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Posts Tagged ‘TKA’

Tales from the crypt: Rush TKA 1995

12 maggio 2017 Lascia un commento

Era un bravo ragazzo, vogliamo ricordarlo così: coi suoi pitturelli a spray.

No, non vi preoccupate, non è successo nulla al buon vecchio Rush!
Di passaggio a Trento nel 1995 con Lemon per, boh, un lavoro di pitturelli presumo dalla tela sullo sfondo, in occasione di una manciata di foto da scattare, non trovò di meglio che mettersi in posa da caro estinto.
Si, son sicuro. La foto me l’ha mandata lui, direttamente dalla cripta.

BRIVIDO! TERRORE!! RACCAPRICCIO!!!

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Bzk in piazza Udine luglio 1991

Per quelle coincidenze che spesso capitano quando ci sono connessioni con gente cresciuta negli stessi posti e negli stessi anni, Moez aveva fotografato lo stesso muro della pezzata di Bzk postata ieri, ma nella versione precedente.
Questa si sicuramente del 1991.
Abituati a vedere gli stili usati da Bizoga negli anni seguenti, fa specie vedere lettere così pulite e quello stile quasi simile alle cose dei primi TDK, con tutta la paletta di colori Dupli in parete!
Lascio il commento a Moez:

io in questo post mi ci riconosco proprio! giri in bici a far foto ai pezzi, stessi percorsi tra l’altro, zainetto e macchina fotografica, prima con una Minolta compatta, dopo con una reflex Canon con vari obbiettivi, prima in pellicola e poi anch’io in dia!!!
Stile “shooting photos like a pro” ahaha! Io credevo di poter eguagliare Henry Chalfant e James Prigoff, gli autori di “Spraycan Art”!
E poi incredibile, io ho fotografato in pellicola (il pezzo precedente a quello dello scorso post NDR) lo stesso muro di Piazza Udine, ben riconoscibile dalle decorazioni del sullo sfondo! (…) la mia foto l’ho scattata il 9 luglio del 1991!

Quindi, se questo è del luglio 91, il pezzo postato ieri può essere fine 91 o 92…

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Bzk in Piazza Udine 1991-92

3 maggio 2017 6 commenti

E quindi avevo preso quest’usanza di farmi giri in bici, portandomi lo zainetto con la macchina fotografica, per fotografare le pezzate in giro.
Solo che, per qualche breve periodo, mi era venuta la balzana idea di shooting photos like a pro, e quindi fare le diapositive.
Ora, in questi anni di digitale sembra di parlare di maniscalchi per ferrare i cavalli o locomotive a vapore, ma molti professionisti della fotografia, tuttora, sostengono la superiorità della diapositiva sulla pellicola, per non parlare del digitale.
Mah. Sarà vero per Ansel Adams o Henri Cariter Bresson, ma per rivedersi le pezzate viste in giro con gli amici, le foto stampate erano più agevoli.
Tutte queste righe per dire che: questo pezzo l’avevo fotografato in diapositiva, insieme a quelli vicini e a quelli TGF e UK, in un giro di bici e foto partito dall’Ortica, finito al Parco Lambro e passato da Lambrate e Piazza Udine.
Solo che i box delle diapositive sono un discreto fastidio da mantenere. Le ho piazzate in una scatola nell’ultimo trasloco e boh. Non le trovo più. Ne quelle, ne altre del 1990-91-92.
Saranno in cantina, da qualche parte.
Salteranno fuori prima o poi. Spero.
Ogni tanto ci penso e maledico pure divinità sumere di cui si è persa la memoria.

Per fortuna c’era Rufus, che passò di li tempo dopo con una macchina fotografica furbamente caricata a pellicola negativa.
Mi dice che è del 1991.
Io non mi ricordo più. Era il periodo in cui i TKA erano ancora Three Kids Alone? Boh.
In mezzo mi sembra di leggere un Thorugh Kaos Alone, però. Non è che sia 92?
Vimodrone Posse c’è, però.
Chi sa, parli!

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Welcome to Darsena!

