Yo baby…

19 maggio 2018 Lascia un commento

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Mi ha chiamato Fly e ci siamo fatti due ghignate. Il libro esce online lunedì e giovedì si presenta al negozio Spectrum. C’è una parte della storia con la S maiuscola e tante delle nostre storie. Un grazie a chi ha contribuito e ovviamente chi lo ha prodotto. Grazie Corrado. Qui su Pezzate uscirà molta roba inedita più eventualmente rettifiche, commenti e altro. Il libro non è perfetto ma spero vi piacerà, ci siamo dentro tutti noi dei vecchi tempi in zona Lambrate.

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Categorie:Buio dentro, Milano

10. Cascina Gobba-Crescenzago-Cimiano

15 maggio 2018 3 commenti

Si conclude qui la cavalcata di Corrado lungo La Linea 2 della MM, per leggervi tutti i post andate a questo link!

Siamo al rush finale, da Gobba in poi la verde entra nel territorio comunale di Milano e analogamente a quanto detto per Cologno anche quello che si vede da qui è più che altro street bombing però è evidente che, specialmente a sinistra della linea, la roba veniva fatta perché si vedesse dalla metro.

Dopo il ponte sul Lambro e su via Rizzoli, rivolgendo lo sguardo in basso a destra, sulla recinzione di quella che è oggi la moschea Mariam c’era un argento di Size (CYB), in alto sulla balconata dello stabile throw up dell’accoppiata Size-Due. Dietro il cartellone dello sfasciacarrozze pochi metri più avanti c’era un Lemon a colori fighissimo, di quelli del periodo colorazione a pois. Purtroppo è stato rimosso diversi anni fa. Tornando in alto, sui pali della linea, tag Code e Kid un po’ ovunque. Proprio Kid ci regala un’ultima perla, un episodio di quando si facevano dei giri in avanscoperta sui binari.

“Tornando da un giro in linea a Gobba, subito dopo la stazione io e Kol abbiamo trovato un carrello e ci siamo fatti da lì a Vimodrone… era un carrellone pesantissimo con quattro ruote. Era già sui binari. L’abbiamo spinto per un po’, poi Pizky si era messo dietro a spingere tipo skate, quando siamo stati sulla discesa ha cominciato a prendere velocità, abbiamo imboccato il canalone, un rumore della Madonna, tipo la metro mentre scendeva. Con l’inerzia siamo arrivati quasi fino alla stazione. Poi l’abbiamo mollato lì perché non sapevamo più cosa fare!” (Kid)

Da questo punto in poi la metro corre parallela a viale Palmanova, accanto al tracciato che fu delle Linee Celeri dell’Adda (fino a qualche anno fa c’erano ancora i binari, posati tra il muretto di recinzione della metro e l’asfalto del viale). Tutti o quasi i bombing di via, e non del viale che non ha muri rivolti alla linea, Palmanova sono visibili dai vagoni della metro, ce n’erano parecchi, su tutti vale la pena di ricordare i due tetti “gemelli” di Kid e Size, rispettivamente al civico 127 e 125.

A sinistra invece, tornando indietro di qualche centinaio di metri sul lato cieco del primo palazzo di via Rizzoli è rimasto a lungo un bombing di Oz. Sull’affaccio ovest del falansterio successivo, all’epoca di nuova costruzione, Shad, Guz, Fly, Bzk e Tritalo si esibivano in una delle bianconate storiche immortalate su un Tribe nello speciale dedicato a Tritalo e in vari libri e fanze. Nel parcheggio della fermata Crescenzago c’è invece il bunker, costruzione misteriosa di cui non sono mai riuscito a capire la funzione anche se credo sia roba dell’ATM. Sul muretto rivolto a est c’era un ping pong di throw up di Dose e Lemon, scoloriti e mangiati dal muschio nel giro di poco. L’ingresso della struttura è rivolto verso il parcheggio ed è sempre stato uno tra gli spot tra i più prestigiosi della zona. Ha visto per oltre dieci anni la formazione che vedete in foto, da sinistra a destra:

FKS (di Waste), Styng, Bang, in porta (o meglio sul portone) Kid (con spray bianco che gli aveva regalato Phase II), TGF (di Styng) e “Shit” di Askone dedicato ai “cocchieri” della metro.

Giornata di sole, arbitra il signor Wood da New York.

Spettatori paganti: tutti quelli che hanno preso la metro tra i primi anni Novanta e il 2004.

