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Archive for the ‘Milano’ Category

A Novate da Deko

26 maggio 2020 Lascia un commento

Muro di Novate aperto verso il ‘94 da un bombing di Penetra posse, Deko citava Babaman che era uno di reggae, crew zona Arese. Poi preso da lui circa ‘96 con permesso a seguito di pezzate di Fanbo e Rapido. Qui noi seguivamo pezzate precedenti di Rae e Drop che stiamo cercando di recuperare. Io in classico mood UAN. Arrivati gli sbirri, mega bordello con perquisa in macchina di Sky, poi filati via perché tutto legale. Deko in sbattimento che aveva invitato mega king Sky con mega tranello degli sbirri maleducati e stupidi. Credo mio ultimo pezzo o quasi, forse ‘98. Se avete dettagli, foto o aneddoti: scrivetemi che Deko ha perso archivi. Volendo qui foto più grossina ma non è in alta.

Categorie:Milano

Quei rissosi, irascibili elleaccapì: il fumetto

25 maggio 2020 Lascia un commento

In un post di qualche tempo fa, Fumo raccontava del fumetto che scrissero durante uno dei vari tour degli LHP.
Sono andato a recuperare la fanza, ed eccolo qui.
Non è una graphic novel, non vi stupiranno con effetti speciali, non verranno raccolte su un albo monografico: sono 2 pagine.
Del resto, fare fumetti, disegnare, scrivere i testi, alla lunga è una rottura di coglioni.
Le due pagine uscirono su Grunt! una fanzine a fumetti fatta in Via dei Transiti 28, ovvero il Centro Occupato T28, spazio cui facevano riferimento, oltre al Leoncavallo.
Di Grunt uscirono 2 o 3 numeri se non ricordo male. Contenevano articoli politici, antifa, antirazzisti, ma in buona parte fumetti.
Lo avevamo anche in distro alla Whip/S13, ne vendemmo svariate copie e, boh, non ricordo se mai glie le pagammo.
Quello degli LHP fu realizzato nell’aprile del 1991. Gli autori erano Fumo e Core: il primo per i disegni, il secondo per i testi.
Il primo ricerca un tratto tra Mattioli e Pazienza, senza peraltro trovarlo. Il secondo vorrebbe essere diretto, rapido e feroce come Ellroy, ma finisce subito per buttarla in caciara.
Meglio così.
Nonostante la vena satirica, l’episodio raccontato è realmente accaduto, e i personaggi citati sono realmente esistenti.
I nomi non sono stati cambiati per non proteggere gli innocenti.

Categorie:Milano Tag:, ,

Sei serio? Così fate il BBQ voi a Milano!?

21 maggio 2020 Lascia un commento

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E’ il 31 marzo 2016, vernissage della mostra Now & Later alla Avant Garden gallery Milano. Daze è davanti ad un suo autoritratto e sembrano un po’ vestiti uguali.

Mi ha inviato Gianni4 la foto della murata fatta da lui, Daze, Sharp e Dra CKC. C’è la fotona in alta montata gentilmente da Vandalo. Il muro era a Sesto.

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Corrado ci ha mandato anche la pezzata di Dra, segnalando che però il muro è 2006 e non 2016 come la mostra. Sulla data esatta a questo punto mi sono un po’ perso, fateci voi un commento se vi va di spiegare le varie visite di Daze a Milano con gli animali squartati volta per volta in suo onore… c’era stata una mostra sia nel 2006 (questa qui) sia nel 2016.

Con Manfredi di Avant Garden ci siamo poi bombardati di vocal e ne emerge questa foto della facciata con un racconto splatter mica da ridere.

Arriva Daze per la mostra a Milano, siamo al 3% di una grande amicizia da costruire. Faccio un barbecue, molti amici chef. A me piace mangiare la testa degli animali nei barbecue, lì avevamo una testa di vacca. Daze mi guarda stranito che imbraccio la mannaia e spacco la testa in due parti perfette. Poi ci siamo mangiati il cervello. Lui, con aplomb totale: per me basta un bicchiere di vino, grazie… 😳😳😳

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E booooooom! Sono uscite anche le foto del povero cervello della mucca!!!