21 aprile 2017 4 commenti

Della Darsena e dei pezzi che sono stati fatti li, da almeno il 1991 in poi, ne abbiamo parlato in diversi post, dal primo bombing MNP ai primi softie S13-LHP, dai pezzi dell’87 sulla casa occupata a quelli degli anni successivi (1991 e 1994), fino ai bombing VDS di fine anni 90.
Sopratutto quelli sulla riva non duravano molto, venendo subito ricoperti da bombing successivi.
Questo non succedeva sempre, però. Alcuni pezzi durarono diversi anni.
In questa foto, fatta da Secse nell’estate del 1998, si vede un panorama abbastanza vario: partendo da sinistra si vede un pezzo della murata fatta da Phato e Shad (penso nel 1992) sul Kasotto, seguito da un paio di piccoli pezzi non riconoscibili, dopo l’albero il “Buio” di Bzk, seguito da uno che boh e dalla pezza di Dumbo in nero con outline bianco del 97-98, con cui coprì l’S13 del 1991.
Al centro il TDK che Sten, Mec, Raptuz e Reo fecero poco dopo l’S13.
Subito di seguito il MNP grande, che i Napalmz fecero per rimarcare il territorio dopo che Shad e Kado TKA andarono sopra all’MNP precedente in ignoranza style.
Going over sopra al going over, quindi. Un pochino poco attenti, però, dato che il loro sfondo fiammeggiante andò sopra al D.A.S.V. firmato (D)ayaki-(A)tomo-(S)wartz-(V)andalo del 1992 (questo non so se lo posto, la storia è divertente ma l’oggetto bruttarello…).
Di seguito, pezzi e pezzulli successivi, oltre al gruppo di omarelli che pescano nel naviglio.
Sulla casa occupata, dietro, si vedono i resti della prima pittata S13 del 1991 (sulla casa a sinistra in basso), quelli di Teatro del 1994 circa (il primo piano) e quelli intorno al 1997-98 (in basso a destra) firmati Vandalo e Honey.
8 anni di writing sul porto di Milano.
La Darsena vera, non la tristezza che c’è ora.

Doze UAN Shad Guz Bzk TKA all’anfiteatro 1993

16 febbraio 2017 Lascia un commento

bzkshadguzdozejekoanfimartesana93

Beh, questo è uno dei miei muri preferiti di tutti gli anni 90 e, per me, rappresenta appieno quello che erano i TKA: un mischione di stili diversi, che sembrava non centrassero un cazzo tra di loro, ma insieme, chissà come, funzionava.
Dalla pezza di Dose UAN, più classica niuiochese con quel 3d allegro giallorosso luminoso, ma con lettere scure scure, e il MII che sembra capitato per caso (ma guardatevi gli spigoli della M e della I che s’insinuano nella I in mezzo!), con lo sfondo a nuvoletta che si trasforma in poppettina popputa sulla sinistra. E vogliamo parlare degli omini stacchini alla StayHigh born in Lambrate?
Andando a destra, la pila di stracci ammucchiati con Jungol, Guz e Turko uno sopra l’altro, con linee e outline tracciate e stracciate, con quella casualità scazzata di chi si trova in mano una bonza di spray, mentre nell’aria girano prodotti di combustione di resine cariche di thc.
Io lo dico subito: la cosa che mi piace di più è la Guzzata in mezzo con quelle lettere lasciate lì come se. Usando come riempimento lo sfondo taggato del muro, con il nero a fare outline, il bianco a dare riflessi, il rosso a far pallini e goccioloni e il giallo che boh.
E in fondo, in basso a destra, quel TRUKALO POWER, con il “power” scritto a cazzo, con i gessetti dimenticati dai bambini che giocavano nel parco della Martesana.
Trukaoselon!

(Foto: Rufus)

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Guz TKA softie all’anfiteatro 1993

18 novembre 2016 3 commenti

 

guz-anfi-93circa

Questo softie di Guz stava in cima all’anfiteatro della Martesana sul lato sinistro, e appare sullo sfondo di un po’ di foto delle pezzate che venivano fatte sui muri principali, quelli alla base dell’anfiteatro, regno di CKC e TKA.
Sulla destra appare anche l’H di un morbidone di Shad, mentre sulla sinistra una Y di… Yndy? Boh. Qualcuno si ricorda chi?
E c’è anche una tag di Mec!
Che poi, se avete foto degli altri softie, uscitele.

(foto: archivio VMD70s)

Lemon all’Indelebile94

 

RIMINILEMON94

Non ce n’é.
Le pezze firmate Lemon/Bzk/Bizoga sono pura poesia visiva.
In un’epoca in cui tutti si preoccupavano di barre e frecce, softie e 3D, stile NY e stile europeo, il Limone prendeva le lettere, le scassava di mazzate, le metteva sul muro con le colorazioni, le ombre e le luci più crude, con prospettive che avevano il punto di fuga nella sua immaginazione e outline e overline che iniziavano e finivano solo nel punto che.
E non era il punto che immaginavi tu.

Questa pezza in foto era all’Indelebile 94, Rimini. Sotto ci stavano Flycat e Solow, postati tempo fa.

(foto: Rufus)

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