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Vimodrone-Cascina Gobba (parte 2)

21 aprile 2018 Lascia un commento

Siamo ancora tra la stazione di Vimodrone e quella di Cascina Gobba. Ci eravamo lasciati sotto il calvalcavia, in mezzo alle colonne. A tre quarti circa del colonnato i treni risalgono sul viadotto tramite una rampa e ritrovano i binari della direzione opposta, poco prima del ponte della tangenziale. Giù dal cavalcavia, guardando a destra, sulla recinzione di una ditta abbandonata da molti anni c’era un blocco a biancone “ZZ” di Zakis e Zero (o Zone? Non sono sicuro), poi throw up di Aoner (CNK), Apache e Scea. Dietro a questo muro ci sono state per anni delle cisterne gigantesche, tutte arrugginite, sulle scale che le avvolgevano c’erano delle tag argento di Dep (periodo CYB-Zona Est Posse).

01ZZ

Dalla parte opposta del viadotto, di fronte all’Hof di Kid, proprio sull’ingresso dello sfasciacarrozze c’erano questi pezzi di Sky, Bang e Suto (Strike) che si vedevano dai treni in direzione Gessate. All’inizio della recinzione del ròtamat a un certo punto avevano montato un cartellone 6×3, sul retro metallico c’era giusto lo spazio per un bombing. Lo spot se lo erano aggiudicato i VMD con un bell’europeo giallo con out nera. Oggi non esiste più niente e il perimetro dell’ex sfasciacarrozze corrisponde all’incirca con l’imbocco del traforo del nuovo tunnel che porta all’Ospedale San Raffaele.

02SkyBangSutorutamatt

Tornando in alto, a livello dei binari, dove Via Bormio affianca per qualche metro la linea c’è un rinforzo metallico della recinzione, è uno dei pochissimi spazi disponibili adiacenti alla sede ferroviaria in questa tratta. Nel 1997 Pork e Zakis ci avevano piazzato questo CNK originariamente riempito in rosa. In questa foto è già un po’ sbiadito.

03CNKGobba

Qui di fronte, sulla piastra dove si congiungono i due rami del cavalcavia ci sono state per un po’ di tempo due cabinette, su quella più vecchia, in metallo, c’è stato a lungo un throw up “CKC” di Kid mentre sull’altra, di legno, argenti di Tony e Due (VMD70’S). Diversi anni fa, a poco tempo di distanza l’una dall’altra, si sono accartocciate su se stesse finché non sono state rimosse. Pochi metri più avanti rispetto al CNK, sopra le paratie in metallo del cavalcavia successivo, quello che scavalca la parte terminale di via Padova, c’era un tris di pezzi colorati Bzk-Guz-Jet davvero old. Avevo fatto questa foto dal treno in corsa e purtroppo avevo beccato solo il Jet. Ho pensato un sacco di volte di tornare a fare il resto ma gli anni sono passati e alcuni visitatori francesi hanno fatto allegramente saltare il tutto con le argentate che si vedono oggi.

04Jet

A questo punto siamo praticamente sopra la Tangenziale Est, quindi nel territorio comunale di Milano. Attaccati alla tange ci sono i muri dell’acquedotto, Phato ci aveva già raccontato qualcosa in questo post:

A Sky e Guz si sono aggiunti più tardi Kol e un FKS sempre sulla stessa parete, mentre dietro l’angolo c’era un Dose strepitoso, molto simile a uno che aveva fatto in banchina a Vimo ma con colori differenti. Vi risparmio la foto scattata da distanza proibitiva. Nello stesso lotto, in un secondo momento era stato costruito un altro edificio con una sorta di lungo balcone/terrazza sulla sommità, proprio rivolto verso i binari. Pork e Trep ci avevano fatto dei pezzoni colorati, cancellati una prima volta, erano tornati, sempre loro due, e ne hanno fatti altri. (Photo courtesy: Pork).

05PorkGobba

Lo spot in questione era pregiatissimo, si vedeva perfettamente anche dalla banchina sud di Gobba ma soprattutto da tutti i treni in transito, da e per Milano. Proprio per questa ragione era stato scelto per il pezzo-tributo a Trep (CNK, VMD70’S, TDK). Un argentone davvero bello (Trep 165-In Loving Memory) uscito dalla mano di Daze e realizzato da parte della crew per ricordarne affettuosamente la prematura scomparsa. Il pezzo è rimasto lì per molto tempo, finché la struttura non è stata modificata con la sparizione della balconata. Fuck 113 e Dep ci ricordano com’era andata:

Fuck 113: C’era un po’ di gente: io, Daze, Kesy, Dep…
Dep: Io e altri eravamo giù a palare!
Fuck 113: L’abbiamo fatto poco dopo che è mancato Trep ed è stata una roba che è venuta proprio dal cuore. Eravamo in sette o otto. Non tutti attivi, ma la gente ci teneva a esserci. Sul tetto c’era sempre stata roba nostra, io li sopra c’ero stato più volte, proprio con Trep. Ne abbiamo fatto uno, ce l’hanno buffato ma siamo tornati e lo abbiamo rifatto. Quella sera, rispetto alle volte precedenti c’era un imprevisto: avevano aggiunto un cancellone, proprio su in alto. Era impossibile scavalcarlo perché non c’era nessun appiglio. In più sopra c’erano degli spuntoni che sporgevano verso l’esterno. Lì ci siamo detti “raga torniamo a casa” perché proprio non sapevamo cosa fare. Non ce l’aspettavamo. Per fortuna avevamo portato una scala. Anche appoggiandola al cancello però non riuscivi a superarlo a causa degli spuntoni, lì il Bomba (aka Kontrol, VMD70’S) aveva avuto l’idea di infilare la scala dentro gli spuntoni. Entrava precisa e grazie a questo siamo riusciti a salire. Il pezzo lo ha tracciato Daze e mentre disegnavamo è arrivata la macchinetta gialla sul ponte, non ho mai capito se ci aveva visti o meno, fatto sta che qualcuno si è sdraiato per terra, qualcun altro fermo immobile nell’ombra… insomma, pose egiziane per non farsi vedere. Si sono fermati proprio di fronte, poi la macchinetta gialla ha tutti quei cazzo di fari enormi e va pianissimo. Siamo dovuti rimanere immobili per un po’. Per fortuna poi l’abbiamo chiuso.
(Fuck 113 e Dep)

Ho temuto di non riuscire a proporre la foto perché non l’avevo mai scattata e nessuno sembrava trovarla. Sarebbe stato un peccato, il pezzo è bello ma soprattutto significativo per tutti coloro che di Trep sono stati amici. Per fortuna è venuto in nostro soccorso il buon Ronnie Gee che invece la foto l’aveva fatta e ce la fa pervenire addirittura dall’altro emisfero.
Eccola.

06TrepInLovingMemory

Sul lato ovest dello stesso edificio due bei throw up di Cone e Due.

07ConeDueGobbalato

Dalla parte opposta della massicciata, accanto alla stazione del metro del San Raffaele esiste ancora oggi una struttura mai terminata e di cui non si è mai capita l’utilità, grazie ai ponteggi presenti fino a metà anni Novanta in molti sono riusciti a disegnarne la facciata e il cornicione alto, ricordiamo tra gli altri: Dose, Bzk, Draf, Gnomo, Sky 4, Guz, Dose, Waste e Styng. Seppur scoloriti molti pezzi resistono ancora oggi.

08Gobbaboh

Dopo aver transitato sul ponte della tangenziale i binari entrano nella stazione di Cascina Gobba.

[Continua… rivedete tutta la serie di Corrado sulla Linea 2 da questo link]

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Bicio + Chr, FEAR, Giardini Marghera 1990

13 aprile 2018 Lascia un commento

FORGOTTEN HEROES!
Io e Bicio ci siamo conosciuti sui banchi del liceo, e siamo amici più o meno dal 1981.
Abbiamo cominciato ad ascoltare punk insieme, abbiamo messo su il nostro gruppo hardcore insieme (si chiamava B.S.C., Brutti Sporchi & Cattivi), abbiamo fatto una fanzine punk insieme (I Don’t Care!) e un botto di altre cose insieme.
Tra queste, ci fu anche la cosa di usare gli spray.
Intorno al 1988-89 cominciavamo a riscoprire le cose intraviste su Frigidaire e in Arte di Frontiera qualche anno prima e a interessarci di sta cosa dell’aerosol writing, dopo aver passato un po’ di tempo a fare stencil a spray, tra 86 e 87, sopratutto di robe da skaters.
I primi 3-4 pezzi tra 1989 e 1990 li abbiamo fatti insieme, e alcuni anche con Christian CHR.
In Piazza Vetra al Parco delle Basiliche, al Politecnico, alla Piscina Procida. dall’89 agli inizi del 1990, appena avevamo qualche spray fra le mani (generalmente Ver-O-Spray), si piastrava qualche superficie cementizia qua e la.
Però, fondamentalmente, in quegli anni eravamo due HC kids, la roba che ci piaceva era quella tupa tupa, stop&go, fingerpointing sotto e sopra il palco, stagediving come se non ci fosse un domani.
Io ci aggiungevo una spruzzata di rap militant e lui un po’ di ska e ritmi in levare.
Comunque Bicio e Chr abitavano nella stessa zona, dintorni di Via Marghera, e ogni tanto facevano qualche bombing in zona anche se non c’ero io.
Quello in foto è il primo pezzo apparso sui muri dei Giardini Marghera.
“Giardini Marghera” è un termine un po’ generoso… in realtà si trattava di un lotto rimasto chissà perché inedificato, chiuso tra le facciate cieche di alcuni palazzi, attraversato da una stradina pedonale che collega Via Marghera a Via Sanzio, con dei prati spelacchiati ai lati e una manciata di alberelli a fare ombra.
All’epoca aveva una pista di pattinaggio in cui andavamo ogni tanto in skate, ora sostituita da un’area giochi per i bambini.
I muri che confinavano i giardini, ovviamente, erano pieni di scritte, e scrittine lasciate dai ragazzi della zona e delle scuole vicine.
Bicio e Chr ci fecero il primo vero e proprio pezzo.