Uscendo dalla fermata Crescenzago, a sinistra del senso di marcia, c’è una stradina pedonale chiusa tra i palazzi e la recinzione della metro, sul primo edificio, sulle clèr della farmacia c’erano due bombing belli grossi di Dose e Stoner. Il Dose è stato cancellato dopo poco mentre lo Stoner è durato molti anni. Tutto intorno tag di Askone e altri. Anni dopo si è piazzato Fuck (la foto è sua) con un pezzo a colori. Sul lato nord dell’edificio throw up davvero old di Kid (solo outline). Oggi non rimane niente di quanto menzionato.
L’edificio successivo ha il tetto della portineria non molto alto che corre però su tutto il lato corto dello stabile: ottimo per essere visto sia dalla metro che da via e viale Palmanova, a fine anni Novanta si era accomodato lì sopra Xeno (MEG-Milano Est Gang) con un argento dall’out viola, se non ricordo male. Sugli edifici successivi una scaricata di bombing, alcuni dei quali ancora in loco. Nail (che qui scrive Neil), Waste, Styng, Kez, Dose e Mine.

Kol e Zero sul palazzo successivo. Su quello dopo ancora: Draf col suo throw up classico. Infine sull’ultimo edificio, quello prima del parco, un pezzo clamoroso di Askone con però quei segni (riflessi?) in argento che ho sempre trovato incomprensibili.

Dal Millennio in poi i pezzi si sono moltiplicati e le generazione successive hanno sormontato in altezza le pezzate storiche su questi palazzi. Sul retro dell’autolavaggio di via Don Calabria Due e Cone con dei throw up, dalla parte opposta, sul muro laterale delle elementari di via Bottego due bei bombing a colori di 2Cake e Woze prima maniera. Il convoglio è arrivato a questo punto a Cimiano, ultima stazione all’aperto, banchina a isola come la “gemella” Crescenzago. Cimiano è stato il puntello dove andavano a banchinare i writer della prima generazione di bombing pesante sui vagoni, curiosamente meno di vent’anni prima era stato invece il puntello delle colonna milanese delle Bierre.

Accanto alla banchina sulla recinzione di quello che prima era un gommista e adesso invece un posto fighetto per cani troviamo pezzi databili tra le fine dei 90’s e l’inizio degli 00’s di Nail, Guen, Dep, un CNK e nell’angolo a nord Lemon e un VMD di Neuro.

Qui siamo davvero alla volata finale, i binari percorrono il loro ultimo tratto all’aperto prima di buttarsi sottoterra, passano di fianco a una rimessa con pezzi molto vecchi di Waste e Desk a cui si aggiungono col tempo Bufer, Goldie, Dumbo, Sh(ampo), Fayer, Panda e più avanti molti altri, sulla finestrella in alto rimane però un reperto: le tag con una vecchia formazione dei TGF.

A destra dei binari, infine, ancora su via Palmanova (angolo via Benadir) uno degli storici pezzi del periodo bombing-full color del pregiato duo Craze-Zoid, che qui avevano usato però l’argento. In questa carrellata abbiamo postato solo una piccola parte del materiale che ho raccolto intorno ai binari della verde degli ultimi venticinque anni, nella scelta degli scatti si é cercato di diversificare i nomi e le crew, sempre ovviamente pescando dal mazzo di quelli che per questioni territoriali l’hanno dipinta e cercando di non andare oltre i primi 2000’s per rimanere nell’ambito delle pezzate… passate, appunto. Qui finisce infatti il nostro viaggio sulla LINEA. Anche perché è proprio la linea a finire, un centinaio di metri più avanti c’è la rampa che porta i binari definitivamente sotto terra. Riemergeranno, ma solo a partire dal 2011, dopo Famagosta, in direzione Assago, ma sarà un’altra cosa, un’altra epoca, un’altra linea. La nostra linea invece va verso il Buio. Dentro.

Dopo questa lunga galoppata nella memoria mi concedo una riflessione finale: nel writing non esiste una storiografia ufficiale a cui rifarsi, a parte alcuni nomi o giudizi condivisi più o meno da tutti, il resto è opinabile. Per alcuni “tizio” può essere un king mentre per un’altra crew, un altro giro di amicizie “tizio” è un cretino. Come in altri ambiti poi si inserisce il dibattito su qualità o quantità? Meglio Pantani o Armstrong? Senna o Schumacker? (ho scelto un esempio del cazzo: Pantani e Senna sono inarrivabili). Forse anche questo è (o meglio, era) il suo bello, la somma delle posizioni di tutti dava come risultato quella che una volta si chiamava “la scena”. Chi la odiava e la rifuggiva, chi ne era succube, chi ci sputava sopra, chi ci sguazzava alla grande, chi se ne fotteva ma alla fine, sotto sotto, un po’ voleva sapere cosa bolliva in pentola… il punto era che faceva sentire tutti partecipi di un Movimento con precetti e regole da condividere o da rompere all’occorrenza. Qualcosa che legava le persone però esisteva, per tutti. Tutti: leggende, anziani, ragazzini, styler, bomber… tutti con degli spettatori potenziali ai quali rivolgersi, degli interlocutori, a volte invisibili, con cui confrontarsi. Anche duramente. Però il confronto permetteva a ognuno di crescere, anche ai migliori, a quelli che in teoria non ne avrebbero avuto bisogno, ma che proprio dall’esistenza di una scena potevano fregiarsi del loro titolo (non penso sia una gran soddisfazione essere sul gradino più alto del podio quando gli altri sono vuoti). Credo, magari sbagliando, che tutto questo oggi non esista più o forse si è solo trasferito, come molte altre cose, nel grande calderone della Rete dove immagini, idee e concetti hanno la durata del tempo di un click. Forse anche queste pagine su cui ho scritto. Forse.

