio online francese (qui e qui) più una serie qui su Blogspot.

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Categorie:Milano, Mixtape

Miss Zaji: jazz calypso

23 settembre 2017 1 commento

In attesa che Corrado mi mandi il materiale dal libro che stiamo preparando sulla scena subway Milano, vi posto due compile. Da qualche anno stanno uscendo antologie di calypso anni ’50, roba molto figa e divertente. Studiando a caso le discografie, volevo mettere insieme hard bop e calypso. Il jazz e il pop erano stati affascinati dal calypso e c’è in giro una pletora di roba più o meno farlocca, più o meno alta, più o meno figa. La stessa cosa che era successa poi con il Brasile per la bossa nova.

Il calypso girava un po’ in tutto il mondo sulle rotte dell’emigrazione, in linguaggio alto “la diaspora caraibica” (ascoltate la serie di Honest John di cui c’è un primo volume qui). A NY c’era una scena molto figa, su cui esiste un blog di ricerca molto figo: Yankee Dollar: fighissimo leggere che effettivamente il jazz e il calypso si suonavano insieme, spesso con due band che dividevano la serata. Minton’s Playhouse era il locale di un giamaicano, lì si era creata una community molto forte creativamente del be bop. “In the nineteen- thirties,” writes Jervis Anderson, “more than twenty per cent of Harlem‟s black population were people from the West Indies.”

Il calypso si suonava in tutti i Caraibi, per i collezionisti di vintage anni ’70 sono molto importanti per esempio album fatti a Panama che costano tra l’altro uno sbrego (cercate se volete Lord Cobra). Era proprio una cultura comune, da cui son nati poi i nickname nobiliari arrivati fino al writing (erano tutti Duke come Duke Reid, King come King Tubby e King Stitt, Lord come Lord Tanamo). Un bellissimo paper che vi segnalo dice: “The cross cultural influences between the American and Caribbean peoples were as evident in the borrowings and innovations between calypsos and jazz in the 1940s as they currently are between rap, hip hop and reggae.”

Per voi lettori probabilmente è meno interessante che riscoprire magari artisti hip hop anni ’90, boh, magari poi qualcuno ci casca dentro e se lo ascolta. Nel primo volume ho smontato un’opera televisiva o teatrale di Duke Ellington, dove si racconta la storia del jazz (impersonato da una donna tamburo, Miss Zaji). Non è musica del periodo formativo be bop, siamo qualche annetto dopo quando il calypso era ormai mainstream. Le copertine sono di artisti neri degli anni ’30, non è la stessa epoca della musica, siamo circa 10-20 anni prima del be bop, ai tempi della Harlem Renaissance. Uno dei dischi di Randy Weston che ho usato aveva note di copertina di Langston Hughes, il poeta simbolo di quell’epoca d’oro della letteratura nera di cui ascoltate qualche poesia nel secondo di questi mix. Nel primo c’è anche Maya Angelou, un’altra delle grandi poetesse nere, è mancata da poco. E’ tutto un esperimento che mescola calypso, poesia, jazz.

Poi ne ho fatto anche un terzo, che non ha i gruppi di jazz caraibico e i calypsonians, è puro hard bop più o meno degli stessi anni, con ispirazione un po’ West Indies. Poi prometto che ricomincio a postare le care vecchie fotine delle pezzate anni ’90. Però prima jazz.

 

 

 

 

 

Categorie:Mixtape

P.le Loreto

11 agosto 2017 Lascia un commento

 

Volevo riascoltare la roba delle cassette di Spyder e volevo anche provare a mescolare rap con pop bianco e RnB grazie all’aiuto di Vanni. Ne è venuta fuori sta cosa qui, che in teoria sarebbe da mixare ma io son troppo belva e non ho mai imparato. Devo dire anche che mi ha preso un po’ la mano con le dub version. E’ hip hop del 1986, appena prima che arrivasse la nuova onda di Public Enemy, 2 Live Crew e NWA che era la roba che ascoltavano Fly e 2Mad poi l’anno dopo quando li ho conosciuti e ci si vedeva in Loreto. Spyder aveva più sta vibra hip hop da festa vecchia scuola, non era più di tanto dentro al sound gangsta che stava esplodendo, ho cercato di stare su quell’idea lì che era veramente fighissima.

