Styng TGF Guen+Nail DCN Bang CKC bombe su Lambrate

Styng TGF, Guen + Nail DCN TD, Bang CKC – Lambrate, Milano fine anni 90.
Incredibile come sia racchiusa in pochi metri tanta bombing science!
Quattro nomi che hanno riempito le strade di Milano per tutti gli anni 90 (e molto oltre, ma questa foto di Secse è del maggio 1999), con 4 stili molto diversi ma egualmente potenti.
Partendo da dx nella foto, Styng TGF con un throwie solo linea appena rinforzato per dare tridimensionalità, che ti fa pensare “peccato che Secse non si sia avvicinato per fare una foto davanti, e godere meglio i loops e la costruzione delle lettere”; seguito da Guen con i suoi abituali supersoftie morbidissimi appaiato al socio DCN Nail, che piazza lì quel paio di cosine gustose, curva morbida di qua, piccolo taglio netto di là,  con lettere piene e outline blu; per concludere, girato l’angolo, con uno dei bubble per cui era (ed è) famoso proprio Bangsta. Quelli che grondano stile da ogni curva e loop. Quelli che se provi a mettere la tua tag vicino sembri ancora più toy di quello che sei.
E la zona? Lambrate, naturalmente.
Via Monte Nevoso, oltretutto, era famosa nelle cronache per essere stata la sede di un “covo” delle Brigate Rosse. Ma non un covo qualunque: quello dove fu trovato, nel 1990, il memoriale di Aldo Moro scritto nel 1978 durante il rapimento.
Insomma scritti di un presidente del consiglio sequestrato e, 100 metri più avanti, scritte di bombers lambratesi.
“Coincidenze?
Io non cerdo.” (op.cit.)
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Super K window down sulle FNM

E’ della metà anni 90 (circa 95 o 96) questo window down firmato Super K che, con solo 3 colori, spiega a tutti cos’è la scrittura su metallo.
Penso fosse sul treno da un po’ visto quanto sono consumati i colori, oltre ai finestrini buffati.
Ma pur rovinato dalla vita all’aria aperta, basta guardare quei tagli, quelle chiusure delle lettere, collegamenti sovrapposizioni e incroci, per vedere stile a piene mani.

(foto: Slog)

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Zoid rooftop bombing 1993

Zoid ha scaricato bombe in giro per Milano fin dagli inizi con alcuni dei futuri ZN13, poi girando spesso con il Craze MNP (a proposito… la tag che spunta dal bordo del muro sarà la sua? e cosa c’era d’altro?) e lasciando molte tracce a 2-3 colori per le strade e, occasionalmente, pure sul metallo.
Qualcosa rimane in giro tuttora, angoli nascosti, muri mai ristrutturati, tetti e qualcos’altro.
Questo è al primo piano quindi non lo chiamerei heaven spot, ma concediamogli il rooftop!
Bianco, nero e rosso sanguinante. 93 ben evidente.
BOR in alto suppongo stia per Borromeo, piazzetta nel centro di Milano che fu per un po’ di anni la mecca della scena skate milanese, radunando sui suoi scalini anche un folto gruppo di gente che si divideva tra la tavola e le bonze.
Cosa non certo apprezzata dalla folta popolazione di magistrati, avvocati, notai e amici degli sbirri che abitavano nei palazzi intorno…

(foto: Slog)

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Sharp – jam al Leoncavallo 1998

Questo era il muro proprio di fronte all’ingresso del Leoncavallo in Via Watteau. Era dell’ex officina-sfasciacarrozze-rottamaio-quelcheè che occupa l’isolato sull’altro lato della strada.
Sharp lo realizzò durante la jam del 1998, lasciando a bocca aperta molti di quelli che dipingevano all’epoca e che parteciparono a questa jam.
Purtroppo, qualche anno dopo, il proprietario dovette far intonacare il muro, a causa di infiltrazioni sull’altro lato, per cui l’intera parete andò completamente perduta.
Mi ricordo quando il proprietario venne a comunicare che doveva intonacare, probabilmente preoccupato del dispiacere causato agli amanti della scrittura aerosol, disse che non avrebbe avuto nessun problema se fosse stato dipinto l’intonaco nuovo… cosa che successe subito, ma purtroppo senza la mano di Sharp.
Per fortuna ci sono le foto (come questa di Secse), così vi potete vedere i pezzi anche se non c’eravate.
Avevo già postato diverse foto di murate di Sharp, quella del 1987 al vecchio Leoncavallo, quella del 1993 con Smith alla HoF MNP in Giambellino, il bombing, sempre con Smith nel 1993, in Darsena.
Mancano le foto dei treni, sopratutto del primo… chissà se uscirà fuori prima o poi.