 

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9. Cascina Gobba-Cologno Sud/Centro/Nord

9 maggio 2018 1 commento

Invertiamo per un momento il senso della nostra marcia verso il cuore della città per esplorare anche il breve ramo della verde che porta i treni fino al deposito di Cologno Nord. A Gobba infatti c’è l’unica vera junction del sistema metropolitano milanese e i binari che arrivano da Gessate convergono con quelli che provengono da Cologno sulla piastra appena prima del ponte sulla tangenziale Est. Lasciandosi alle spalle Gobba e percorrendo la linea in direzione Cologno si potevano scorgere, a sinistra, sui muri della ditta con quei cinque silos misteriosi, le bianconate storiche di Sky 4, Kray, Bang e quelle successive di Ask e Kid. Posto questa foto perché penso che qui su Pezzate non sia mai passata. Uso sempre foto mie e quando non lo faccio indico la fonte, in questo caso non so però chi ringraziare per lo scatto, l’ho scaricato mille anni fa dal web ma non ricordo da dove, forse addirittura da 12 Styles!


Una volta scoloriti i pezzi, a inizio 2000’s, Bang si era coperto il suo con un argento e Phato e Sky avevano realizzato un bloccone CKC, sempre argento. Nello stesso periodo di nuovo argento su questa parete con TDT e VMD in combo.

Percorrendo il viadotto e guardando a destra, si poteva godere di una super panoramica sul muro che abbiamo visto nella tratta precedente, quello con il “Cielo-Size” giga. Prima di Cologno Sud si incontra una cassetta elettrica con tag Kid/CKC degli anni d’oro. Non passavo spesso di qui ma conoscendo l’attitudine del nostro, immagino abbia colpito anche la, o le stazioni successive. Non saprei.

Sull’ultimo condominio, appena prima della stazione, softie morbidissimo “TGF” di Styng, Shan e Ders.

Qui comincia il panorama più newyorkése “de Milan” con la metro che attraversa Cologno Monzese, altro luogo significativo della writing made in Martesana, in viadotto neanche fosse broccolino con il bombing in strada (CNK, TKF, Area 38 soprattutto) che è praticamente lungolinea.

Ed è proprio dalla strada che Limone ci manda tutti a fare in culo nella lingua della regina, poco prima che dalla metro si inquadri un playground con il mega blocco “VMD-Sarà il cemento”. Tracciato da Dep è stato realizzato dalla crew in occasione delle riprese del video del brano omonimo contenuto nell’album d’esordio dei GDV (Gemelli DiVersi, 1998). Grido è infatti da sempre amico fraterno e membro di CNK e VMD (Photo courtesy: Dep1-VMD70S).

A questo punto i binari entrano nella stazione di Cologno Centro: per i più sbarbi o quelli sprovvisti di mezzi di locomozione autonomi questa era soprattutto la fermata della Vecchia, o la Sciura, di Cologno. Il sabato pomeriggio era una processione di ragazzi che andavano a prendere i colori… le “bonze”, come avremmo detto allora. La banchina d’attesa in direzione Milano portava tracce evidenti di questo via vai, nello slargo con le panchine c’erano tag a pennarello e spray di… tutti. Non di rado attendere la metro lì era l’occasione per fare la conoscenza di qualche writer. Nel bene e nel male.

Nell’ultimo tratto, quello che porta al capolinea, non ci sono praticamente mai stati muri salvo l’HoF che credo fosse di Zero (NFL) o degli ZPK e su cui hanno dipinto anche molti altri: TKA, CKC, CNK, TGF, VMD etc. Negli ultimi anni il muro è stato occupato nella sua interezza da tre blocconi giganteschi alla memoria di Trep, Rizla e Dway.

Qui un pezzo precedente, uno ZPK, credo di Trep e Zone.

A Cologno Nord la verde termina la sua corsa. Poche decine di metri più a nord della stazione c’è il capannone-rimessa e i binari si interrompono poco prima del terrapieno della tangenziale Est. Da anni è previsto un prolungamento fino a Vimercate che sembra più una leggenda che una prospettiva reale. A proposito di leggende, Shad mi ha parlato più volte di una vecchia Hall of Fame di Spyder e Flycat genericamente “dietro al deposito”, purtroppo non sono mai riuscito a individuare dove si trovasse. In compenso anni fa avevo trovato una serie di tag TKA vecchia maniera, qui Bzk e Guz.

Nelle stazioni di cui sopra ricordo davvero pochi pezzi (Syd e, Ron dei TKF, Kontrol e Trep dei VMD) ma ripeto, ci passavo di rado anche ai tempi, non sono per nulla attendibile. Dalla Vecchia ci andavo in motorino, in bici o in macchina, con chi aveva già la patente.