Categorie:Milano, Mixtape

CYRUS TKA: Nyuorican vibes

29 luglio 2017 Lascia un commento

 

Ciro è sempre stato tre passi avanti con la musica, fin dalla quarta ginnasio quando trafficava con lo skinhead reggae e il bluebeat. Onnivoro, coltissimo, elitista, nella parlata della crew un onesto, dedito al culto del pecoreccio fin da sempre.

Qui abbiamo registrato un omaggio alla NY portoricana e al Bronx. Come immaginate, è tutto vinile originale e quasi sempre piuttosto complicato da avere. L’idea era di uscire dal mondo del collezionismo stile Figurine Panini, che poi non rende merito e onore a queste culture con cui siamo cresciuti. Rompendoci il cervello a ricostruire e ricreare un mondo tutto sommato lontanuccio.

Il titolo è ovviamente quello del famoso treno di Skeme. Non so oggi se c’è la stessa venerazione che avevamo noi per la vecchia scuola, io spero di sì raga, quella è roba sacra e magica. Respect.

 

Categorie:Mixtape

RadioLark: slow feelings (Zona 13)

28 luglio 2017 Lascia un commento

E grazie ad Andrea che mi fa riascoltare i pezzoni delle cassette di Spyder, questo va dritto dritto al 1987. Peace!

 

 

Categorie:Mixtape

Dance Hall Carnival

26 luglio 2017 Lascia un commento

Come avrete intuito ho ripreso il controllo del blog per postare le mie temibili compiline Youtube. Basta vecchie pezzate, che noia. Viva le compiline Youtube.

Queste due sono dance hall 1985. Io ero arrivato sul reggae nel 1987, anno di riddim bestiali epocali mitici. Due anni prima invece il sound era tutto diverso, a Milano lo rappresentava Pato (Inox LHP) che lo aveva imparato a Londra dove aveva squattato a Peckham in quegli anni. Lo suonavamo poi con i Bass Fa Mass, lui lo suonava già verso il 1990 circa alla discoteca popolare del Leo dove io son stato forse solo 1-2 volte.

In ogni caso qui ho preso un po’ di pezzoni non solo classiconi, tutto sound pre digital e quindi ultima roba strumentale classica, ma con già aria di nuovo e certamente non solo sound smaccati tipo Power House o Volcano. Una più rubadub (lenta ma non da caduta in letargo) e l’altra più upbeat ma non bubbling.

Tra l’altro sta roba qui quando Phase è venuto a Milano e ci ha visto suonarla e collezionarla, è rimasto basito e ci diceva che anche a NY lui la ascoltava in radio ma erano pochi che la capivano. Io quindi ego a palla e per festeggiare subito due spinelli di pasta pesissimi così per gradire mentre suonavo i miei dischetti sgrattonati tutto il pomeriggio. Poi in effetti non ero tanto in grado di suonarla su un sound, ma va bè non sottilizziamo.

Spero vi piaccia perché voglio arrivare con queste due compile a più di millemila ascolti. Come sempre, rubadub forever, a presto.

 

Categorie:Mixtape

Paradiso Perduto: Funk caribe!

30 aprile 2017 Lascia un commento

A metà anni ’90 Mace stava a Venezia, in una casa stranissima che nel minuscolo salotto aveva un pozzo medievale in pietra, si trovava in Calle o Vicolo del Trevisan. Boh… Lì praticamente sulle Fondamenta della Misericordia stava il Paradiso Perduto, uno dei pochi locali aperti fino a tardi. Fabrizio mi aveva organizzato di suonare lì e avevo una enorme valigia di dischi con l’impianto fissi a casa sua, lì dove c’era il pozzo. Una volta avevamo suonato live con un suo amico bassista, togliendo i bassi del vinile e ci andava lui sopra a braccio. Non so come facesse perché suonavo mille cose diverse, tendenzialmente non è che ci fosse proprio tutta sta selezione. Ero un po’ un wannabee del rare groove, e in effetti lo sono ancora oggi ah ah… L’altro giorno son tornato al locale e ho domandato al proprietario se mi fa suonare ancora. Gli ho creato questo sound come proposta. E’ un funk rock creolo e del caribe, primissimi ’70. Niente di speciale, un po’ piattine pulitine, molto fatto da classici e compile con un po’ di cose ravanate su Youtube. Va bene da ascoltare in sottofondo. Vanni ne ha fatto più di un volume anche lui, gli interessava il sound. Il volume 6 inizia a deviare sull’afro rock continuando il filone rock latino. Spero possa piacere anche a voi.

Categorie:Mixtape, VeneziaMestre