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Bicio + Chr, FEAR, Giardini Marghera 1990

13 aprile 2018 Lascia un commento

FORGOTTEN HEROES!
Io e Bicio ci siamo conosciuti sui banchi del liceo, e siamo amici più o meno dal 1981.
Abbiamo cominciato ad ascoltare punk insieme, abbiamo messo su il nostro gruppo hardcore insieme (si chiamava B.S.C., Brutti Sporchi & Cattivi), abbiamo fatto una fanzine punk insieme (I Don’t Care!) e un botto di altre cose insieme.
Tra queste, ci fu anche la cosa di usare gli spray.
Intorno al 1988-89 cominciavamo a riscoprire le cose intraviste su Frigidaire e in Arte di Frontiera qualche anno prima e a interessarci di sta cosa dell’aerosol writing, dopo aver passato un po’ di tempo a fare stencil a spray, tra 86 e 87, sopratutto di robe da skaters.
I primi 3-4 pezzi tra 1989 e 1990 li abbiamo fatti insieme, e alcuni anche con Christian CHR.
In Piazza Vetra al Parco delle Basiliche, al Politecnico, alla Piscina Procida. dall’89 agli inizi del 1990, appena avevamo qualche spray fra le mani (generalmente Ver-O-Spray), si piastrava qualche superficie cementizia qua e la.
Però, fondamentalmente, in quegli anni eravamo due HC kids, la roba che ci piaceva era quella tupa tupa, stop&go, fingerpointing sotto e sopra il palco, stagediving come se non ci fosse un domani.
Io ci aggiungevo una spruzzata di rap militant e lui un po’ di ska e ritmi in levare.
Comunque Bicio e Chr abitavano nella stessa zona, dintorni di Via Marghera, e ogni tanto facevano qualche bombing in zona anche se non c’ero io.
Quello in foto è il primo pezzo apparso sui muri dei Giardini Marghera.
“Giardini Marghera” è un termine un po’ generoso… in realtà si trattava di un lotto rimasto chissà perché inedificato, chiuso tra le facciate cieche di alcuni palazzi, attraversato da una stradina pedonale che collega Via Marghera a Via Sanzio, con dei prati spelacchiati ai lati e una manciata di alberelli a fare ombra.
All’epoca aveva una pista di pattinaggio in cui andavamo ogni tanto in skate, ora sostituita da un’area giochi per i bambini.
I muri che confinavano i giardini, ovviamente, erano pieni di scritte, e scrittine lasciate dai ragazzi della zona e delle scuole vicine.
Bicio e Chr ci fecero il primo vero e proprio pezzo.

“FEAR” era dedicata all’omonimo gruppo punk HC californiano, autore di inni come More Beer e I Love Livin’ In The City, che stava nelle posizioni alte delle nostre classifiche personali.
Interni a Ver-O-Spray, outline nero a Talken (eroici!) e niente sfondi.
Per un po’ rimase l’unico pezzo sul muro poi, intorno al 1993 si aggiunsero alcuni altri, Kaneda, Zoid, Dusk… qualche MNP, qualche 16BC…
In seguito ci furono diverse altre pezzate e murate collettive, spesso Napalmz, 16K e simili (del resto siamo sempre in zona Milano ovest, non lontanissimo da Lorenteggio, Giambellino e giù fino alla Barona.
L’ultima murata, una jam non autorizzata organizzata lì qualche anno fa, Poison Dart, fu interrotta dall’arrivo di una quantità spropositata di sbirri, che identificarono tutti e fecero partire denunce per imbrattamento (tra l’altro processo concluso poco tempo fa, se non ricordo male).
Ecco, Sig. pubblico ministero, se mi spiega come possa essere stato imbrattato, quand’era? 2013 o qualcosa del genere? un muro che è stato ininterrottamente pezzato e mai grigionato una volta dal 1990 (12 maggio 1990 come da data sotto il pezzo), sarei curioso.

Tornando a Bicio e Chr, avrebbero potuto fare di più nel writing, ma si stufarono presto.
Nel 1991 avevano praticamente smesso.
Bicio ora suona la batteria per gruppi ska e simili, oltre che fare il fotografo e altro, Christian, invece… non ho idea!