 

 

Categorie:Milano Tag:

Collirio delirio: spazio a Giacomo Spazio!

23 aprile 2018 Lascia un commento

Collirio Delirio era la serie di mix punk ragamuffin Londra ’78, ne avevamo fatti 4 più o meno sulla stessa linea il mese scorso, amici writer nati sui primi anni ’70. Ho chiesto di mixarne uno a Giacomo Spazio e ne è uscita una cosa crossover senza nessuna influenza giamaicana ma molto figa perché Giacomo era parte di quella scena punk qui a Milano. Anche lui era un pittore di arte pubblica, ma di qualche annetto prima di noi, prima scena dei centri sociali e anche prima forse (qui un suo intervento su uno dei pezzi più importanti degli anni ’80 italiani, qui una sua bio per farvi un’idea delle cose che ha fatto nella controcultura). Ha scritto anche le sue note di copertina, fighissime per capire che cavolo vuol dire tutta sta roba rumorosa ribelle respingente.

 

 

 

1) – DISPERATE BICYCLE – sono i pionieri e gli evangelisti del DIY, hanno istigato decine di persone ad imbracciare gli strumenti. Il loro motto era: È semplice, costa poco, vai e fallo!

Canzone – Holidays

2) – BIG IN JAPAN – Il nome significa “Non conti un cazzo”… quindi sei… “Big in japan”. Nella band ci sono tutti quelli che un poco di storia l’hanno fatta. Budgie divenne il batterista di Siouxsie. Holly Johnson formò Frankie Goes to Hollywood. Ian Broudie divenne famoso come prodottore di Echo&The Bunnymen, i Fall, i Coral. Jayne Casey formò in seguito i Pink Military e poi i Pink Industry. Infine Bill Drummond, mente perversa e capo assoluto del progetto JAMM e poi KLF (Kopyright Liberation Front – oppure – King of the Low Frequency – oppure – King Lucifer Forever)

Canzone – SCUM

3) – Bill Drummond – Musicista, artista, scrittore e aggiungo io, pazzo totale… puro amante del formato 7″ (da noi il 45 giri), prima di qualunque altro formò una piccola etichetta discografica chiamata Zoo Records… diede vita come ho detto prima ai KLF, il resto è storia.
Canzone – Julian Cope Is Dead

4) – JULIAN COPE. Attivista dello sballo è stato punk e ho perso il conto dei dischi incisi prima con i The Teardrop Explodes, sia a suo nome. Oggi è uno scrittore e musicologo di fama internazionale. Ha scritto il migliore libro sul Krauto rock. Insegna cultura delle ‘Civiltà Neolitiche’.

Canzone – Bill Drummond Said

5) – THE FALL ( MARK E SMITH) – Mark è morto da poco, ma ci ha lasciato un totale di 89 LP. Era in giro dagli albori del punk e il suo stile mi ha sempre intrigato anche se la maggior parte delle volte non ho mai capito un cazzo di cosa dicesse nelle canzoni e mai mi è venuta voglia di scovarne i testi. Era una testa calda, lo amavano tutti per questo e io, pure.

Canzone – Rowche Rumble

6) – FAT WHITE FAMILY – Mentre tutti guardavano alla classifica i F W F si facevano i cazzi propri. Ora sono un nome superchiaccherato e ovviamente band di successo che come nel classico DIY, non deve niente di niente a nessuno…. tranne ai The Fall e al krauto rock. Dimenticavo questa canzone tributo è stata scritta prima della morte di Mr. Fall Mark E Smith…

Canzone – I Am Mark E Smith

7) – CABARET VOLTAIRE. Il nome della band è rubato.. dai lo sapete tutti e la loro ricerca musicale si muove nell’elettronica sperimentale, ma ricordo per chi non lo sapesse che la band imbracciava all’inizio anche le chitarre. A questo proposito potete ascoltare il singolo Nag Nag Nag che secondo loro sarebbe copiata da Here She Comes Now dei Velvet underground. Ma io vi propongo l’ascolto di un pezzo del 1978 che era al passo con i tempi in cui si muoveva il punk.

Canzone – Baader Meinhof

8) – PINK INDUSTRY. Nati dalla mente di Jayne Casey come proseguimento dei Pink Military erano come i Cabaret Voltaire una band che usava strumenti elettronici vari ed anche essi erano orientati verso una dance alternativa… Ma questa band militante riusciva anche a sfornare brani suggestivi e introspettivi come quello che andiamo ad ascoltare.

Canzone – Is This The End

9) – FAD GADGET. Il nome vero era Frank Tovey. Grande cantante e performer sapeva sapientemente miscelare testi introspettivi che parlavano di disumanizzazione, società dei consumi, violenza domestica, mass media, religione, con una musica pop elettronica dal brillante tocco di industriale. Tra i suoi strumenti preferiti, il rasoio elettrico e il martello pneumatico. Di questa canzone esiste una versione registrata nello stesso periodo con la band tedesca degli Einsturzende Neubauten, ovvero Nuovi Palazzi che Crollano.