“FEAR” era dedicata all’omonimo gruppo punk HC californiano, autore di inni come More Beer e I Love Livin’ In The City, che stava nelle posizioni alte delle nostre classifiche personali.
Interni a Ver-O-Spray, outline nero a Talken (eroici!) e niente sfondi.
Per un po’ rimase l’unico pezzo sul muro poi, intorno al 1993 si aggiunsero alcuni altri, Kaneda, Zoid, Dusk… qualche MNP, qualche 16BC…
In seguito ci furono diverse altre pezzate e murate collettive, spesso Napalmz, 16K e simili (del resto siamo sempre in zona Milano ovest, non lontanissimo da Lorenteggio, Giambellino e giù fino alla Barona.
L’ultima murata, una jam non autorizzata organizzata lì qualche anno fa, Poison Dart, fu interrotta dall’arrivo di una quantità spropositata di sbirri, che identificarono tutti e fecero partire denunce per imbrattamento (tra l’altro processo concluso poco tempo fa, se non ricordo male).
Ecco, Sig. pubblico ministero, se mi spiega come possa essere stato imbrattato, quand’era? 2013 o qualcosa del genere? un muro che è stato ininterrottamente pezzato e mai grigionato una volta dal 1990 (12 maggio 1990 come da data sotto il pezzo), sarei curioso.

Tornando a Bicio e Chr, avrebbero potuto fare di più nel writing, ma si stufarono presto.
Nel 1991 avevano praticamente smesso.
Bicio ora suona la batteria per gruppi ska e simili, oltre che fare il fotografo e altro, Christian, invece… non ho idea!

(foto: Spice VDS)

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Vimodrone-Cascina Gobba (parte 1)

4 aprile 2018 2 commenti

La stazione di Vimodrone è pressoché identica a quella di Cernusco sia nella struttura che nel ruolo rivestito all’interno della storia del writing meneghino. Analogamente alla gemella, il tracciato, dopo un breve tunnel, riparte nel canalone che fu l’alveo del Naviglio Martesana. A questo proposito, per tutti gli strippati di storia locale come il sottoscritto, sono riuscito a rintracciare una foto del 1961 con il naviglio ancora al suo posto. La metto al confronto con uno scatto dello stesso luogo a inizio anni 2000. La cascina dietro, quella ocra, è la stessa, se infatti si fa un confronto con una veduta aerea (tipo Google Maps) si potrà notare meglio l’andamento a “s” del corpo di fabbrica.

Sotto il ponte: pezzo Lies di Neuro e tag di Daze.

 

01Vimoierioggi

 

Torniamo invece a inizio 90’s: a sinistra del senso di marcia, sulla recinzione in alto, una striscia di bianconi del 1991: LNZ (La Nostra Zona) di Bzk e Guz, poi Bzk, Mec, S10 (di Sten TDK), Guz e un TKA Crew. Diversi anni dopo Guen, Nail, Neuro e il sempre presente Wolt si sono aggiunti più a destra, mentre sotto, nel canale, a inizio millennio diverse cose di Daze, Neuro, Toni, Fuck 113, Hit e Due.

 

02.LNZBzkMecS10Guz

 

Più in basso e sul lato opposto, biancone CNK Crew a cura di Dep e Pork. Mid 90’s, photo courtesy Dep.

 

03.CNKcrew

 

Sopra a questo, nel parcheggio che si intravede tra le piante, Bzk si esibiva in un throw up a biancone, nel senso che era riempito come fosse un throw up, con il pennello utilizzato a mò di spray, con schizzi e tutto. Nel novero delle stranezze odierne potrebbe passare tranquillamente inosservato ma per l’epoca era roba davvero forte. Notare inoltre la dedica al K.R.A.M.A. Posse (Son mozze! Le canne del mio ferro sono mozze!).

 

04Bzkrama

 

Terminato il canalone, alle spalle dei condomini lungo la Martesana c’erano tag e tracciati di Dose e di Kray. Dopo il muro dell’asilo di Vimo, molto visibile ma rimasto tabù per anni a causa della presenza del poco socievole cane del custode, i binari si separano per l’ultima volta all’aria aperta. La linea per Gessate scende dal cavalcavia di Gobba mentre quella per Milano rimane bassa passando a fianco a un muro altissimo che è praticamente il terrapieno opposto alla superficie di parco Spino. Questo muro è un altro dei posti storici della linea. Da sinistra a destra, in direzione Milano, potevamo trovare: biancone “Bombers” (di Flash e Sys), Flash e Sys con l’Asterix, il pezzo Bazuco di cui ci ha già parlato Had tempo fa (qui) uno spettacolare Trukalone a due colori e poi throw up di Spik, bianconi TAC (di Sys e Flash), ZE (di Flash), un Coma e un MKF (dedicato a Bzk). C’era anche un pezzone gigantesco “Shad” solo tracciato con spray bianco, era una bomba e per anni ho sperato lo finisse, era però molto strano rispetto alle cose che faceva in quel periodo infatti, più di vent’anni dopo, Had mi ha detto che in realtà l’aveva tracciato Limone. Peccato in ogni caso non sia mai stato terminato. Nel temutissimo collage trovate molto di quanto enunciato.