Categorie:Milano, New York

TIGHT 15 – FUNKY ITALIAN STALLIONS

16 maggio 2020 1 commento

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TIGHT era la fanzine di writing di Phase2. In origine si chiamava IGT e non era fatta da writer veri e propri, fondatore era un fotografo di NY, Dave. La rivista, che era la prima interamente dedicata al writing, aveva cambiato diversi nomi ed era uscita dal 1984 fino al 1994. Sky4 sta cercando il numero 15, credo l’ultimo. Ho dato un’occhiata e qualche anno fa una galleria di NY ha fatto una mostra retrospettiva, avevano anche da vendere 100 collezioni complete. Quando ero stato a prenderla nei loro uffici (casa di Dave) credo 1990 mi aveva detto che non esisteva più completa, anche se poi Rae mi ha detto di averla anche lui presa completa circa 1992. Va be, insomma, gli ho scritto e il gallerista mi dice che per questo, il numero 15, vuole 250$.

Questo era il numero con lo speciale su Sky4, Funky Italian Stallions. Il paginone centrale qui sopra viene dal sito della galleria, le altre sono foto mie fatte così col cellulare. Se volete vedere la parte di Sky4, è stato l’unico italiano e uno dei pochi europei a esser pubblicato. All’epoca era già stata una bella mazzata e, a distanza di tanti anni, è diventato un evento di significato storico. Per tutti noi questi shout out sono un bel ricordo di Phase, maestro folle e sconfinato con cui avevamo passato diversi anni qui a Milano. Se volete più storie, prego pagare: 250$ a botta.

 

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La pagina di Sky in formato big per i veri feticisti. E la copertina big sempre croppata alla cazzo di cane da Google Photoscan. Poi un dettaglio del testo dove Phase in sostanza opera una divisone transustanziale tra cuore e anima per la quale non ho gli strumenti concettuali utili a una traduzione. Penso sia necessario operare un po’ come faceva Sun Ra, quindi su un piano di conoscenza più afro-egizia. In sostanza vuol dire che se non ci stai dentro e propali bufale lui tornerà dallo spazio tempo ulteriore dove attualmente risiede per darti generose pedate nel culo. Quindi occhio, non cadere mai in questi tranelli culturali:

  • credere a storie dell’hip hop non certificate
  • approfondire in maniera pressapochista la storia dei neri sia africani che americani
  • menartela perché i Masai Movers Massive non sopportano il ciarpame

Sky ha lasciato nei commenti un ricordo:

Che dire, avere dei pezzi pubblicati su IGT è stato un onore, all’inizio non avevo capito l’importanza, ma con il tempo ho capito che Phase mi aveva concesso un’occasione unica che a poche persone aveva dato.
Purtroppo non ho più nessuna di queste riviste poiché le ho regalate a un carissimo amico, ma mi rimangono i ricordi dei giorni passati con Phase a cercare giocattoli mentre lo ascoltavo parlare di qualsiasi cosa. Resta in pace amico mio e grazie di quello che hai fatto x me…

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Categorie:Milano, New York

I pezzi sono di Then e Nesh.

14 maggio 2020 Lascia un commento

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Moe ci manda un ricordone dopo la pezzata con l’Anfiteatro ancora clean. E’ una foto vintage, qui più grande. Qui siamo nel momento in cui la seconda generazione della Zona Est si iniziava a muovere. Se volete vedere la prima generazione, direi che potete cercare CYB o magari Steve DJ o i Three Kids Alone di Vimodrone, che poi son diventati i famosi TKA perché ci ero entrato anche io e non erano più solo in tre.

