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Zona Tredici al Leoncavallo 1998

17 ottobre 2016 Lascia un commento

 

leo98zn13masklarkamoklaser

Mask Lark Amok Laser ZN13 al Leoncavallo, Milano 1998.

Durante una delle varie jam che ci sono state nei dintorni di Via Watteau e del Leoncavallo, dal 1995 in poi (questa mi sembra fosse la seconda o la terza), dove hanno dipinto praticamente tutte le crew milanesi dell’epoca, ci fu anche questa murata firmata ZN13 crew.
Da sx a dx le pezze di Mask, Lark (anche autore del “Zona Tredici Cru” in alto), Amok forse non finito dato che c’è il ponteggio davanti… che poi, ponteggio… sembra più uno di quei cavalletti per cui l’Ispettorato del Lavoro ti chiude un cantiere immediatamente. E infine il puppet di Laser, appena girato l’angolo.

Poi, negli anni, i pezzi sono stati ricoperti decine di volte. Ma i 10-20 centimetri più in alto delle lettere di Lark, spuntano ancora. Un tantino scolorite.

Lark mi fa notare che, a quell’epoca invasto per la scena jungle, ha pure infilato un paio di dediche nella pezza a LTJ Bukem e True Playaz!

Zona 3DC!

(foto Rufus)

Vandalo e Teatro al Leoncavallo, 1990

22 aprile 2016 Lascia un commento

vandalo50 1990

Vandalo + Teatro S13, “Power”, C.S. Leoncavallo, Milano 1990.
La scritta era di Teatro, il puppet con Tank Girl era mio. Il 50 era perché stavo festeggiando il mio 50esimo pezzo, sul muro con filo spinato appena ricostruito, dopo la demolizione da ello squat da parte degli sbirri e del Comune di Milano.
Alla destra di questo pezzo c’era un pezzo di Inox.
Alla sinistra, dove stava una volta il salone, c’era l’enorme IFIXTCENTCEN che Luca Abort aveva vergato a spray, prima di un loro concerto (degli Ifix, intendo), circa 1987…
Eravamo appena tornati dal Muro dei Mondiali, e avevamo casse piene di bonze da usare.

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Bang in “saletta CKC” 1991

bang CKC

Come tutti sanno, la storia dei CKC inizia a Lambrate, tra la Plaza (Piazza Aspromonte), il Casoretto a Lambrate e i dintorni.
Non mi ricordo se erano già CKC o con le crew precedenti, ma alcuni di loro, almeno quelli che passavano più spesso dal Leoncavallo, chiesero di poter utilizzare una saletta, all’epoca vuota, come punto d’incontro.
La nebbia dei lotti in quella stanza è rimasta leggendaria, e se la ricorda chiunque sia entrato almeno una volta nel locale.
Per quelli che non ci sono mai stati, eccola qui, in uno dei rari momenti in cui pure la nebbia era calata ma non collassata (colto il gioco di parole?). Sulle pareti, prove di scrittura loro e degli altri frequentatori.
Nella foto, softie argento e rosso di Bang in primo piano, sopra a sinistra tag in nero e piccolo softie di Ask1, di fianco softie goccioloso di Moez (che ha fatto la foto). Nell’angolo buio a destra si intravede anche una tag di Yndy color tra su de ciuc

Vandalo S13 LHP al Leoncavallo 1990

van90 leo

Questo portoncino metallico era l’ingresso del vecchio Leoncavallo, al 22 dell’omonima via.
Il puppet, che degnamente fraseggia l’accoglienza per l’eventuale sbirraglia in visita, l’avevo fatto, boh. Nel 1990 se non ricordo male.
Con un mischione di avanzi di pezzate, con varie bonze di neri che, invece di morbiede linee continue, spruzzavano c̶o̶m̶e̶ ̶a̶d̶o̶l̶e̶s̶c̶e̶n̶t̶i̶ ̶d̶a̶v̶a̶n̶t̶i̶ ̶a̶ ̶u̶n̶ ̶p̶o̶r̶n̶a̶z̶z̶o̶  molto.
Occhietti spillati, sbirlucciconi bianchi molto anni 80, sfondo psichedelico rosso e verde.
Mi divertiva il fatto che guardasse, con faccia da pazzo, la gente in coda per entrare nelle sere di concerti.
E sulla maglia lilla, freccia che spezza il cerchio, perché sono sempre un writer da centro sociale.

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Teatro e Vandalo S13, “Cyberpunk” all’HelterSkelter, 1989.

19 ottobre 2015 4 commenti

vandalo teatro cyberpunk 89
Questo è stato il primo pezzo che io e Teatro abbiamo fatto insieme.
Scritta CyberPunk mia, Puppet di Teatro e sfondi fatti da tutti e 2.
In quell’anno, come molti nostri amici, eravamo in fissa per i romanzi di Bruce Sterling e William Gibson, divoravamo ogni numero di Decoder Mag. e ci piacevano gli androidi che sognano pecore elettriche.
Il muro che vedete era quello dell’Helter Skelter (e probabilmente non poteva esserci muro più adatto, vista la storia del posto), uno spazio all’interno del Leoncavallo che, dal 1985, ospitava concerti, performances, videoproiezioni e “eventi culturali”, che ebbe un’importanza fondamentale nella controcultura italiana.
Il muro si trovava sotto ai finestroni che davano sul cortile interno. Di fronte c’era il “Governatore della Sabbia Dorata”, dipinto da Sharp un paio di anni prima, e sul muro appena fuori sulla sinistra, anche lui datato 1987, il panterone di Atomo e Xwarz.
Fatta interamente a Ver-O Spray e con qualche altra bombolaccia dell’epoca, salvo il nero della Talken, che copriva bene ma il cui controllo della pressione era quantomeno problematico… Sopratutto per me che ero agli inizi!

