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Archive for the ‘Parigi’ Category

SENS – La Chapelle

25 aprile 2020 1 commento

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Ho fatto ancora qualche prelievo dal cassetto dei ricordoni e qui vi mando un bel Bando d’annata. Ora per voi giovani che leggete, questa è storia del writing europeo. Fatemi tirare fuori gli occhiali e l’abbecedario, gessetto cattedra e lezioncina.

Muro di Stalingrad a Parigi, La Chappelle. Dentro c’era un lotto abbandonato, questa era la parete della strada, almeno io credo così. E’ la parete della copertina del libro Spraycan Art, non so se per voi è ancora importante, all’epoca si partiva praticamente da lì, 1987. In questa hall of fame girava la crema europea: TCA/CTK (Bando e Mode2) + BBC + Lokiss. Io ci ero stato nel 1987 e per poco non mi facevano tutto, Franci mega babbo writer tutti amici certo più che altro. Lì a pochi isolati c’era Ticaret, che era il negozio dei b-boy (Kangol, fibbie dorate con le lettere, laccioni, fanzine).

Di quel muro ho postato qualcosina ma dovremo provare a metter fuori altre cose. Qui il lettering del 1987, qui Jay1 e qui un grande Bando in argento. E’ molto poco, sorry. In questo muro dipingevano anche i writer di Amsterdam come Shoe che con Bando aveva formato la crew internazionale Crime Time Kings. Temibili. Il loro stile aveva determinato la scena europea. La foto di questo post è di qualche anno dopo, credo primi ’90.

Bando per me era sempre stato il top del top, io copiavo quello e i PWD mi detestavano per le toyacciate europee che idolatravo. Lui era anche uno dei bomber più hardcore. Ci sono racconti in giro, libri, non sono più storie difficili da seguire. E’ la fase prima di Paris Tonkar, quando poi da Parigi è calata la scena dei freak de merddddd, quelli senza stile che però avevano dato la base di partenza a Limone. A dire il vero erano già calati con Force Alphabetik, ma poi con il libro Paris Tonkar tutti si sono sentiti liberi di fare cose infantili de merdddddd e adddio stile.

La cosa interessante è che Bando poi era dj e collezionista. Aveva preso credo l’onda del rare groove, la storia che avevo raccontato qui su Esquire. Era il periodo delle compile di funk, stava riuscendo in antologia tutto il groove ’70, io lo seguivo religiosamente grazie ai morigeratissimi consigli di Cyrus. Ma non ero nel giro grosso delle stampe originali, ci capivo poco e un cazzo, avere due nastri di Cyrus (qui i suoi mixtape) e qualcosa del mitico Gerardo era già un sogno. Mi arrabattavo con le ristampe di seconda mano di Metropolis in viale Padova. Poi fare una selection che filava non ci riuscivo mai, troppi stili diversi, troppe cose difficili da trovare, un delirio, mettere a tempo due vinili non se ne parlava assolutamente. Oggi in due mesi sei un dj preparato e suoni roba mostruosa in 5 secondi. Fatto sta che Bando aveva un’etichetta, anche lui dietro con le compile funk che in quel momento erano il biglietto da visita dei collezionisti più forti. Pure records, le avevamo sia io che Rush: A discerning funk enthusiast is our best customer. Leggenda.

 

Poi dopo si era spostato da Parigi a NYC e aveva messo su la Desco Records. Io lo seguivo ma era già la seconda metà degli anni ’90, avevo la connessione veloce in ufficio da mio padre e comperavo online da Dustygroove a Chicago, gli Ultimate Breaks and Beats, era più facile avere la roba. Comperavo finalmente anche io dalle liste, praticamente ti mandavano sti cataloghi in fotocopia e comperavi via telefono. Aver avuto un po’ più lungimiranza ci facevi anche begli investimenti nel reggae. Bando aveva smesso di dipingere credo. Con quell’etichetta aveva prodotto roba supersonica, tutto il finto blaxploitation, il revival soul e le prime cose afrobeat, una scena riemersa in quel momento e che va ancora di bestia adesso in tutto il mondo.