Visto che hai messo il pezzo di Nesh ti mando questa foto che non vede la luce del sole dal 1993. I pezzi sono di Then e Nesh. Then era un mio compagno dell’asilo che ho ritrovato quando ho cominciato a dipingere. Lui aveva iniziato tipo nel 1991 grazie a suo cugino che abitava in viale Monza ed era appunto Nesh, il socio di Type e Sputo in LKK. Alla domenica quando andava a pranzo dagli zii passava il pomeriggio (così ci raccontava lui) con il cugino, Type e Shot. Il pezzo di Nesh infatti è dedicato a questi ultimi.
La location era dietro la Coop di Cassano d’Adda, all’epoca fresca di apertura, i pezzi fatti quando Nesh ricambiava la visita agli zii di provincia. All’epoca per me era pura fantascienza che un mio compagno di crew conoscesse gente di quel giro lì. L’influenza di Type è evidente sul pezzo Then, a parte questo lui poi è diventato molto bravo, soprattutto nei bombing, purtroppo ha mollato molto presto, a inizio 1998.
Ci ha messo un pezzetto anche Type:
NESH era il mio socio, cominciammo ad imbrattare insieme a Precotto nel 1991 imitando le tag che vedevamo per strada, c’erano WEIRD, SNOZE, INPUT, SHOT, MAT e forse qualcun’altro. Eravamo mossi unicamente dall’impulso di mettere in giro il nostro nome senza alcun senso artistico. Fu solo grazie ai successivi pellegrinaggi nelle hall of fame di via Pontano e via Bazzini che cominciammo a sviluppare uno stile. I nostri eroi erano FlyCat, Mace, Shad, Bazooka, Drop:c, Sky4, MADBOB dai quali copiavamo le lettere per le tag e i “bubble”.
Categorie:Milano

I movimenti hanno sempre vinto nella memoria.

13 maggio 2020 Lascia un commento

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Type CKC ha aperto dei cassetti vecchi e mi ha mandato una scan del giornale di un’epoca tipo primi anni ’90. Nell’archivio fotografico lì al Corriere della Sera avevano ancora come riferimento i murales del ’77. Gli archivi erano così, enormi scaffali dove c’era tutto quello che poteva servire al giornale, non si ordinavano man mano le foto su Internet. E il writing in quel momento non era ancora materiale da banca dati, troppo nuovo, erano proprio rimasti indietro 15 anni.

Beh la cosa figa è che stavo cercando come un matto questa foto, via Negroli. In quella zona ricordo un paio di muri con questi murales, credo fossero qualcosa tipo Indiani Metropolitani: l’ala di provocazione seria ma cazzona e creativa del movimento del ’77. Boh dipingevano indiani americani, credo sia così. Foto ormai introvabili perché quelle pareti non ci sono più. L’ispirazione era ribelle, di comunità, proletaria, hippy, fricchettona. Lì in zona Ortica erano abbastanza inquadrati, non vibra delirio e degenero. Ho dato un’occhiata in giro e ne ho scovate un paio sul sito Skyscrapercity (Archivio ACAdeMI, non trovo riferimenti quindi sorry non certissimo e non autorizzato), poi c’è il fotografo Livio Senigallesi che ne ha un archivio online qui e ce ne ha inviate con grande gentilezza tre sue che posto più avanti. Per me sono l’origine del writing moderno, o qualcosa del genere. Anche a NY c’era tutta un’ala in quel periodo che si ispirava al muralismo, con i grandi whole car pop della cultura tradizionale latina, dei sudamericani. Un po’ sta roba qua. Forse anche in qualche modo simile a quello che portava di nuovo la street art. Se sapete chi ha le foto, mi piacerebbe ricevere segnalazioni o file.

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In realtà come sempre io posto per un mio trip personale, però non è malaccio se qualche writer giovane si segue ste cose e magari crea un ponte con cose successe ormai quasi 50 anni prima. La parte creativa di quel movimento era bella forte, per dire ne sono uscite riviste e maestri del fumetto assurdi, es. Cannibale, il Male, Zut. Qui se volete un pezzone sul fumetto italiano del ’77. Leoncavallo, Conchetta (qui l’evento con Phase nel ’92 e qui Sean con Elektro in console nel ’99) e Transiti erano stati occupati in quei due anni, io in qualche modo ci avevo passato tutti i miei vent’anni nel periodo dei primi anni ’90. Poi loro son stati storicizzati come una generazione di terroristi e tossici, difficile ora per chi è giovane capirci bene, specialmente dopo il ventennale in cui il senso della storia è stato definitivamente riscritto.  Leggete per dire questo articolo:

Un movimento denso di gioia, empatia dei corpi, intelligenze in sinergia, dove si respiravano libertà, eguaglianza, fantasia. Un movimento tutt’altro che violento, certo occupando l’università dove al massimo echeggiavano i cori di scemo scemo all’indirizzo dei giovin burocrati della SUC, la sezione universitaria del PCI, scesi in campo a difendere il compromesso storico e la politica dei sacrifici.

