I pilastri, un mondo da conoscere sicuramente meglio…

11 dicembre 2017 2 commenti

La serie di notizie che leggete dalla settimana scorsa è dell’autore di questo nuovo volume sul bombing in metro a Milano, che esce a primavera per ShaKe. 

La cosa figa dei piloni era che, volendo, ci potevi andare anche di pomeriggio, se magari passavi dallo Spino e avevi un paio di spray potevi farti una passeggiata fino all’altro Hall of Fame, quello di Kid all’attacco opposto del cavalcavia. Lato Gobba. Quella Hall of Fame lì però era un po’ una roulette russa perché era di fronte a uno sfasciacarrozze con una muta di cani dall’aspetto poco amichevole che ti circondavano ogni volta che passavi vicino al cancello. Poi il tipo usciva e ti diceva “tranquillo, sono buoni”. Tranquillo un cazzo. Ricordi personali a parte ecco un bel misciòtt di roba early e mid 90s, è necessario un piccolo breviario per orientarsi in tutto ‘sto vecchiume.

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“S” di Had che sfancula un bianco che non copre a sufficienza. Poi una scarica di tag: TKA, Dose, Bzk, Size (TWA e non ancora CYB), Flash (qui TAC ma non ancora tutto il resto), un TDT successivo, Kray, Spik, Kid x 3, Sky: 4, KDT, Due (PND), CYB di Dep, Dose sulla lamiera delle baracche, Bazooka, tag di Cone (PND) e il throw up di un tale Nodo/Node, Shark (MCA), Spik, Code, KDT. Infine il Dose “a rate” di cui purtroppo ho salvato solo la “S” e la “E”. Dose ringrazia il buon Sys, art director della faccenda.

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TKA firmato Bzk, Guz e Shad ma la mano dell’outline è chiaramente di Bizeta; Dep (CYB-Zona Est Posse), un TAC di Flash 1, un intrigante blocco Kid e una tag di Code, Bazooka con nome di una crew pre-TKA a me ignota e di nuovo Code, tag di Dose (CYB-Zona Est Posse) veramente old, Waste: credo si tratti del Waste (R.I.P) che in seguito si unirà ai TGF, infine “El devastado” Kid.

Gobba3

Due (PND ma non ancora VMD70S), De di Dek (PND), Cone (PND), Li di Like (PND)… insomma i PND!

2Dez che poi ha cambiato nome in Due… PND. Furto (DCN), ZPK (credo significasse Zappa Porco Kontadino) by Trep (R.I.P), TH di Then (ICM, Adda), DCN di Dye che poi sarebbe Guen, ICM di Aceto, Dye I (Guen), Enzima (poi Moe, ICM, Adda), dietro al FKS fa capolino una tag Porc I dei CNK (poi Fuck 113, VMD70S), Guen IWS e Code, Daze (qui ICM e non ancora né 70S né VMD) e tag di Punto. Per concludere: una veduta suggestiva.

Gobba4

Guen DCN, una tag da antologia di Bang, Sky: 4, Do$e (CYB, ZE), CYB by Flash, “strange” Kid, Crank (poi Pongo) e Stoner, Sedo (TGF) con dietro tag di Drop: C, Bzk e TKA sui lamieroni delle baracche, epoche e stili differenti per la stessa mano, Teen, Ciel(o), Zone e Trep (R.I.P:) qui ancora ZPK, Daze (ICM), Ignoto arancione e verde a Gobba: sembra quasi un Guz rovesciato, qualcuno sa di chi è? Chiudono Once, Kid e Guen.

Tiè!

Dopo questa scarica giuro che la smetto di rompere le balle con ‘sti pilastri in calcestruzzo e passo ad altro… anche se potrei andare avanti per mesi.

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Categorie:Milano

Ask1 a Cascina Gobba

6 dicembre 2017 1 commento

A-s-k (1)

… primo di una serie di interventi dell’autore del nuovo libro sul bombing in metro nei primi ’90…

Dal momento che per le preview del libro sulla scena subway dei 90’s bisognerà attendere di essere sotto data (uscita prevista marzo 2018) mi sono organizzato per riscaldare un po’ il cuore degli amici di Pezzate con un bel po’ di roba che arriva direttamente dal nostro decennio preferito.

Siccome sono un tipo metodico ho deciso di affrontare la cosa per “temi”, iniziamo dunque dai “piloni di Gobba”. Avevamo già pubblicato una vita fa una foto di Limone, ancora nelle vesti di Bazooka, adesso andiamo giù a raffica con un bel campionario di tutto quello che si poteva trovare lì sotto. Sui piloni c’è stata e in alcuni casi c’è ancora, roba davvero leggendaria soprattutto per i ragazzi che abitavano da Vimo in poi, verso l’estrema zona est, che se la beccavano tutti i giorni andando a scuola o a farsi i giri a Milano. Certo se avessi uno scanner sarebbe anche più carino perché potrei partire dalla roba più vecchia, in ogni caso provo ad organizzarla in senso blandamente cronologico.