1990: Vecchie tags al Casoretto

PWD crew tag, sulla finestra di una cantina circa dal 1990. Forse di Flycat? Boh, comunque resiste ancora intoccata.

Vandalo LHP (pre-S13), Kino LHP, Ask1 (pre-CKC), Via Mancinelli 1990.

Mentre venivo via dal presidio per Fausto e Iaio di sabato pomeriggio, ho fatto un giro per Via Mancinelli.E ho trovato delle anticaglie riemerse dal passato, sotto strati degni di un archeologo.
Questa porta di una cabina ENEL, infatti, era stata bianconata durante qualche ristrutturazione dell’edificio di cui fa parte.
Probabilmente in seguito a qualche tentativo di cancellazione di tags successive fatte sul grigio, hanno cercato di rimuovere tutto.
Solo che sotto al grigio c’era la sorpresa.
Probabilmente risalenti alla seconda murata per Fausto e Iaio del 18 marzo 1990: in alto, sopra la maniglia a destra, una mia tag in nero del 1990, prima di S13 crew nel periodo in cui scrivevo LHP. In basso, a sinistra in nero boh (magari è una firma successiva), mentre a destra, sotto la mia, si intuisce (in verde nitro ver-o-spray, lo riconosco) la tag di Kino LHP sovrapposta a quella in arancione o rosso scolorito di Ask1 di cui si nota la tipica S, un anno prima che nascessero i CKC di cui fu tra i fondatori.
La tag PWD che ho postato più in alto, per dire, era a una decina di metri da queste.
Lambrate bombers 27 anni dopo!
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LEONCAVALLO, Via Mancinelli, 1990

18 marzo 2017 1 commento

Questa è la seconda, anzi, la terza murata per Fausto e Iaio, organizzata dal Leoncavallo in Via Mancinelli.
La prima fu fatta nel 1989, la seconda nel 1990, ma fu coperta poco dopo dai “grigioni” del Comune.
Quella nella foto (e in altre) fu la pezzata successiva alla grigionatura. In un primo momento si provò a vedere se era possibile lavare via il biancone dato dagli stronzi mandati dal Comune, ma non fu possibile.
Si decise, quindi, di rifare un pezzo nuovo sopra, per ribadire al Comune di Milano che quel muro (e quello di fronte) era di Fausto e Iaio, e non c’era un cazzo che ci potessero fare.
Oggi, 18 marzo, sono passati 39 anni dall’omicidio e 27 da questo pezzo, quei muri sono stati pezzati e ripezzati molte volte (l’ultima in questi giorni dai VolksWriterz), ma sono e rimarranno sempre per Fausto e Iaio.

Ah, il pezzo era un pezzo collettivo, ma a grandi linee le lettere erano di:
Vandalo (L), Inox (E), Core (ON), Teatro (K), non ricordo chi per (AWALL) e Kino (O), anche se non si vede nella foto (di Wany UES).

Dreca Creep Day QVS BOR in De Amicis 1995

In alto non c’era solo Noce! Dreca, sopratutto, è stato uno dei king degli heaven spots milanesi, cui vanno riconosciuti i meriti dovuti!
Qui ci troviamo sulla parete laterale dell’ex Laboratorio Anarchico Occupato di Via De Amicis, squat posto nel centro di Milano che ebbe una breve ma intensa vita… io ci vidi una manciata di concerti, tra cui gli Erode e i Naked Aggression (oltre a scazzare pesantemente con un occupante).
Comunque, complici i cartelloni pubblicitari e le capacità di freeclimbers, si fecero questa parete in pieno centro città: Dreca (primo arrivato) si beccò il posto migliore, lasciando il secondo “gradino” agli altri soci in BOR e QVS, Day e Creep.
Nota di storia meelanese: sull’altro lato di quell’aiuola, praticamente di fianco al fotografo che ha fatto la foto (Secse, naturalmente!), c’era l’ex “centro sociale” donato dal Comune a Jo Squillo e la sua cricca di pagliacci nei primi anni 80, che la usarono per farsi il loro localino privato.
Ricordo un corteo di punx negli anni 80 (forse era una di quelle dopo lo sgombero di Via Correggio?) in cui fu devastata la parte esterna (purtroppo solo quella) di scritte.
A proposito di punk writing…

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