 

05.Vimomix

 

Chiudevano il muro due blocconi di Cielo e Size che molto tempo dopo lo stesso Sky, insieme a Phato (Doe), Dane e poi Loris (aka Lemon) utilizzeranno come sfondo per dei pezzi al “piano terra”.

 

06.CieloSize

 

Dietro l’angolo, all’inizio del colonnato, due bianconi di Bizeta: “Luce” e “Bzk” accompagnavano eventuali esploratori verso Parco Spino e la sua HoF. Sfilato il muro i treni si infilano nel colonnato che abbiamo già visto nel dettaglio tempo fa:

Sulle superfici (muri, recinzioni, baracche…) sparse qua e la accanto ai piloni un po’ di pezzi di molta gente: Kid, Cielo, Jet, Guz, Dose, Mite, Hit, sulla sinistra poi c’era una grossa palizzata metallica degli orti con una muratona ad argenti di Furto, Guen, Moe, Reato, Mite, Magma e Grom. Vediamo qui ad esempio un blocchettino di Jet che faceva il paio con uno di Guz a fianco con out viola.

 

07.Jet

 

Pochi metri più avanti un altro Guz che avevamo già visto in precedenza (qui).

Per oggi ci fermiamo qui perché la tratta Vimo-Gobba è bella densa, per evitare un post chilometrico ho preferito spezzarlo in due.

 

[Continua… rivedete tutta la serie di Corrado sulla Linea 2 da questo link]

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La linea ricorda: Cone-PND

24 marzo 2018 Lascia un commento

Come anticipato, la serie di post sulla linea ha risvegliato la memoria di alcuni. Qualcuno ci ha fornito uno scatto in particolare e qualcun altro, come Cone ci ha lasciato invece un ricordo più strutturato, della linea, dei primi suoi anni di bombing e soprattutto del Primo maggio, data celebrata da molti come la “Festa dei writer” dal momento che la metro rimaneva chiusa tutto il giorno e si poteva provare a dipingere treni e banchine anche in pieno giorno.
Eccolo:

La mia memoria non è il massimo, specie pensando a venticinque e più anni fa. In quegli anni la linea era praticamente una seconda casa, eravamo dentro un giorno sì e l’altro pure, difficile scindere e datare con esattezza. Soprattutto prima di avere una Hall of Fame mia (1992?) si facevano spesso passeggiate, anche e soprattutto di pomeriggio, a volte senza spray, solo per il gusto di passeggiare sulle pietre a lato dei binari, esplorare, o fare mille minchiate da ragazzini e cazzeggiare. Cazzeggiando si scoprivano spot, imboschi, si familiarizzava con le nicchie del canalone dove nascondersi quando passava il treno, le cancellate in pietra più basse e senza rovi come entrata/uscita, con la casetta bianca… L’odore che si respirava a lato dei binari era familiare, ai tempi. Ogni anno il 1° maggio era praticamente “la festa del writer”. La metro chiusa era un parco giochi. Io non ero particolarmente mattiniero, come nessuno dei miei soci, ma per l’occasione ci si svegliava presto per sfruttare tutta la giornata, fino a sera. Come ho detto, non sono amico delle date, ma ricordo forse il primo della serie (1991, ero proprio un pischellino), mi sentivo ancora troppo scarso per fare banchine e mi ero limitato a tag e poco altro. Eravamo dentro con un fottio di gente: i soliti cernuschesi e altri milanesi che bazzicavano la piazza (forse ai tempi ancora piazza Loreto, pre-Aspro, XI Blocco) o della Nona. Praticamente una convention. Era il giorno in cui nacquero i CKC se non erro. Mi ricordo gente che girava in motorino nel canalone (le bici vabbé, erano ordinaria amministrazione), forse era il Ciao di Code, subito dopo Cernusco in direzione Villa Fiorita dove qualche anno dopo avremmo fatto io e Due i mega blockbuster a biancone, fino a poco più avanti, dove il canalone diventa sempre più basso e poi rasoterra. Mi ricordo di un gran giro in bici io, Pizky (se non sbaglio aveva da poco iniziato a firmare Kol), Dek e Flower a bombardare qua e là: se non sbaglio era il ’92. Probabilmente quel giorno avevo fatto quella specie di softie Cono in banchina a Cernusco, la mia prima banchina colorata, escludendo flop solo tracciati. Poi ci eravamo spinti fino a Villa Pompea o giù di lì ed è stato proprio a Bussero che ci hanno fatto le bici. Parcheggiamo, bombardiamo, torniamo… e “puff”, sparite. Ne era rimasta una in quattro, parcheggiata da un’altra parte. Inutile dire che il ritorno è stato lunghetto. Dopo un primo tentativo di spolettaggio con l’unica bici rimasta l’abbiamo presa con filosofia e ce la siamo fatta a piedi in linea, fino a casa, dando fondo agli spray. Eravamo senza cibo né acqua così abbiamo fatto una deviazione fuori dai binari con tappa in un supermercatino a prendere una bottiglia o due da bere. Tutti senza soldi, ma bisognava pur sopravvivere: era ancora lunga, fortuna che Pizky da raccontare ne aveva sempre tante.

