No Surrender

6 gennaio 2018 1 commento

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Ho riaperto i menabó di No Surrender, la fanza di Phase di cui erano usciti due numeri a Milano. Creati a casa di Fly e poi stampati da me. Se riesco facciamo i pdf con Vandalo.

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TKA – wanted for ignorance

5 gennaio 2018 Lascia un commento

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Son qui col cell davanti al penultimo armadio del trasloco 👻👻👻👻👻

Vado per affrontare la questione e per terra è caduto sto volantino…

Un saluto ai fratelloni dei Trukalone e a voi tutti, blesssssssssss

 

 

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Naro – I veri amici

4 gennaio 2018 Lascia un commento

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Sto traslocando e sono un po’ come mi avessero tolto due denti. Salutato tutto il vinile, bye bye. Dagli armadi mi è uscito un book del ‘99 con un paio di outline belli. Qui vi posto quello di Drop, in arte Naro IVA.

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Lemon Trukalone

25 dicembre 2017 Lascia un commento

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Per farla semplice possiamo dire che all’epoca c’era il Bars and Arrows e l’europeo… poi c’era Limone. Insieme a Drop, ai 16K e pochi altri è stato il primo a staccarsi da una concezione di lettera condivisa con una determinata “scuola” o “corrente”. Personalmente all’inizio ho fatto fatica a capire poi però… Il suo lavoro è ancora attualissimo e di una modernità sorprendente perché svincolato da qualunque moda.

 
Quello che ricordo è poco metallo, parecchia linea e banchine esterne ma soprattutto strada, tanta strada. Ancora oggi nel quadrante nord/est non è difficile imbattersi nella sua roba é non è cosa da poco considerato che dopo il 1998 ha diradato la sua attività fino quasi a sparire. Le ultime cose che ho documentato portano la firma Loris e sono datate 2001. Poi più niente. Un vero peccato. Ma forse è giusto così. Magari aveva esaurito il suo percorso in questa disciplina. Di sicuro ha lasciato molti orfani di un riferimento importante.

 
Allora per i suoi molti fan butto sul piatto questo collage di bombing, una vera e propria spremuta di Limone.

 

Buon Natale!

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Savona Tredici

22 dicembre 2017 Lascia un commento

Via Savona, nel 1989, non era la via fighetta, di locali da movida, design district e showroom pettinati che è adesso.
All’epoca era una via abbastanza popolare dietro la Stazione di Porta Genova FS, che i binari tagliavano abbastanza fuori dalla movida dei navigli.
Al numero 13 di questa via avevamo occupato un negozio (non proprio occupato… pagavamo un affitto di 20.000 lire al mese!) per vendere le autoproduzioni che facevamo, e tutti i dischi e merchandise dei generi che ci piacevano: principalmente punk e hardcore, ma anche una discreta selezione di Rap e HipHop.
Non avendo licenze di vendita, partite IVA ne un cazzo di niente, avevamo fatto un’associazione culturale che, in legalese, “acquistava beni per conto dei soci”.
In realtà la tessera costava 2000 lire e poi prendevi quello che volevi.
Avevamo chiamato questo posto “WHIP Anarcotrafficantes” (eravamo anarchici ed era il periodo del narcotraffico di Pablo Escobar, di cui non ci batteva un cazzo, ma ci piaceva il nome almeno quanto dava fastidio agli anarchici più classici).
E insomma, aprimmo questo posto in Via Savona 13 (S13 viene da qui), con una selezione musicale che andava dai Dead Kennedys agli NWA e dai Wretched all’Isola Posse All Stars.
Fanzine, libri e comix underground.
Magliette dei RUN DMC stampate alla serigrafia del Leoncavallo e anfibi autoprodotti ad Ascoli da un nostro socio (il Dr.AP!).
Erano gli anni delle prime posse, io giravo e taggavo come LHP, Teatro dipingeva sui muri del Virus di Piazza Bonomelli e Jet4 avrebbe iniziato di li a poco.
Entrati dentro nel negozio il primo giorno, era il 1990, iniziammo subito a fare una pezzata sul muro sotto a cui avremmo messo gli espositori dei dischi.
Io e Teatro dipingevamo insieme da poco e, quelli alla Whip furono i primi pezzi fatti anche con Jet4.
Il puppet lo feci io, e che fossi un fan di film horror, splatter, gore, dovrebbe essere evidente.
Teatro e Jet4 fecero la scritta e buona parte degli sfondi, e Teatro è responsabile delle “interiora” svolazzanti.
In pratica: quello che ha un contorno nero spesso l’ho fatto io, quello con meno nero possibile è di Teatro!).
Qualche tempo dopo, a pezzo finito, arredi montati e negozio aperto, arrivarono i primi futuri soci a vedere che c’era e godere della macelleria dipinta sulla parete.
Tra i passanti c’era anche un giovanissimo AirOne, all’epoca sbarbatello giovine writer che fotografò il muro con la foto che vedete qui sopra (poi scansita dalle sapienti mani di KayOne ma non finita sul libro “Vecchia Scuola”).
Siccome a tutti piace ridere delle disgrazie altrui, vi racconto l’ennesima storielèta.
Era sabato pomeriggio.
Arrivo in via Savona, trovo un posteggio, entro dalla porta della WHIP.
Vengo immediatamente coperto d’insulti.
Trovo Teatro e Jet4 incazzati con me, Poldo e LeleProx che se la ridono ditero le spalle.
Ah, così questo è il pezzo di Vandalo, eh? Pezzo di Fango!!!
Macché fango! Pezzodemmerda proprio!!!
Non avevo la minima idea di che cosa stessero parlando.
Ci eravamo sentiti non più di un’ora prima, tutti amicici e tranquilloni.
Vai in giro a fare il figo con le pezzate fatte insieme, eh? Mavaffanculo và!
No ma io…
Minchia, muto devi stare!!!”
Ma…
Muto cazzooooo!!!
“…”

