Archive

Posts Tagged ‘1989’

Vandalo sketch 1988-89

21 febbraio 2017 Lascia un commento

graffbook88

E quindi, mi avevano detto che per fare il writer dovevi avere un blackbook dove fare sketch, attaccare foto, provare tags, colorare, ecc.
Io, che ho il braccino corto, e comprare un quaderno con le pagine bianche manco per il cazzo, avevo casa piena di fogli di fotocopie da riciclare. Quindi.
Quindi iniziai il libro dalla copertina.
Era la fine del 1988 o i primi del 1989.
Nessuno ancora mi aveva spiegato che la parola “graffiti” è un’infame merda fumante.
Ovviamente scrissi “graffiti book”.
Ovviamente ci misi un sacco di tempo e, altrettanto ovviamente, feci delle lettere irriproducibili su muro, per me, tenendo conto che nell’88 non avevo ancora preso una bonza in mano ma avevo visto usare lo spray solo da Atomo, Xwarz e Shah, oltre a qualche cosa sull’Acquario fatta da Robx e Maox e i disegni di Teatro dentro al Virus… insomma: cose che non avrei potuto fare con le capacità che avevo all’epoca, nemmeno nel 1989.
Beh, probabilmente anche con le capacità che ho tuttora.
Comunque, la bozza la feci così: tracciai a matita la base delle lettere, esattamente come si vedono nella scritta sotto a marker nero (la “traduzione” per i non-writers), ci buttai dentro un po’ di tagli e ritagli, pezzi spostati, tolti e ricollocati a muzzo.
Collegamenti tra lettere casuali abbastanza caruccetti e altri studiati e riusciti a minchia, lettere che iniziano con un kerning (la spaziatura tra le lettere) per GRA, che si schiaccia improvvisamente per FFITI perché mi accorgo che non ci sto nel foglio.
BooK sotto, con poche lettere e tanto spazio vuoto, che ha la B e la K svaccate come anziane bagasce, in attesa di un’arrow o di un’extension bar, che non arriveranno perché non so cosa sono.
Insomma, tutte cose fatte occhieggiando robe su Subway Art e Spraycan Art, usando cose a caso senza che nessuno me le spiegasse.
Perché comunque è importante avere qualcuno che le cose te le faccia capire: il nordest Milano aveva Spyder7 sul lato Lambrate e l’esperienza di qualche anno in più sui muri e le lezioni di Monaco e Parigi sul lato Cimiano, il sudovest aveva le prime cose dei Napalmz a dare lezioni di stile.
E il Muretto, in centro, per scambiarsi idee, linee, consigli.
Io, ma anche quelli che l’anno dopo diventeranno i miei fratellini S13, avevamo il punk e l’hardcore, ce ne fottevamo il giusto, e facevamo come avevamo sempre fatto: quello che volevamo, quando volevamo, anche senza saperne un cazzo.
Sui muri dei centri sociali come quelli della città. O delle città dove passavamo.
Che se lo stile arriva, bene.
Se non arriva, bene uguale.
Almeno ci abbiamo provato.

Ah, dovrei fare una lunga spiega perché, da almeno i primi anni 90, non ho più usato la parola “graffiti”.
Dovrei spiegare perché la trovo un insulto a chi è un writer e perché sia una parola fondamentalmente razzista, oltre che sbagliata per descrivere chi scrive il proprio nome.
Lo faccio un’altra volta, ma sappiate che!

Categorie:Milano Tag:, , ,

CKC prima dei CKC

Qui ci troviamo su uno dei muri dell’oratorio, di fianco alla chiesa del Casoretto.
Quell’oratorio ha visto comparire sulle sue pareti le firme prima, gli esperimenti di pezzi poi, di diversi giovanissimi writers di Lambrate, che poi andranno a formare i CKC.
In seguito, l’oratorio cominciò a stargli un po’ stretto e, con la nascita della CKC crew il 1 maggio 1991, chiesero e ottennero l’uso di una saletta del Leoncavallo (che peraltro stava nello stesso isolato dell’oratorio, ma sul lato opposto), nota per avere sempre uno spesso strato di “nebbia” in qualunque stagione.
E non dimentichiamo la Plaza. I giardinetti di piazza Aspromonte.
Dopo il 1991 a CKC già ampiamente attivi, sulle pareti dell’oratorio continuò ad apparire vernice, anche se più sporadicamente, dato che si presero muri e treni ovunque. L’ultima cosa fu una murata organizzata nel 1997 (di cui si sta cercando la foto delle pezze di Sky e Rae per Pezzate, se le avete!).