Canzone – Collapsing New People

10) – HEAVEN 17. Nome preso in prestito dal film Arancia Meccanica, questo trio formatosi nel 1980 era intensamente orientato a riabilitare la dance. Mischiavano sonorità punk e industrial esattamente come i loro coetanei Cabaret Voltaire e Fad Gadget e come tutti in quel periodo si avventuravano con i loro testi in una simpatica critica sociale.

Canzone – Crushed by the Wheel of Industry

11) – JOHN COOPER CLARK. Sembrerà strano ma in tutto questo giro di musica nella terribile Gran Bretagna che fece decollare il punk, c’è stato sempre posto anche per la poesia. Nel 1980 John Cooper Clark si è piazzato al n.20 della classifica degli Lp più venduti, poi è stato fidanzato con Nico e anche con l’eroina. Infine è apparso nel film di A. Corbijn sui Joy Division. Le sue rime baciate sono putride e sarcastiche, ma vere nel descrivere la vita quotidiana anglosassone. Personalmente penso che abbia influenzato lo spoken word di John Lindon in Religion dei P.I.L.

Canzone – Kung Fu International

12) – P.I.L. (Public Image Limited). Per questa band di pura avanguardia sonora nel 1978 si parlava gia di post-punk. Ma cazzo qui c’è solo un suono incredibile e tanta rabbia da sputare sul questo mondo. Ma per sottolineare le invisibili connessioni ho scelto la versione solo parlata di Religion

Canzone – Religion

13) – ANNE CLARK. Poetessa e musicista elettronica. Le sue liriche e le sue linee di tastiera hanno influenzato una generazione a venire arrivando alla generazione “rave”. I testi delle poesie spaziano dalla vita quotidiana, alla politica. Ma ho scelto un pezzo in puro stile “chill out” da fare ascoltare

Canzone – Poem Without Words 2 – Journey by NIght

14) – P.I.L. (Public Image Limited). Ancora i Public Image Limited con un brano da Metal box in puro stile ambient. Ecco che ancora una volta si capisce che tutto era connesso e se ascolterete per intero tutto Metal Box riuscirete a farvi un’idea di quello che ancora oggi ascoltiamo. In questo disco c’era tutto, proprio tutto

Canzone – Radio 4

15) – SPACE (KLF). E qui torniamo a Bill Drummond, questa volta assieme a Jimmy Cauty ovvero i KLF, la band dance più pazza del pianeta. Nella loro attività artistica mutarono sempre nome. Ebbero decine di n. 1 in classifica e arsero anche 1 milione di sterline. Per finire questa storia improbabile dal punk all’elettronica, li ascoltiamo nella loro incarnazione più oscura chiamata SPACE, quindi rilassiamoci insieme e buon mdma a tutti. Alla prossima.

Canzone – Neptune

Categorie:Mixtape

Vimodrone-Cascina Gobba (parte 2)

21 aprile 2018 1 commento

Siamo ancora tra la stazione di Vimodrone e quella di Cascina Gobba. Ci eravamo lasciati sotto il calvalcavia, in mezzo alle colonne. A tre quarti circa del colonnato i treni risalgono sul viadotto tramite una rampa e ritrovano i binari della direzione opposta, poco prima del ponte della tangenziale. Giù dal cavalcavia, guardando a destra, sulla recinzione di una ditta abbandonata da molti anni c’era un blocco a biancone “ZZ” di Zakis e Zero (o Zone? Non sono sicuro), poi throw up di Aoner (CNK), Apache e Scea. Dietro a questo muro ci sono state per anni delle cisterne gigantesche, tutte arrugginite, sulle scale che le avvolgevano c’erano delle tag argento di Dep (periodo CYB-Zona Est Posse).

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Dalla parte opposta del viadotto, di fronte all’Hof di Kid, proprio sull’ingresso dello sfasciacarrozze c’erano questi pezzi di Sky, Bang e Suto (Strike) che si vedevano dai treni in direzione Gessate. All’inizio della recinzione del ròtamat a un certo punto avevano montato un cartellone 6×3, sul retro metallico c’era giusto lo spazio per un bombing. Lo spot se lo erano aggiudicato i VMD con un bell’europeo giallo con out nera. Oggi non esiste più niente e il perimetro dell’ex sfasciacarrozze corrisponde all’incirca con l’imbocco del traforo del nuovo tunnel che porta all’Ospedale San Raffaele.

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Tornando in alto, a livello dei binari, dove Via Bormio affianca per qualche metro la linea c’è un rinforzo metallico della recinzione, è uno dei pochissimi spazi disponibili adiacenti alla sede ferroviaria in questa tratta. Nel 1997 Pork e Zakis ci avevano piazzato questo CNK originariamente riempito in rosa. In questa foto è già un po’ sbiadito.