Bussero

L’anno dopo invece l’abbiamo presa più sul serio: solo bombing e niente bici, avevamo il mio motorino, il mitologico Fantic, corredato da catena, lucchetto e chiave ancor più mitologica. Ancora oggi mi chiedo dove ha trovato quel lucchetto mio nonno che me l’aveva regalato. Quell’anno è stata una serie metodica di banchine con Dek, compagno di merende per tutte, come al solito. In alcune mi pare ci fosse anche Due, e Flower a supporto. Raffica di banchine ininterrotta da Gorgo a Vimo. Pausa pranzo e nel pomeriggio siamo ripartiti da Piola. Prima banchina sotto, per entrambi: eravamo un po’ presi male. Ma vuoi non sfruttare la magica chiave? Diamo un senso a questa congiunzione astrale che me l’ha fatta arrivare. Vediamo se funziona davvero come dovrebbe. Quindi flop abbastanza veloci, ma belli grandi con pienone verde e traccia viola scuro o nero, non ricordo. Ricordo che all’epoca facevo quei throw up cicciotti ma con la fine delle lettere un po’ affusolate e appuntite, un po’ marce a rivederle ora.

Piola

Poi, tornando, Gobba: ai tempi c’era spesso un trenino, quindi abbiamo fatto tappa lì, per vedere se c’era. Niente. Siamo saliti lo stesso, pensando di accontentarci della banchina ma abbiamo trovato movimento, forse operai, così ce ne siamo andati dopo qualche tag.
Nella striscia da Gorgo a Vimo avevamo saltato solamente Cernusco, tenuta apposta per ultima. Ma vuoi per la stanchezza del tour de force, vuoi per tutto quel che si metteva in corpo tra una stazione e l’altra, vuoi per il senso di ormai onnipotenza (“l’ultima e chiudiamo in scioltezza che tanto giochiamo in casa!”) ma ci è andata male. Non so come sapeva che fossimo lì (di solito eravamo attenti al limite della paranoia), ma dopo pochissimo che eravamo dentro, avevamo forse appena finito di tracciare, sbuca un carabinere giovane, probabilmente di leva, dal fondo dei binari sul nostro lato della banchina (direzione Gessate). Noi entravamo quotidianamente dal lato opposto, per prendere la metro e andare a Milano, ed era un gioco da ragazzi: questo nella sua carabinieritudine ha scelto l’ingresso più tortuoso, ma ci è sbucato vicino.
“Ehi! Fermi!”
Pronti via, si corre in direzione opposta, cioè Burrona. Il tipo era giovane e correva come Mennea ma noi siamo partiti a razzo nel canalone e l’abbiamo tenuto dietro dopo lo scatto iniziale ma senza più riuscire a prendere quel vantaggio che bastava per saltare fuori: il canalone è ancora piuttosto alto. Qualche centinaio di metri ancora poi mette mano alla pistola.

“Fermi o sparo”, mano alla pistola.
“Fermi o sparo”, la tira fuori, sempre correndo.
“Fermi o sparo” e tre.

I polmoni iniziavano a spingere sulle costole, e alla mente il ricordo di Rocco L, lo “sceriffo” che non molto prima aveva sparato ad altezza uomo a gente in yard, amici tra l’altro: non c’era un bel clima per i writer in ATM, in quel periodo. Io e Dek ci guardiamo, ci chiediamo a vicenda il da farsi e alla fine per una ragione o per l’altra, piano piano rallentiamo fino a fermarci.
Proprio a noi doveva toccare ‘sto sbirro uscito dalle olimpiadi?
L’unica volta in vita mia che sono stato preso. Poi via di caserma, zaini sequestrati, cazziatoni, verbali, chiamate ai parenti, eccetera… ma per fortuna si è poi risolto tutto con un non luogo a procedere. Nel frattempo per qualche mese avremmo bombardato più in strada, saremmo tornati in linea tempo dopo: bianconate, pezzate lungolinea verso Cassina, le impalcature alla casetta bianca, altre banchine.. eccetera. e… il 1° maggio, che era particolare, ma ogni volta che si entrava a suo modo lo era. La linea era un mondo al tempo stesso sconosciuto ma amico, perché ormai la si conosceva bene, gli odori, gli sgami, i posti.