Insomma sticazzi, belle storie di stile e hip hop per cui ringrazio veramente lui e la scena di Parigi. Maestri con le cinque stelle. In quel periodo le scene crescevano per anni in isolamento, i contatti non erano così immediati e quindi i flavor erano molto profondi e distintivi. Ora è tutto più superficiale e omogeneo. In Italia certe cose giravano su videocassette VHS, quella era la crema per lo scambio culturale. Mi ricordo una volta che ero dai miei quindi prima del ’93, giro i canali e mi parte un mega documentario con Bando che parla, tutta la scena di Parigi. Lui che non si faceva riprendere in volto, telecamera puntata sulle sneaker enormi e sul cane che era una razza da combattimento. La vandal squad a Parigi aveva i cani, così si narrava nelle leggende metropolitane di noi writer, le posse scendevano con le armi in metro. Era molto pericoloso. Da collasso, non ho mai capito come potesse esser successo, quindi mega documentario registrato al volo e poi circolato per anni. Ovviamente io mega reputazione culturale ah ah con le mie quattro ricerchine. E’ spuntato poi nei commenti, lo vedete qui sono 9 minuti.

Loro poi hanno raccontato di persona la storia in questo episodio di una serie per Arte TV fatta da pochissimo. Erano i CTK, Crime Time Kings, l’Europa era tutta loro negli anni ’80. Se volete c’è un bel gruppo Facebook gestito da Mode2 con i ricordi di quel periodo.

 

 

 

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Art School NYC – bringing it all back home

8 dicembre 2019 Lascia un commento

Vanni ha compilato un nuovo volume di una serie vintage che facciamo da 4 anni in onore all’ambiente della New York post punk e hip hop dei primi anni ’80. Secondo noi questa è la roba che ascoltavano Basquiat e Vincent Gallo. Poi dopo anche A One, che era un patito di reggae.

In questo volume c’è un po’ l’idea cosmopolita di New York al centro del mondo, dove si ascoltava magari artisti del Cameroun e del Congo come Manu Dibango e Ray Lema, ma anche lo zouk che era un po’ la disco della Guadalupa. Più i Clash, più tutta la roba dei b-boy, più la disco boogie etc etc. I volumi precedenti li trovate da questo link.

Quando son stato al MUCEM a Marsiglia avevo preparato qualche slide tra cui queste due foto che mostrano il mescolone punk rap che avevamo esplorato anche in questi mixtape ambientati qualche anno dopo circa 1985-1987. Nella prima foto i Clash con Futura 2000 (da qui), nella seconda Malcolm Mc Laren e Vivienne Westwood con chiodo borchiato e Technics 1200 (da qui), siamo nei primi anni ’80. Per i geek c’è anche una foto che circola di Joe Strummer dei Clash con Kurtis Blow e una recensione del loro concerto nel 1982 qui sul NYT.

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C’era anche un’altra pista che però faremo magari in un nuovo volume, partiva tutto da questo mix Celluloid quasi disco del 1984, con il chorus degli Zulu du Parigi. E voleva arrivare a tutta la scena del cosmopolitismo afro che segue da anni Hugo Mendez di Sofrito: es qui da leggere, qui da acquistare, qui da ascoltare. Erano persone che poi a Milano ci arrivavano, vedi i breaker citati nel libro Vecchia Scuola (Drago) o le disco e le trasmissioni di Francis e Minnella per Radio Popolare.

Categorie:Londra, Mixtape, New York, Parigi

La Chapelle, BBC Jay1

8 ottobre 2010 2 commenti

Molto stiloso Jay1, ne ho ancora uno con l’ape in giallo, da qualche parte mi salterà fuori, spero di averlo scannerizzato. Se non sbaglio Jay1 poi era andato ad abitare a Berlino, ma la roba di questi anni rimane la più bella. Con Lokiss, i BBC rappresentavano un’ottima alternativa allo strapotere di Bando e Mode2, completavano alla grande la scena parigina che quattro o cinque anni dopo era ri-esplosa grazie alla diffusione del libro Paris Tonkar.

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La Chapelle, BBC Ash2

6 ottobre 2010 Lascia un commento

Hall of fame di Stalingrad, uno dei pochi pezzi che conservo di quella grandissima crew che erano i BBC.