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Qui di fronte, sulla piastra dove si congiungono i due rami del cavalcavia ci sono state per un po’ di tempo due cabinette, su quella più vecchia, in metallo, c’è stato a lungo un throw up “CKC” di Kid mentre sull’altra, di legno, argenti di Tony e Due (VMD70’S). Diversi anni fa, a poco tempo di distanza l’una dall’altra, si sono accartocciate su se stesse finché non sono state rimosse. Pochi metri più avanti rispetto al CNK, sopra le paratie in metallo del cavalcavia successivo, quello che scavalca la parte terminale di via Padova, c’era un tris di pezzi colorati Bzk-Guz-Jet davvero old. Avevo fatto questa foto dal treno in corsa e purtroppo avevo beccato solo il Jet. Ho pensato un sacco di volte di tornare a fare il resto ma gli anni sono passati e alcuni visitatori francesi hanno fatto allegramente saltare il tutto con le argentate che si vedono oggi.

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A questo punto siamo praticamente sopra la Tangenziale Est, quindi nel territorio comunale di Milano. Attaccati alla tange ci sono i muri dell’acquedotto, Phato ci aveva già raccontato qualcosa in questo post:

A Sky e Guz si sono aggiunti più tardi Kol e un FKS sempre sulla stessa parete, mentre dietro l’angolo c’era un Dose strepitoso, molto simile a uno che aveva fatto in banchina a Vimo ma con colori differenti. Vi risparmio la foto scattata da distanza proibitiva. Nello stesso lotto, in un secondo momento era stato costruito un altro edificio con una sorta di lungo balcone/terrazza sulla sommità, proprio rivolto verso i binari. Pork e Trep ci avevano fatto dei pezzoni colorati, cancellati una prima volta, erano tornati, sempre loro due, e ne hanno fatti altri. (Photo courtesy: Pork).

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Lo spot in questione era pregiatissimo, si vedeva perfettamente anche dalla banchina sud di Gobba ma soprattutto da tutti i treni in transito, da e per Milano. Proprio per questa ragione era stato scelto per il pezzo-tributo a Trep (CNK, VMD70’S, TDK). Un argentone davvero bello (Trep 165-In Loving Memory) uscito dalla mano di Daze e realizzato da parte della crew per ricordarne affettuosamente la prematura scomparsa. Il pezzo è rimasto lì per molto tempo, finché la struttura non è stata modificata con la sparizione della balconata. Fuck 113 e Dep ci ricordano com’era andata:

Fuck 113: C’era un po’ di gente: io, Daze, Kesy, Dep…
Dep: Io e altri eravamo giù a palare!
Fuck 113: L’abbiamo fatto poco dopo che è mancato Trep ed è stata una roba che è venuta proprio dal cuore. Eravamo in sette o otto. Non tutti attivi, ma la gente ci teneva a esserci. Sul tetto c’era sempre stata roba nostra, io li sopra c’ero stato più volte, proprio con Trep. Ne abbiamo fatto uno, ce l’hanno buffato ma siamo tornati e lo abbiamo rifatto. Quella sera, rispetto alle volte precedenti c’era un imprevisto: avevano aggiunto un cancellone, proprio su in alto. Era impossibile scavalcarlo perché non c’era nessun appiglio. In più sopra c’erano degli spuntoni che sporgevano verso l’esterno. Lì ci siamo detti “raga torniamo a casa” perché proprio non sapevamo cosa fare. Non ce l’aspettavamo. Per fortuna avevamo portato una scala. Anche appoggiandola al cancello però non riuscivi a superarlo a causa degli spuntoni, lì il Bomba (aka Kontrol, VMD70’S) aveva avuto l’idea di infilare la scala dentro gli spuntoni. Entrava precisa e grazie a questo siamo riusciti a salire. Il pezzo lo ha tracciato Daze e mentre disegnavamo è arrivata la macchinetta gialla sul ponte, non ho mai capito se ci aveva visti o meno, fatto sta che qualcuno si è sdraiato per terra, qualcun altro fermo immobile nell’ombra… insomma, pose egiziane per non farsi vedere. Si sono fermati proprio di fronte, poi la macchinetta gialla ha tutti quei cazzo di fari enormi e va pianissimo. Siamo dovuti rimanere immobili per un po’. Per fortuna poi l’abbiamo chiuso.
(Fuck 113 e Dep)

Ho temuto di non riuscire a proporre la foto perché non l’avevo mai scattata e nessuno sembrava trovarla. Sarebbe stato un peccato, il pezzo è bello ma soprattutto significativo per tutti coloro che di Trep sono stati amici. Per fortuna è venuto in nostro soccorso il buon Ronnie Gee che invece la foto l’aveva fatta e ce la fa pervenire addirittura dall’altro emisfero.
Eccola.

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Sul lato ovest dello stesso edificio due bei throw up di Cone e Due.