Boh, io, fin da piccolo avevo sempre fatto qualcosa.
Solo che, almeno questa volta, ero (abbastanza) certo di non aver fatto niente.

Non ci misero molto a spiegarmi che era successo.
Mezz’ora prima era passato il giovane AirOne con la sua macchinetta fotografica, era entrato in negozio per fotografare il muro e aveva scambiato 4 parole con i miei soci.
Il dialogo, pressapoco, era stato così:
Teatro e jet4 “Si, abbiamo fatto questo pezzo pochi giorni fa…
AirOne: “Uh, figata il pezzo di Vandalo!!!
T+J4: “Beh, si, lui ha fatto il puppet e noi la scri…
Air1: “Si, si. Eh, ma i pezzi di Vandalo sono mega!
T+J4: “No, ma l’abbiamo fatto ins..
Air1: “Vabbé, ora devo andare, faccio una foto al pezzo di Vandalo e vado che ci ho fretta. Voi sareste? Vabbé, ciao, io scappo.
Bello il pezzo di Vandalo, comunque.

Chi cazzo era questo qui?
Mi ricordai di aver parlato con qualche altro writer, tipo il giorno prima, dicendo che avevo fatto un pezzo coi miei soci in Via Savona.
E il giovine AirOne era subito andato a fotografarlo.
Non sapevo fosse un mio pikkolofan.
Ah! A volte è duro il peso della fama…
Ma vabbé in seguito fecero pace, tant’è che in negozio vendemmo pure i primi numeri di Tribe e, un po’ di anni dopo verso la fine degli anni 90, Teatro entrò nei THP.
Penso abbia avuto occasione di spiegargli che la murata non l’avevo fatta tutta io.

Per finire vi aggiungo un paio di foto: in una le letter WHIP di striscio e sfuocate (foto mia) con parte del negozio, oltre alla serranda su via Savona (puppet mio, lettere e sfondi Jet4 e Teatro).
Dipingevamo insieme già da tempo, ma S13 crew nacque ufficialmente solo verso la fine del 1990.

 

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Dance hall vibes…

19 dicembre 2017 1 commento

Ho postato tanto vintage ’50/’70 e qualcosa di ’80, forse è il momento di postare il vintage ’90, che per voi lettori giovani è come per me quando ascoltavo la roba del 72/73 con gli album classici di Stevie Wonder e Sly Stone.

Volevo farvi ascoltare il sound della dance hall di quegli anni, che qui a Milano suonava il Bass fa Mass. La crew era composta da Pato, Wosse, Yndy CYB e me poi Skywalker quando il sound è diventato un po’ il resident di Pergola con il loro impianto (la fase precedente era in Mandragora, qui la storia). Era l’epoca del new roots, erano tornati tutti i riddim classici del rocksteady e stavano uscendo artisti super importanti: Luciano, Buju, Sizzla, Capleton, Beenie Man. Periodo d’oro della dance hall.

Vi posto due special che rappresentano le etichette con il sound più consistente e classico di quel periodo. Wosse e Yndy ne avevano scatoloni, oggi è tutta roba che hai voglia a caercarla, non è facile rimetterla insieme. Xterminator, Penthouse, Digital B. Producer immortali.

 

 

 

Un ringraziamento a Timeless Reggae Show che manda online questi lavoroni.

Come artisti i miei preferiti erano questi che vi posto. Io non ero tanto sul bashment gangsta, mi piacevano i riddim wicked e il Bogle ma ero più da classici. Sizzla non mi piaceva, nemmeno Beanie. Però usciva veramente roba pazzesca, anche Sizzla per dire, Babylon Cowboy, Shabba con Cocoa Tea in Flag Flown High. Spaccavano tutti comunque di bestia. Buon ascolto a tutti, bless. Vi ricordo un’ultima cosa: l’erba è roba sacra, non fate i fattoni ok?

 

 

 

La storia del Bass fe Mass la avevo scritta tanti anni fa in questo post. Il nostro sound più old school, quello della fine periodo rubadub, era stato portato da Londra grazie al Papero a metà anni ’80 e lo avevo postato qui.

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Vanni: Funk rock express

18 dicembre 2017 Lascia un commento

 

Vanni nel week end ha sfornato i primi due volumi di un’antologia funk rock, genere molto bello di cui non ci sono molti mix o compile in giro. All’epoca i primi dj hip hop conoscevano e suonavano questa roba, che effettivamente è bella piena di break. L’antologia da ottobre 2016 è arrivata poi a dieci volumi in un annetto. E’ un argomento pochissimo esplorato anche dalle etichette di ristampe e antologie, quindi: Enjoy!

Categorie:Bari, Mixtape