Had è sempre stato contrario a proporre sulle pagine di Pezzate roba di tag e simili invece a me è una cosa che è sempre piaciuta un casino, non a caso ho fatto vagonate di foto alle tag sin dall’inizio, anche perché credo che soprattutto queste restituiscano l’atmosfera, il gusto e il senso di un periodo. Anyway, per aggirare l’ostacolo ho preparato una selecta con un mix di varie cose. Tra cui ovviamente mille tag.
Partiamo da Ask dei CKC con il suo trittico di pali che va a comporre il nome; l’idea l’avevano in realtà già avuta sia Shad (parzialmente con le sole S e H) che Dose, purtroppo di entrambi ho soltanto una lettera a cranio: le posterò poi.

Tornando ad Ask: purtroppo di lui non so praticamente nulla non avendo mai avuto il piacere… chiedo dunque se qualcuno vuole aggiungere qualcosa sul personaggio.
[Continua…]

Categorie:Milano Tag:

Art school NYC – Hangin’ out

6 dicembre 2017 Lascia un commento

 

Vanni Hell’s Vastas ha messo insieme un nuovo volume della serie uptown/downtown ’83. Sonorità elektro ma più lento di quello che si balla e senza pezzoni troppo conosciuti. Bella compila, i primi tre volumi qui e il quarto in due versioni qui con il reggae. Gli ultimi volumi erano fighi, più boogie e l’ultimo con il pop new wave, li posto qui di seguito.

 

 

 

 

 

Categorie:Bari, Mixtape

We real cool

30 novembre 2017 Lascia un commento

 

Ho provato a ricostruire un mix di generi diversi che poteva ascoltare una gang nera a NY nel juke box della sala da biliardo. Ci sono le note di copertina nella pagina Mixcloud. In sostanza è jazz con blues, doo wop, rhythm and blues, rock’n’roll. Circa 1959.

 

Categorie:Mixtape

Spirits rejoice!

27 novembre 2017 Lascia un commento

 

Non si conosce molto della pittura afroamericana, si è un po’ perso tutto: quello che abbiamo assorbito è solo writing di strada nudo e crudo. In realtà dalla fine degli anni ’60, diversi collettivi di artisti neri, artisti “liberati” e impegnati, avevano un ramo nella musica e un ramo nella pittura. Lo spiega per esempio Vice in questo pezzo.

La copertina di questo mix presenta il quadro Liberated Brothers di uno di questi pittori conscious del black power, Wadsworth Jarrell. C’è una lunga intervista qui, che racconta del suo collettivo AFRICOBRA di Chicago.

A St. Louis c’era il Black Artist Group, che aveva una zampa nel ballo e una nel teatro. Su Youtube non c’è molto per capire come fossero i loro show, qui un lungo pezzo da leggere sul sito di uno di loro, Oliver Lake (credo lui avesse pubblicato verso fine anni ’70 un paio di dischi di jazz fusion con influenze forti delle West Indies, ma mi si sono chiusi tutti i tab della ricerca e la devo ricominciare un giorno che ho voglia).

Due anni fa c’è stato anche il cinquantenario di AACM (qui sul NYT), il capostipite di questi collettivi che molti conosciamo per un free jazz assolutamente inascoltabile. In realtà poi il concetto base era molto semplice: “Most of the clubs weren’t too keen on booking the latest new music, and there weren’t even that many clubs to begin with. So we decided to showcase ourselves, build an organization that would feature us, instead of waiting around for someone else to do it.” Se volete leggere qualcosa: qui il NY Times e qui il Chicago Tribune. Qui un pezzone sul Chicago Reader.

Insomma in poche parole mi son messo da un annetto abbondante ad esplorare quello che si chiama oggi spiritual jazz. Che è un po’ free, un po’ soul jazz, un po’ avanguardia: sta lì a cavallo di tante cose che erano nell’aria durante gli anni ’70. Come sempre senza pretese, anzi mi segno qui tutte le cose che poi mi leggerò con calma, ho compilato una selezione di questa musica che porta in alto l’anima.

Tendenzialmente artisti e dischi indipendenti e oggi rari sul mercato dei collezionisti. A volte progetti mai ristampati perché gli artisti si organizzavano per tenere in mano i propri diritti, col risultato che 20-30 anni dopo le release escono sui blog e le ristampe magari più su Bandcamp che in negozio. Più facili da conoscere adesso che all’epoca, anche se già dieci anni fa esistevano ottimi blog sia per Strata East sia per Muse.