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Dalla parte opposta della massicciata, accanto alla stazione del metro del San Raffaele esiste ancora oggi una struttura mai terminata e di cui non si è mai capita l’utilità, grazie ai ponteggi presenti fino a metà anni Novanta in molti sono riusciti a disegnarne la facciata e il cornicione alto, ricordiamo tra gli altri: Dose, Bzk, Draf, Gnomo, Sky 4, Guz, Dose, Waste e Styng. Seppur scoloriti molti pezzi resistono ancora oggi.

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Dopo aver transitato sul ponte della tangenziale i binari entrano nella stazione di Cascina Gobba.

[Continua… rivedete tutta la serie di Corrado sulla Linea 2 da questo link]

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Bicio + Chr, FEAR, Giardini Marghera 1990

13 aprile 2018 Lascia un commento

FORGOTTEN HEROES!
Io e Bicio ci siamo conosciuti sui banchi del liceo, e siamo amici più o meno dal 1981.
Abbiamo cominciato ad ascoltare punk insieme, abbiamo messo su il nostro gruppo hardcore insieme (si chiamava B.S.C., Brutti Sporchi & Cattivi), abbiamo fatto una fanzine punk insieme (I Don’t Care!) e un botto di altre cose insieme.
Tra queste, ci fu anche la cosa di usare gli spray.
Intorno al 1988-89 cominciavamo a riscoprire le cose intraviste su Frigidaire e in Arte di Frontiera qualche anno prima e a interessarci di sta cosa dell’aerosol writing, dopo aver passato un po’ di tempo a fare stencil a spray, tra 86 e 87, sopratutto di robe da skaters.
I primi 3-4 pezzi tra 1989 e 1990 li abbiamo fatti insieme, e alcuni anche con Christian CHR.
In Piazza Vetra al Parco delle Basiliche, al Politecnico, alla Piscina Procida. dall’89 agli inizi del 1990, appena avevamo qualche spray fra le mani (generalmente Ver-O-Spray), si piastrava qualche superficie cementizia qua e la.
Però, fondamentalmente, in quegli anni eravamo due HC kids, la roba che ci piaceva era quella tupa tupa, stop&go, fingerpointing sotto e sopra il palco, stagediving come se non ci fosse un domani.
Io ci aggiungevo una spruzzata di rap militant e lui un po’ di ska e ritmi in levare.
Comunque Bicio e Chr abitavano nella stessa zona, dintorni di Via Marghera, e ogni tanto facevano qualche bombing in zona anche se non c’ero io.
Quello in foto è il primo pezzo apparso sui muri dei Giardini Marghera.
“Giardini Marghera” è un termine un po’ generoso… in realtà si trattava di un lotto rimasto chissà perché inedificato, chiuso tra le facciate cieche di alcuni palazzi, attraversato da una stradina pedonale che collega Via Marghera a Via Sanzio, con dei prati spelacchiati ai lati e una manciata di alberelli a fare ombra.
All’epoca aveva una pista di pattinaggio in cui andavamo ogni tanto in skate, ora sostituita da un’area giochi per i bambini.
I muri che confinavano i giardini, ovviamente, erano pieni di scritte, e scrittine lasciate dai ragazzi della zona e delle scuole vicine.
Bicio e Chr ci fecero il primo vero e proprio pezzo.

“FEAR” era dedicata all’omonimo gruppo punk HC californiano, autore di inni come More Beer e I Love Livin’ In The City, che stava nelle posizioni alte delle nostre classifiche personali.
Interni a Ver-O-Spray, outline nero a Talken (eroici!) e niente sfondi.
Per un po’ rimase l’unico pezzo sul muro poi, intorno al 1993 si aggiunsero alcuni altri, Kaneda, Zoid, Dusk… qualche MNP, qualche 16BC…
In seguito ci furono diverse altre pezzate e murate collettive, spesso Napalmz, 16K e simili (del resto siamo sempre in zona Milano ovest, non lontanissimo da Lorenteggio, Giambellino e giù fino alla Barona.
L’ultima murata, una jam non autorizzata organizzata lì qualche anno fa, Poison Dart, fu interrotta dall’arrivo di una quantità spropositata di sbirri, che identificarono tutti e fecero partire denunce per imbrattamento (tra l’altro processo concluso poco tempo fa, se non ricordo male).
Ecco, Sig. pubblico ministero, se mi spiega come possa essere stato imbrattato, quand’era? 2013 o qualcosa del genere? un muro che è stato ininterrottamente pezzato e mai grigionato una volta dal 1990 (12 maggio 1990 come da data sotto il pezzo), sarei curioso.

Tornando a Bicio e Chr, avrebbero potuto fare di più nel writing, ma si stufarono presto.
Nel 1991 avevano praticamente smesso.
Bicio ora suona la batteria per gruppi ska e simili, oltre che fare il fotografo e altro, Christian, invece… non ho idea!