Finchè non arrivò la repressione brutale dello stato sub specie di una colonna di carabinieri che aprì il fuoco contro un piccolo gruppo di manifestanti praticamente a freddo, uccidendo Francesco. Il primo morto in manifestazioni di piazza che si ebbe a Bologna, ovvero un evento eccezionale. Un atto congruente con la strategia della tensione ben nota messa in campo dalle forze più reazionarie del nostro paese.

In quel momento sono esplose le fanzine, quelle che per dire avevamo iniziato a fare anche noi nel 90-91. Mi ricordo che Gomma mi aveva spiegato la cosa del FIP, la sigla Fotocopiato in proprio che ti evitava il problema della denuncia per stampa clandestina. Lui e tanti amici di quel periodo arrivavano appena dopo questo mondo del ’77, il filo c’era ed era stato molto utile. Primo Moroni, citatissimo e amatissimo in tutte le storie di quel periodo, mi aveva lasciato mettere la casella postale di Trap lì alla sua libreria. Vedete il passaggio qui di seguito da un archivio universitario, che cita Marcello Baraghini: lui era il paravento per le fanze del ’77 ed era stato poi editore con Stampa Alternativa del libro bilingue di Phase2, che avevo un po’ spinto e tradotto io (prodotto da Adolfo Rossomando e impaginato da Sid di AL). Phase mi dava tutto scritto a computer ma stampato, non su disco, dovevo ribatterlo tutto. Poi quando avevo ribattuto glielo mostravo e diceva no, tutto da rifare, aspetta che ho un’idea.

In 1977, writing became a collective act and an action against the monopoly of the media; it ratified the end of the History and the beginning of the histories.

The Movement counts more than 60 underground magazines, usually short-term papers, frequently published only once, self-made by non-professional journalists. Many of them listed Marcello Baraghini as editor-in-chief, since the underground publisher bravely authorized anyone to use his name in that way in order to comply with Italian regulations dealing with publication.

Ora mi è scappata un po’ la mano e ho fatto due ricerche, se vi va di calarvi in quegli anni e rovistare, vi lascio qualche link.

 

Il movimento del ’77 è un argomento un po’ complesso per le mie capacità di blogger, ci tenevo in ogni caso a postarvi la foto degli Indiani Metropolitani di via Negroli, dove abitava mia zia Emilia. E ringraziare i pittori di quegli anni che poi hanno ispirato le persone che mi hanno ispirato, ad esempio LHP. Son storie che poi si perdono, per dire in quel periodo si fumava il Libano, che c’era rosso o giallo. Perché non se ne parla oggi caz, poi le storie si perdono, non va bene, ci vuole memoria storica nel gremo, serietà.

Se poi voleste continuare, Livio ci manda anche una foto di via Mancinelli, dietro al vecchio Leoncavallo. Fino allo sgombero e qualche anno dopo, lì c’era un centro di storie di writer abbastanza consistente, le trovate qui raccontate da Vandalo per esempio partendo da qui (poi a onor del vero racconta spesso anche di quanto gli scassavano i maroni con l’hip hop i vecchi compagni, anche la gente del Muretto è capitato che finisse male all’epoca che noi stavamo in P.le Loreto). Ci sono tante concordanze e assonanze tra storie di generazioni e luoghi diversi: magari ve ne raccontiamo in breve ancora qualcuna.

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Categorie:Milano

Drop e Gianni4 – che dire anfiteatro eh…

13 maggio 2020 2 commenti

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Oggi Sky mi ha spedito questa foto del 1995 con Drop in Martesana, c’è anche la foto grande a 1000 pixel.

… che dire quella volta in martesana io e drupi abbiamo spaccato, poi con la scritta king tony, povero tony… che dire anfiteatro, martesana, mica muro della martesana, lì sul paretone ci stavano i leoni…

Poi ieri sono girati due archivi di Type CKC, che sta cercando di ricostruire il black book. C’era dentro una pezzata super vintage con l’anfiteatro ancora alla prima passata di pezzi, ve lo posto che è una mega chicca del 1992. Prima Type e Nesh poi anche Sputo LKK.

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