Una piccola nota a margine dei ricordi di Cone: nella prima foto, quella di Bussero, si intravede una delle famigerate scritte del KGB a cui avevamo fatto cenno qui. (Post di C.)

Categorie:Milano

7. Cascina Burrona-Vimodrone

16 marzo 2018 Lascia un commento

Meno di 700 metri separano le due fermate, pochi anche i muri disponibili e tutti a sinistra del senso di percorrenza. A destra solo campi che in primavera si riempiono completamente di papaveri regalando uno spettacolo piuttosto suggestivo della campagna milanese, o quel che ne resta, e incorniciano la bellissima Villa Cazzaniga (1750 circa, Vimodrone, località Gaggiolo) con il suo giardino affacciato sul naviglio. Nelle belle giornate il tutto è sovrastato dalla vista dei monti del lecchese.

Il Manzoni ci si farebbe una pippa con questa cartolina!

Torniamo sui binari: prima che ricominci il canalone si incontra una ditta con due tetti non molto alti che danno proprio sulla linea, su quello rivolto a est dovrebbero esserci ancora i pezzi di Size e Kid, su quello a nord uno di Kol e un altro di Zero o Zone, non ricordo e dalla foto non riesco proprio a leggerlo. Lo stesso edificio ha il muro di cinta attaccato ai binari, era coperto, da sinistra a destra, da: throw up di Spyder e Flycat (ho scoperto leggendo Vecchia Scuola che erano stati riempiti a biancone da Guz e Jet come tributo), “Hi ATM” di Bzk, “Mid” di Bzk e Guz, “M!” di Mec, tag di Crank (aka Pongo) e robe vecchissime di Scea e Nail (qui Neil). Sull’armadio metallico di fronte persino un puppet di Guz degli esordi con il classico “boy in blue”. In questi due scatti con qualche piccolo sforzo si può rintracciare più o meno tutto quanto elencato.

01SizeKid

02FlyHiATMMid

La prima parte del muro è poi crollata, anche nella foto postata tempo fa https://pezzate.wordpress.com/2010/05/13/tka-linea-mm2/ si vedeva già che il muro era puntellato. Successivamente è stato ricostruito in cemento.

03TKAoratorio

Pochi metri più avanti un “TKA” a caratteri quasi tipografici sul muretto dell’oratorio, ancora oltre, tag successive di Tomato ABC (che poi era sempre Limone che qui giocava in casa). A questo punto il canalone è già ricominciato e porta con sé una piccola curiosità: da qui fino all’altezza del ponte di Gobba, il canalone della metro non è nient’altro che il vecchio alveo del naviglio Martesana che è passato sul luogo dove ora sorge la stazione di Vimo per poco meno di 500 anni. È sufficiente guardare una cartina dall’alto per vedere come il naviglio faccia una brusca deviazione a nord interrompendo il suo andamento praticamente rettilineo per poi riprenderlo dalle parti della Cascina Metallino, a Cologno Monzese.

Prima della stazione, solito campionario di tag di quelli che la frequentavano, qui abbiamo un Brd (credo sia di Bread) e una tag Jay-D, c’era un’altra postazione identica a questa con un flop Sh! di Shad.

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Concludo con una foto scattata nel caldo agosto del 1994: solo trent’anni prima qui scorreva l’acqua.

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[Continua… rivedete tutta la serie di Corrado sulla Linea 2 da questo link]

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P.le Loreto

13 marzo 2018 1 commento

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Volevo riascoltare la roba delle cassette di Spyder e volevo anche provare a mescolare rap con pop bianco e RnB grazie all’aiuto di Vanni. Ne è venuta fuori sta cosa qui, che in teoria sarebbe da mixare ma io son troppo belva e non ho mai imparato. Devo dire anche che mi ha preso un po’ la mano con le dub version. E’ hip hop del 1986, appena prima che arrivasse la nuova onda di Public Enemy, 2 Live Crew e NWA che era la roba che ascoltavano Fly e 2Mad poi l’anno dopo quando li ho conosciuti e ci si vedeva in Loreto. Spyder aveva più sta vibra hip hop da festa vecchia scuola, non era più di tanto dentro al sound gangsta che stava esplodendo, ascoltava la roba di qualche anno prima e andava indietro fino ai primi anni ’80, fino agli Chic. Ho cercato di stare su quell’idea lì che era veramente fighissima. Il 1985-86 erano stati anni di transizione prima dell’esplosione del 1987, in Giamaica avevo messo insieme la cosa in questi mix.

Livello di ascoltabilità: molto basso.