Comunque: In questa foto, panoramica del passo carraio con il “Crime” di Spik e “Spine”.

 

Archivio_90-2016Scan-160319-0014

Il “Crime” di Spik, fotografato di fronte

Archivio_90-2016Scan-160319-0010

“STA” di Staze (R.I.P. King Tony) e la “K” di Kray
Archivio_90-2016Scan-160319-0013
A proposito di questa foto: noto ora la tag di Kray sulla sinistra “CKra”… mmmm… quel CK iniziale…

La “B” di Bang/Bangsta!

Archivio_90-2016Scan-160319-0011

Una delle sue prime, dopo aver trovato il nuovo nome, dopo qualche anno da FoxOne TTC.

Infine, la foto più vecchia: FOxOne TTC, appunto.

Archivio_90-2016Scan-160319-0012

Fox One, scritto con la F alla rovescia, era il vecchio nome di Bangsta.
All’epoca di questo pezzo, pur essendo ancora un regazzino, dipingeva già da un paio d’anni almeno (nei commenti link a uno dei suoi primi pezzi, dell’87 in Bazzini), e si vede dal maggior controllo nelle linee rispetto ai vecchi pezzi.
Puppet BBoy, con “papiro” per la firma (tremenda usanza di fine 80’s e primi 90’s), scritta TTC (The Town Crew) dediche alla Zulu Nation e, naturalmente, a FlyCat che insegnò le prime cose e aprì le porte di Bazzini a molti di questi kids.

Queste foto, una serie di 4-5 in bianco e nero, sono state fatta da Japo / JDM Photo, all’epoca della seconda murata per Fausto e Iaio (1990), uccisi 12 anni prima in Via Mancinelli, dietro al muro dall’altra parte dell’oratorio.

89/90’s tags a Milano

19 aprile 2016 2 commenti

Serie di tags del’89 e primi anni 90 (la foto, di Japo / JDM Photo, è del 1993), su un portone dietro al Cinema Orfeo, in zona Parco Solari, sulla direttrice dal Giambellino verso il centro di Milano.
Ci sono diversi di quelli che hanno messo il sud ovest della città sulla mappa del writing milanese
, sopratutto MNP e THP, oltre a TKA e qualche nome meno conosciuto.KayOne e Rush con 2 stili diversi, Yazo, Mr.Duke (Tebò), Guz TKA, Crase (poi Craze) e diversi altri, come Das 8 e Mat (prima tag di DropC CKC).
AirOne pre THP, con anche la sua vecchia tag Nho.


Milano 89/90’s taggin’!
(grazie a KayOne x i nomi che non riconoscevo!)

Categorie:Milano Tag:, , , , , , , , , , , , ,

Chief KayOne Rush – MNP tags 1989-90

Come tutti saprete, KayOne, anche come coautore della storica fanzine Tribe, ha una collezione sterminata di foto di writing.
È anche uno dei pochi a tenere foto di tags dai tempi in cui non lo faceva nessuno.
Quindi, potete capire la soddisfazione di postare una foto di tags che lui NON ha!
O, per lo meno, non l’ha mai postata, quindi suppongo che.
Comunque questo benzinaio, che era già chiuso nell’89-90, non esiste più, e la baracca verde dietro, di un fiorista, è ora più grossa e moderna (e taggata da giovani generazioni…).
Si trovava nello slargo triangolare che c’é all’inizio di Via Solari, all’incrocio con Via Coni Zugna. Praticamente la strada che facevano dal Giambellino per andare in centro.
Le tags sono state fatte in tempi diversi, quindi si vedono le varie differenze di stile nell’handwriting di tutti e tre.
Oh, poi, quando sentite qualcuno dire che la città è piena di tags e una volta non era così, questa foto ha solo 26 anni…

Aggiornamento (da KayOne): Questa foto è bellissima perché contiene una perla rara, Just TNT (in azzurro). Quando conobbi Chief la sua tag era quella, fine anni ’80, e il mio amico Dj Price mi passò il disco di Tony Scott – The Chief… da lì presi l’ispirazione per proporgli il suo nome attuale, lo trovavo più “cool”… e alla fine è diventato veramente un capo!