Atomo, Xwarz e Shah al Leoncavallo – 1987

18 settembre 2014 2 commenti

atomo xwarz shah

Questo è stato, se non il primo (quello alla Richard qualche post più indietro lo era), sicuramente il pezzo più “famoso” in un centro sociale. Comunque il primo che abbia visto da vicino, e che ispirò me (e altri come me) a prendere in mano gli spray e a partecipare alle prime crew di writers “da centro sociale”.
Atomo e Xwarz (e Shah, mi dice Atomo, anche se la sua tag non c’è) lo dipinsero nel 1987 su un muro del cortile interno, nella vecchia sede del Leoncavallo.
La panterona, con quella scritta MIAOER (che nessuno ha mai capito cosa volesse dire) e i puppets verdi, diventarono famosi un paio di anni dopo, quando, con il primo sgombero del Leoncavallo e la successiva demolizione, quello che rimase per le macchine fotografiche dei giornalisti, furono un mucchio di rovine, alcune scritte e questo pezzo sui muri perimetrali.
Tra il 1989 e il 1990, infine, uscì “Kriminale”, disco dei Ritmo Tribale, gruppo di casa al Leoncavallo e amico dei 3 writers, che portava in copertina la foto in bianco e nero del pezzo, con la pantera, ancora incazzata, che saltava fuori dalle rovine lasciate dalla Milano degli anni 80.

ritmo tribale

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Sharp all’Helter Skelter – 1987

26 maggio 2014 5 commenti

“Governatore della sabbia dorata”. Per anni molti si sono chiesti che cosa volesse dire…

Era il 1987 (o almeno così dice la data sul pezzo) e Sharp arrivò a Milano.

Arrivò all’Helter Skelter e f̶e̶c̶e̶ ̶q̶u̶e̶l̶l̶o̶ ̶c̶h̶e̶,̶ ̶p̶r̶o̶b̶a̶b̶i̶l̶m̶e̶n̶t̶e̶,̶ ̶f̶u̶ ̶i̶l̶ ̶s̶u̶o̶ ̶p̶r̶i̶m̶o̶ ̶p̶e̶z̶z̶o̶ ̶i̶n̶ ̶I̶t̶a̶l̶i̶a̶.̶  P̶e̶n̶s̶o̶ ̶f̶o̶s̶s̶e̶ ̶i̶l̶ ̶p̶e̶r̶i̶o̶d̶o̶ ̶i̶n̶ ̶c̶u̶i̶ ̶a̶r̶r̶i̶v̶ò̶ ̶l̶a̶ ̶p̶r̶i̶m̶a̶ ̶v̶o̶l̶t̶a̶ ̶i̶n̶ ̶E̶u̶r̶o̶p̶a̶,̶ ̶p̶e̶r̶ ̶l̶o̶ ̶p̶i̶ù̶ ̶a̶ ̶P̶a̶r̶i̶g̶i̶.

[Aggiornamento – ho ricevuto il seguente messaggio da Sharp che mi chiarisce la questione sulle volte che è venuto in Italia: the first time i came to Milan was in 1984, (…) this was not the first time i painted in Milan, i painted in Milan in 1984, the movement in Italy had not started yet, i painted two cars in the yard Cadorna. When i came back to Milan in 1985 -1986 i met Atomo and Schwarz, we did an exibition together in the home of a friend achille parizzi (god bless the dead), Atomo and Shwarz and i did peices together along with my boy Shaker 179 from Harlem, i used to go to Plastic, there was still no culture to speak of in Milan. Perhaps Fly cat and Spyder where about to be spawned from the seed…]

Non so perché passò da Milano (magari per prendere accordi per la pezzata che fece alla discoteca Prego l’anno successivo?).
Non so nemmeno perché e come arrivò al Leoncavallo e sopratutto all’Helter Skelter.

L’Helter Skelter, per chi non lo sapesse, era un centro sociale nel centro sociale. Era un seminterrato nel cortile interno della vecchia sede del Leoncavallo, quella in Via Leoncavallo 22. Era gestito da gente di diverse provenienze, punx provenienti dal Virus (storico c.s. punk anarchico), dark e “creature simili”.

Durò solo pochi anni, proponendo cose ultrasperimentali che andavano dal post punk alla musica industriale, al rumorismo, all’elettronica più malata. A volte anche con qualcosa di punk/hardcore, come piaceva a me. Infatti ci vidi, tra le altre cose, il primo concerto italiano di Henry Rollins dopo lo scioglimento dei Black Flag, nell’ottobre del 1987, poco tempo prima della chiusura del posto.

Il mio primo ricordo di questo pezzo fu proprio in occasione del concerto di Rollins. Mi piaceva, ma “l’argomento” avrebbe iniziato ad interessarmi realmente 1 o 2 anni dopo.

Fu proprio di fronte al pezzo di Sharp, sulla parete opposta, infatti, che io Teatro facemmo il nostro primo pezzo insieme, un paio di anni dopo.

Immagine

 

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