Poi oggi, sei mesi dopo, ho fatto il volume 2, con la roba che si ascoltava nel 1989. Io giravo con i PWD, cui dedico questi ricordi, e con la mia crew di freak del liceo Berchet. Andavamo in via Leoncavallo, si prendeva un deca di fumo per il sabato sera e la maria non girava quasi, era arrivata credo qualche anno dopo dall’Olanda e poi dall’Albania, quella chimica che pizzicava. Marchino e Papero avevano preso le consegne dalla generazione di Atomo e Swarz, epoca del Freddie Krueger al Leo. Sul palco c’erano i primi concerti hip hop e ragamuffin, ma i b-boy spesso avevano problemi anche gravi lì al Leo, tipo Space 1 e Sean se non ricordo male. Testosterone a palla, ego a palla, tutti erano giustissimi e durissimi, due coglioni l’hip hop, roba da dargli la pastiglietta di Lorazepam a tutti la mattina. Io alla fine avevo imparato tanto sia dai compagni sia dai fratelli. Ora son tre anni che lavoro nella moda e ho imparato tanto anche lì, come sempre io centro come i cavoli a merenda ma va bé non sottilizziamo.

Piazzale Loreto era la base di Fly, al Mac lato Buenos Aires prima, epoca Luigi Re della Chiavata Veloce e ibizenchi vari. Poi stavamo lato via Padova, epoca dei bombing. Phase cercava di catechizzarci e noi cucciolotti imparavamo dai maestri e spaccavamo, chi più chi meno ma spaccavamo lo stesso anche chi era un po’ scarso come me. Nel senso che questa musica va ascoltata con i mix di Red Alert e Marley Marl, o per dire anche Bassi Maestro che ha pubblicato da poco un tributo a questi anni. Io per stare true to the game ci ho messo due bei dubboni di T La Rock e Mantronix. Respect. Va bé non sottilizziamo sulle mie abilità di disc jockey, sono ricordi, gran bei ricordi.

La sera era normale stare in giro a taggare 3-4 ore a piedi, con il Walkman, avere due cassette da 90 minuti già ti sentivi un King della Zulu Nation a meditare sui tetti dei project nel Bronx ah ah, bei tempi… i PWD avevano subito duramente il periodo succhetti di frutta, in cui Spyder spiegava che l’unico marker degno di nota era la bottiglietta di vetro piccola con il cotone e qualche inchiostro nocivo che sapeva fare lui. Ovviamente litri di nero da tutte le parti, tasche e giubbotti devastati, colate laviche di nero ogni lettera, un degenero… con questo vi saluto e vi auguro di poter realizzare l’ideale Zulu: Peace, Unity and Having Fun…

Livello di ascoltabilità: medio con asperità.

Ho fatto il volume 3 con il rap del 92-93 un po’ come piaceva a me e non ci ho messo Hits from the bong e Jump around, che in Aspro era il messaggio subliminale per il pogo, dolore, mazzate e morte. C’è il cosidetto alt hip hop, il rap alternativo meno aggressivo, è uscito un po’ in chiave Pharcyde, De la soul e Black Sheep, gruppo di cui Yndy aveva l’album e che suonava con grande devozione. Ci ho messo nella cover poi i fasci appesi giusto perché su Google Images risultano il fatto più importante sulla Piazza Loreto e mi sembrava simpatico visti i tempi che corrono. CKC TRUKALONE. Ciao.

Livello di ascoltabilità: buono.

 

Categorie:Milano, Mixtape

6. Cernusco sul Naviglio – Cascina Burrona

10 marzo 2018 Lascia un commento

Dalla stazione di Cernusco i treni escono transitando in un breve tunnel per poi proseguire in canalone, proprio al termine della galleria c’erano questi bianconcini di Dek, Due e Cone (la foto è di Cone, 1997) cancellati con una mano di grigio e rimpiazzati tempo dopo da una doppia coppia di throw up argento di Due e Neuro.

01TunnelCSN

Il canalone qui corre basso e a ridosso dei giardini di alcune case. I lavori erano tutti a biancone e si sono conservati meglio di altre tratte, forse per la vicinanza degli edifici che garantisce una minore umidità, almeno fino al ponte di via Leonardo Da Vinci. Sul lato destro troviamo ancora oggi “Riskio Totale” di Kid e Dare, altro cernuschese stiloso che ha militato per un breve periodo all’inizio dei 90’s.

02RiskioTotale

Kid ci ricorda la genesi del pezzo: “Lo abbiamo fatto io e Dare all’ingresso della stazione di Cernusco. Si vede arrivando da Milano e voleva simboleggiare la presenza di writer in questa zona. La scritta era appunto: “Riskio Totale”. Un blocco con lettere molto grosse. Tra l’altro non è bianco ma un verdino che era stato prelevato dalle case in costruzione dopo Gobba, insieme a gente che poi avrebbe formato i VMD: Dep e Bibbo. È stato un furto di quelli clamorosi, quel biancone l’avremo usato per almeno un annetto (ride)”. (Kid)

A testimonianza di quanto affermato da Kid anche il blocco CKC qualche decina di metri più avanti aveva la campitura dello stesso verdino, così come altri loro pezzi in zona. Avanti, sotto il ponte, biancone di Zoom a cui, a inizio nuovo millennio, si affianca un VMD di Toni. A questo proposito, approfittiamo di questa foto per mandare a Toni un saluto e un abbraccio lungo 16.000 km.