(foto: Spice VDS)

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Vimodrone-Cascina Gobba (parte 1)

4 aprile 2018 2 commenti

La stazione di Vimodrone è pressoché identica a quella di Cernusco sia nella struttura che nel ruolo rivestito all’interno della storia del writing meneghino. Analogamente alla gemella, il tracciato, dopo un breve tunnel, riparte nel canalone che fu l’alveo del Naviglio Martesana. A questo proposito, per tutti gli strippati di storia locale come il sottoscritto, sono riuscito a rintracciare una foto del 1961 con il naviglio ancora al suo posto. La metto al confronto con uno scatto dello stesso luogo a inizio anni 2000. La cascina dietro, quella ocra, è la stessa, se infatti si fa un confronto con una veduta aerea (tipo Google Maps) si potrà notare meglio l’andamento a “s” del corpo di fabbrica.

Sotto il ponte: pezzo Lies di Neuro e tag di Daze.

 

01Vimoierioggi

 

Torniamo invece a inizio 90’s: a sinistra del senso di marcia, sulla recinzione in alto, una striscia di bianconi del 1991: LNZ (La Nostra Zona) di Bzk e Guz, poi Bzk, Mec, S10 (di Sten TDK), Guz e un TKA Crew. Diversi anni dopo Guen, Nail, Neuro e il sempre presente Wolt si sono aggiunti più a destra, mentre sotto, nel canale, a inizio millennio diverse cose di Daze, Neuro, Toni, Fuck 113, Hit e Due.

 

02.LNZBzkMecS10Guz

 

Più in basso e sul lato opposto, biancone CNK Crew a cura di Dep e Pork. Mid 90’s, photo courtesy Dep.

 

03.CNKcrew

 

Sopra a questo, nel parcheggio che si intravede tra le piante, Bzk si esibiva in un throw up a biancone, nel senso che era riempito come fosse un throw up, con il pennello utilizzato a mò di spray, con schizzi e tutto. Nel novero delle stranezze odierne potrebbe passare tranquillamente inosservato ma per l’epoca era roba davvero forte. Notare inoltre la dedica al K.R.A.M.A. Posse (Son mozze! Le canne del mio ferro sono mozze!).

 

04Bzkrama

 

Terminato il canalone, alle spalle dei condomini lungo la Martesana c’erano tag e tracciati di Dose e di Kray. Dopo il muro dell’asilo di Vimo, molto visibile ma rimasto tabù per anni a causa della presenza del poco socievole cane del custode, i binari si separano per l’ultima volta all’aria aperta. La linea per Gessate scende dal cavalcavia di Gobba mentre quella per Milano rimane bassa passando a fianco a un muro altissimo che è praticamente il terrapieno opposto alla superficie di parco Spino. Questo muro è un altro dei posti storici della linea. Da sinistra a destra, in direzione Milano, potevamo trovare: biancone “Bombers” (di Flash e Sys), Flash e Sys con l’Asterix, il pezzo Bazuco di cui ci ha già parlato Had tempo fa (qui) uno spettacolare Trukalone a due colori e poi throw up di Spik, bianconi TAC (di Sys e Flash), ZE (di Flash), un Coma e un MKF (dedicato a Bzk). C’era anche un pezzone gigantesco “Shad” solo tracciato con spray bianco, era una bomba e per anni ho sperato lo finisse, era però molto strano rispetto alle cose che faceva in quel periodo infatti, più di vent’anni dopo, Had mi ha detto che in realtà l’aveva tracciato Limone. Peccato in ogni caso non sia mai stato terminato. Nel temutissimo collage trovate molto di quanto enunciato.

 

05.Vimomix

 

Chiudevano il muro due blocconi di Cielo e Size che molto tempo dopo lo stesso Sky, insieme a Phato (Doe), Dane e poi Loris (aka Lemon) utilizzeranno come sfondo per dei pezzi al “piano terra”.

 

06.CieloSize

 

Dietro l’angolo, all’inizio del colonnato, due bianconi di Bizeta: “Luce” e “Bzk” accompagnavano eventuali esploratori verso Parco Spino e la sua HoF. Sfilato il muro i treni si infilano nel colonnato che abbiamo già visto nel dettaglio tempo fa:

Sulle superfici (muri, recinzioni, baracche…) sparse qua e la accanto ai piloni un po’ di pezzi di molta gente: Kid, Cielo, Jet, Guz, Dose, Mite, Hit, sulla sinistra poi c’era una grossa palizzata metallica degli orti con una muratona ad argenti di Furto, Guen, Moe, Reato, Mite, Magma e Grom. Vediamo qui ad esempio un blocchettino di Jet che faceva il paio con uno di Guz a fianco con out viola.

 

07.Jet

 

Pochi metri più avanti un altro Guz che avevamo già visto in precedenza (qui).

Per oggi ci fermiamo qui perché la tratta Vimo-Gobba è bella densa, per evitare un post chilometrico ho preferito spezzarlo in due.

 

[Continua… rivedete tutta la serie di Corrado sulla Linea 2 da questo link]

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