Divertitevi e riscoprite un po’ di cultura nera, oggi che questi pittori del black power e i loro musicisti free si espongono nei musei americani (Soul of a Nation: Art in the Age of Black Power, qui sul NY Times e qui sul Guardian). Capodogli nella Senna! Bless…

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Duke Ellington #1

18 novembre 2017 Lascia un commento

 

Questa è una compila di jazz dei primi anni ’60 cui tengo molto. Sono formazioni di trio ed è basata su un disco di Duke Ellington e uno di Mary Lou Williams (Black Christ of the Andes). L’idea era di prendere questo sound super elegante di quel periodo, in formazione small group e suonato da vecchi leoni che erano all’apice trenta anni prima. Non è il mainstream soul jazz e hard bop, questa è roba a molto molto sofisticata in termini di black music. Da lì poi nasceva l’idea di stili che in quel periodo richiamavano il jazz delle origini, qui rappresentato da un blues di Ida Cox e da un classico blues rifatto da Ray Bryant, uno che sperimentava, mescolava, paciugava mica male. Purtroppo uno degli mp3 sì è rovinato e quindi ho tagliato breve sulla mezz’ora. Se volete ascoltare cosa significa per me groove, stile e tutte quelle cose che inseguiamo da sempre con l’hip hop, eccovi serviti.

 

Categorie:Senza categoria

Rimini: all crews unite

14 novembre 2017 1 commento

29-94 Jam a Rimini

Un grazie a Marco KayOne per la splendida foto. Qui siamo nel 1994 e ho bisogno di voi per ricostruire la storia, commentate!!!

C’era mezza Italia, forse si chiamava Indelebile boh. Ricordi sparsi:

  • Quel mattacchione tedesco che aveva fatto più treni di tutti, come si chiamava? Mi sa che era ciucco tradito perché taggava tutte le ragazze su cui riusciva a mettere le mani. Non so se con la scusa della tag ricordo, ma gli disegnava proprio le magliette a sproposito. Boh. Non aveva dipinto nemmeno, era amico degli olandesi e girava con loro. Vero mattacchione lui. Della crew di Ces INC (Rotterdam).
  • Gasp di Amsterdam che non si era capito bene perché ma se la menava con noi che non rappresentavamo un caz, peccato perché per me era un mito.
  • Donky: parte deciso con un puppet di Don Chisciotte alto tipo tre metri. Mi sa che se non ricordo male aveva un suo tubo di legno fatto in casa con il quale ha severamente danneggiato la lucidità di un po’ tutti. Si chiamava proprio Il Tronchetto se non sbaglio.
  • Fly: si era comportato bene, qualcuno ricorda risse, sfregi e delirio? La pezzata mi sembra fosse molto valida. Era vicino a Limone, una delle due mi sa che era storta.
  • Lemon: una delle pezzate più bestiali sue. Turkestan profondo.
  • I romani: diligenti davanti ai loro amici olandesi sul muro principale. Mi sa che Roma era già la capitale più trendy per il bombing dei treni. Noi ghettizzati in fondo al giardino. Mhhh… forse Emiliano o qualcuno ha altri elementi per ricostruire la situazione.
  • Porseo: missing in action nella mia memoria ma stilosissimo in foto (qui il suo pezzo con Fly), credo ci fossero dal Veneto anche i vicentini.
  • Il resto della scena boh, io non ricordo nulla ma c’erano tutti. Eron forse era nell’organizzazione (DeeMo ricorda che l’evento era di Enrico Arcangeli): per noi fautori dello sturm un drang quella roba non era molto diversa dalla grafica del fustino Dixan. Però lui molto bravo, preciso, positivo.

Sorry, non mi ricordo una mazza, scrivete voi se avete voglia…

Fondamentale, per capire bene quel periodo, la testimonianza orale di Cyrus TKA: “Io mi ricordo che, ad un certo punto, e’ pure caduto un albero”.

Invece da Lark (con foto di Vaitea): “Noi pisciati dall’organizzazione di quella che per me è stata la più bella jam che abbia mai visto, abbiamo rosicato parecchio. Io aggregato ad un manipolo di MNP e MCD ho passato un weekend illuminante e munito di sparvar portate da casa ho fatto questo insieme a Lupo dietro all’angolo del cartello Roma Napoli.

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Emiliano ci riconferma il vistoso trend albero con questa piccola nota: Romani in trasferta again dopo quella chiassosa di Follonica. Era nell’aria che Roma sarebbe diventata la nuova città chic d’europa per il trainbombing tant’è che poi Fume direttamente scese giù a far danni in città.
Dipingemmo carucci facendo pr co quelli famosi del muro di fronte, che erano Shoe, Sender e Gasp da Amsterdam, Fume da Dortmund, Mode2 e infine Sharp, che a petto nudo e capezza d’oro ricordo che scrisse una cosa cruda tipo “il dittatore della sabbia dorata” sul pezzo, mah…
Ps: Uno tipo cadde da un albero, uno che si chiamava Othello col “th” si ruppe un braccio; per motivi che Giorgio potrebbe argomentare era vicino agli ambienti romani.”

[nota: il pezzo di Sharp probabilmente diceva Governatore non dittatore, come nel vecchio pezzo del Leo, era una sua frase]

Emiliano dai e ridai ci ha scovato la foto loro davanti al muro!!! Pane, China, Stand, Joe, Hestro e Kraze a terra. ETC & MT2 (futuro TRV).

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Categorie:Bologna, Milano, Roma, Treviso