03VmdTony

Di fronte a questi, sempre sotto il ponte, altro biancone, un TWA di Zoom e Size, tempo dopo un Lies di Neuro e la cabinetta successiva a cura di Moe.

04TWAZoomSize

Subito dopo, sulla sinistra, c’era un blocco davvero grosso di Code, praticamente la versione maxi di questo che c’è ancora, tale e quale sotto un altro ponte poco meno di un km più avanti. Quello gigantesco invece è stato completamente cancellato dal muschio. Ho una foto scattata nel 1995 in cui era già praticamente solo un fantasma. Peccato, era davvero figo. Mentre il canalone va abbassandosi, altri pezzi, sempre a biancone: El Kid, Size, Sharone (primissima tag di Kid) e altro. Finito il canalone non ci sono molte superfici e i binari sono completamente immersi nel verde, a sinistra, terminati orti e case c’è, ormai dal 1982, il campo da golf del Molinetto mentre a destra un bel parco che costeggia il naviglio dove all’epoca c’erano solo sterpaglie, immondizia & siringhe. Unici spazi disponibili: un paio di cabinette e due ponti, il primo aveva un TAC di Sys e uno ZE (forse Flash) entrambi a biancone sulle due colonne, mentre sotto il secondo resiste il già citato pezzo di Code. Visto che Sysoner lo menzioniamo sempre ma non mettiamo mai roba sua, ecco una delle cabinette in questione con questo pezzone datato 1991.

05Sys1991

Di fianco al golf club c’è uno slargo nella recinzione MM motivato dal fatto che qui era stata prevista la possibilità di edificare un’ulteriore fermata nel comune di Cernusco. Negli anni se n’è parlato più volte ma il risultato è stato un nulla di fatto. In quello slargo però è presente da sempre una grossa sottostazione elettrica, un enorme cabinone bianco su cui è passata davvero tanta storia. I cernuschesi erano soliti realizzarci delle murate colorate esattamente come se fosse un HoF. Nelle interviste per il nostro libro avevamo toccato l’argomento linea e casetta bianca anche con Dose che ci ricorda come: “La metropolitana in generale, sia al chiuso che all’aperto, rappresentava il posto ideale per dipingere. Poi perché dipingere in Hall of Fame quando c’erano dei posti, tipo i pilastri a Cascina Gobba e la casetta bianca dove potevo stare un intero pomeriggio e avere una specie di Hall of Fame in linea. Assolutamente, la linea è sempre stata tenuta in considerazione, ricordo anche i pezzi di Spyder e Fly, qui all’aperto. È sempre stata un luogo importante e meno male che a Milano c’era questa possibilità di dipingere all’aperto”. (Dose)

Purtroppo non ho foto da mostrare per una semplice ragione: siccome erano tutti pezzi tipo HoF non li fotografavo perché ritenevo mancasse quello sgurz tipico dei bombing. Pirla io. Se qualcuno ha qualche scatto lo faccia avere a Had. Sempre in quest’area c’era una cosa davvero curiosa, una banchinetta lunga alcuni metri e rivestita con lo stesso ondulex delle stazioni, se non ricordo male c’era sopra un pezzo di Dose, bianco e marrone. Poi è sparito tutto, sia l’ondulex che la struttura in metallo. Per poco meno di un chilometro la metro passa in mezzo ai campi, nulla da segnalare fino al muretto basso sulla sinistra pochi metri prima della fermata successiva: biancone di Dose con lettere separate, una per sezione del muro, poi un CKC di Kid con il solito verdino, un bel throw up di Dep, tag di Sten e Mec (qui ancora TAC), più tardi un TDT mezzo argento/mezzo oro e poi Becks. Esattamente dietro il muro, in strada, un cabinone ENEL con softie di Guz, Lemon e Dose. A metà anni Novanta è stato costruito il ponte della strada che taglia dalla Padana (SS 11) direttamente a Cologno. La strada è rimasta chiusa per quasi 15 anni e il ponte in sostanziale abbandono, appena costruito era stato bombardato massicciamente ma lo spot migliore se l’erano aggiudicato Size, Soul, Cone e Due. Dopo un periodo di inattività Size era ricomparso con una serie di throw up identici a questo, uno in particolare ha fatto storia: quello che c’era a Vimodrone sul tetto di un enorme edificio di soli uffici. Era visibile fino a Gobba.

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Il ponte in questione affonda le sue colonne in mezzo ai binari, su cui tempo dopo si sono piazzati Neuro, Due, Cone e Daze. I loro bombing sono visibili soprattutto dalla banchina perché oramai siamo praticamente in stazione a Cascina Burrona.

[Continua… rivedete tutta la serie di Corrado sulla Linea 2 da questo link]

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