(foto: Japo / JDM Photo)

Categorie:Milano Tag:, , , , , ,

Sten TAC “Enemy”, Pontano 1989

Ho scritto Sten TAC perché nell’89 i TDK non esistevano ancora. Sarebbero arrivati, infatti, l’anno dopo.
Ma, fino al 1990, il muro di Pontano era la HoF di Sten e Mec e dei TAC (The Art Corporation), per poi diventare la Hall storica dei TDK.
Lo sfondo con skyline di Londra (se quello sulla destra è un pezzo del Tower Bridge, se no dico cazzate), con battaglia aerea tra Sopwith Camel inglesi e Fokker Dr.1 tedeschi nella prima guerra mondiale, contrasta con le lettere che, boh. Non so cosa si sia calato Sten, ma doveva essere buono. E se non era buono era comunque lisergico forte.

Comunque, questa era Via Pontano nel 1989. Quando lo strato di biancone era sul cemento pulito, le pezze erano studiate, la hall era una HoF e non un muro libero con decine di strati di vernici, con toys che si danno dei toy a vicenda.
Mi dicono, però, che i TDK stanno tornando a mettere ordine al muro… Sperém!

Categorie:Milano Tag:, , , ,

Kaos One puppet in Martesana 1989

24 febbraio 2016 Lascia un commento

Questo puppet di Kaos è, probabilmente, il suo più famoso.
Fu usato, infatti, come copertina del booklet di cartoline “Gr****** in Italia”, uscito nel 1990 per Stampa Alternativa, ad opera di Giancarlo & Miky Degni (su Facebook potete vedere tutte le cartoline che conteneva).

A dire il vero, questo puppet biomeccanico l’avevo già postato tempo fa insieme al pezzo di Zippo che stava di fianco, ma meritava un “primo piano”… Almeno potete vedere meglio la capacità di Kaos nell’usare il tratto sputacchiato delle Duplicolor dell’epoca per ottenere effetti personali.

Nonostante il cap di Batman e quella basetta che fa sembrare l’orecchio a punta da vulcaniano, il puppet e il muro intero erano uno spettacolo dal vivo, al parchetto Martesana, HoF MCA, dove il fine settimana trovavi giovani writers a studiarsi, linee, colori, effetti e composizioni.

Categorie:Milano Tag:, , , ,

Flycat – Kelo in Argelati 1989

2 gennaio 2016 Lascia un commento

flycat argelati 89
Questa dovrebbe essere una delle ultime foto che mi rimangono, del parchetto in Via Argelati, fatte nella primavera del 1990.
Buona parte dei pezzi erano del 1989, anche se il muro è stato iniziato molto prima.
Quell’anno il Consiglio di Zona aveva fatto fare i murales che si vedono sullo sfondo, per coprire i pezzi precedenti (di Spyder7, Flycat, Kaos, Shad e qualcun altro).
I murales erano copie di quadri di Bruegel fatti da studenti dell’Accademia, se non ricordo male.Furono subito bianconati e ricoperti dai PWD.
E questo KELO di Flycat fu uno dei primi pezzi ad andargli sopra.
Va detto che, comunque, il quadro di Bruegel ricopiato su questo muro, “La Parabola dei Ciechi“, rappresenta perfettamente il modo in cui le amministrazioni pubbliche hanno sempre trattato il “problema” writing, credendo di risolverlo: ciechi che guidano altri ciechi e destinati a sbattere la faccia contro (questo) muro.

A distanza di 25 anni da questi primi pezzi, oltretutto, vorrei ricordare che, un paio di anni fa, era stata fatta una murata collettiva a ricordo di Spyder7. Durante quella murata arrivò la polizia e ci furono delle denunce per imbrattamento.
Giustamente, il denunciato è stato prosciolto in queste ultime settimane.
Sarebbe stato abbastanza ridicolo condannare un writer per imbrattamento nel 2015, quando il muro dell’Argelati è stato ININTERROTTAMENTE dipinto almeno dal 1988…