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The Chrome Angels – Radical (Copenhagen)

11 giugno 2010 1 commento

Credo di aver scattato questa foto a Copenhagen nel 1990, in un bagno termale che i Chrome Angels avevano decorato: ingresso e cortile. O qualcosa del genere, nei negativi ci sono due puppet di Mode con persone ignude e dotate di asciugamano. La pezzata è Radical, a me piace ancora.

Bando – Stalingrad 1987

1 giugno 2010 3 commenti

Pezzata devastante che mi ha segnato la vita. Per me uno dei massimi di questo stile, che poi pochissimi sapevano ripetere in maniera vera.

Bando CTK

4 maggio 2010 1 commento

Mi è capitata lì questa bella foto di un outline classico dei CTK, è Bando con la Z che faceva anche nelle tag, con la barra diagonale raddoppiata. Un classico alla base del cosidetto stile europeo, che stavo giusto pensando di ripassare qui con uno speciale Amsterdam (sono in attesa di scanner da Gianni4, se consegna io posto).

Sul gruppo Facebook dei Chrome Angels, Bando ha scritto la storia: “the Z infinity (double z) symbol was invented by me a long time before even starting ctk around 79 and we used it for a high school band. Then when I started writing with Scam in 82-83 we used it cause it looked cool. Later on we used it as a quick symbol for CTK.”

Sean invece racconta come questo simbolo si fosse trasformato a Milano, leggete qui.

 

 

Mode2: We are toyz!

26 dicembre 2009 1 commento

Sempre dalle foto di Stalingrad, siamo al muro famoso della Hall of fame di Parigi, esattamente sulla parete di quel pezzo apparso nel libro Spraycan Art, il grande Sens con i due energumeni a fianco. C’erano due puppettini, uno era questo e l’altro era un “We are kings”, con lo scimmione armato che rivedete qui (quel pezzo era citato anche in Tribe numero 2). Lì a sinistra di questo papero c’era il tipo con la pistola che Kaos aveva copiato al muro della Martesana, epoche remote.

Un’intervista con Mode2 la leggete anche qui. Son contento di postare questa foto: loro che erano i Re di tutta Europa, si dichiaravano Toys. Chissà come era la storia di questi pop veramente.

Mode2 ha scritto delle cose molto belle in All City Writers, spiega che molti bboy dopo i primi anni di vita nel mondo fantastico dell’aerosol, si erano trovati senza una professionalità da spendere per avere un lavoro. Soli quando il sogno ha iniziato a mostrare le crepe, e dice espressamente che diversi erano andati fuori di testa al confronto con la realtà, proprio come qui da noi. Dice anche che l’aerosol è un magnifico hobby, ma che poi farlo diventare attività principale di lavoro comporta situazioni difficili e poco simpatiche, vero anche questo.

OK, buon anno a tutto voi King e Toys, ci sentiamo con l’anno nuovo per altre splendide svolazzate nel passato dell’hip hop di Milano.

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Parigi 1987: Sensign

23 dicembre 2009 3 commenti

Ecco un paio di foto da un mazzo di negativi che avevo rapinato a due ragazzi di Scienze Politiche, che erano stati a Parigi e avevano conosciuto Boxer dei CTK. Non mi ricordo come li avessimo conosciuti, forse al muretto, poi son spariti senza aver mai veramente dipinto.

La pezzata è in puro stile Bando, Sens era uno dei suoi nomi alternativi. Sono queste le foto che mi hanno condannato ad anni di biting estremo, copiando pari pari questo stile che ancora oggi mi prende bene. In effetti erano straight letters come quelle che facevano a New York a metà anni ’80, ma portate all’estremo con bordi precisissimi e grazie molto dettagliate e stereotipate.

Questa roba era severamente sdegnata dai PWD, solo Spyder concepiva che potesse esistere roba europea, marcia ma pur sempre writing. E io giù a scopiazzare Parigi e Amsterdam, fino al 1992 e poi dopo al 1995 quando ho provato a toyeggiare con un minimo di originalità in più, e l’influenza di Phase2 che bene o male si faceva sentire. Chi faceva sta roba in Italia? Che effetto fa oggi alle nuove generazioni? I CTK erano bomber bastardi, ma stranamente c’era l’idea che uno stile così fichettino fosse per forza tutt’altro che bombing.

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