(foto: Spice VDS)

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Savona Tredici

22 dicembre 2017 1 commento

Via Savona, nel 1989, non era la via fighetta, di locali da movida, design district e showroom pettinati che è adesso.
All’epoca era una via abbastanza popolare dietro la Stazione di Porta Genova FS, che i binari tagliavano abbastanza fuori dalla movida dei navigli.
Al numero 13 di questa via avevamo occupato un negozio (non proprio occupato… pagavamo un affitto di 20.000 lire al mese!) per vendere le autoproduzioni che facevamo, e tutti i dischi e merchandise dei generi che ci piacevano: principalmente punk e hardcore, ma anche una discreta selezione di Rap e HipHop.
Non avendo licenze di vendita, partite IVA ne un cazzo di niente, avevamo fatto un’associazione culturale che, in legalese, “acquistava beni per conto dei soci”.
In realtà la tessera costava 2000 lire e poi prendevi quello che volevi.
Avevamo chiamato questo posto “WHIP Anarcotrafficantes” (eravamo anarchici ed era il periodo del narcotraffico di Pablo Escobar, di cui non ci batteva un cazzo, ma ci piaceva il nome almeno quanto dava fastidio agli anarchici più classici).
E insomma, aprimmo questo posto in Via Savona 13 (S13 viene da qui), con una selezione musicale che andava dai Dead Kennedys agli NWA e dai Wretched all’Isola Posse All Stars.
Fanzine, libri e comix underground.
Magliette dei RUN DMC stampate alla serigrafia del Leoncavallo e anfibi autoprodotti ad Ascoli da un nostro socio (il Dr.AP!).
Erano gli anni delle prime posse, io giravo e taggavo come LHP, Teatro dipingeva sui muri del Virus di Piazza Bonomelli e Jet4 avrebbe iniziato di li a poco.
Entrati dentro nel negozio il primo giorno, era il 1990, iniziammo subito a fare una pezzata sul muro sotto a cui avremmo messo gli espositori dei dischi.
Io e Teatro dipingevamo insieme da poco e, quelli alla Whip furono i primi pezzi fatti anche con Jet4.
Il puppet lo feci io, e che fossi un fan di film horror, splatter, gore, dovrebbe essere evidente.
Teatro e Jet4 fecero la scritta e buona parte degli sfondi, e Teatro è responsabile delle “interiora” svolazzanti.
In pratica: quello che ha un contorno nero spesso l’ho fatto io, quello con meno nero possibile è di Teatro!).
Qualche tempo dopo, a pezzo finito, arredi montati e negozio aperto, arrivarono i primi futuri soci a vedere che c’era e godere della macelleria dipinta sulla parete.
Tra i passanti c’era anche un giovanissimo AirOne, all’epoca sbarbatello giovine writer che fotografò il muro con la foto che vedete qui sopra (poi scansita dalle sapienti mani di KayOne ma non finita sul libro “Vecchia Scuola”).
Siccome a tutti piace ridere delle disgrazie altrui, vi racconto l’ennesima storielèta.
Era sabato pomeriggio.
Arrivo in via Savona, trovo un posteggio, entro dalla porta della WHIP.
Vengo immediatamente coperto d’insulti.
Trovo Teatro e Jet4 incazzati con me, Poldo e LeleProx che se la ridono ditero le spalle.
Ah, così questo è il pezzo di Vandalo, eh? Pezzo di Fango!!!
Macché fango! Pezzodemmerda proprio!!!
Non avevo la minima idea di che cosa stessero parlando.
Ci eravamo sentiti non più di un’ora prima, tutti amicici e tranquilloni.
Vai in giro a fare il figo con le pezzate fatte insieme, eh? Mavaffanculo và!
No ma io…
Minchia, muto devi stare!!!”
Ma…
Muto cazzooooo!!!
“…”

Boh, io, fin da piccolo avevo sempre fatto qualcosa.
Solo che, almeno questa volta, ero (abbastanza) certo di non aver fatto niente.

Non ci misero molto a spiegarmi che era successo.
Mezz’ora prima era passato il giovane AirOne con la sua macchinetta fotografica, era entrato in negozio per fotografare il muro e aveva scambiato 4 parole con i miei soci.
Il dialogo, pressapoco, era stato così:
Teatro e jet4 “Si, abbiamo fatto questo pezzo pochi giorni fa…
AirOne: “Uh, figata il pezzo di Vandalo!!!
T+J4: “Beh, si, lui ha fatto il puppet e noi la scri…
Air1: “Si, si. Eh, ma i pezzi di Vandalo sono mega!
T+J4: “No, ma l’abbiamo fatto ins..
Air1: “Vabbé, ora devo andare, faccio una foto al pezzo di Vandalo e vado che ci ho fretta. Voi sareste? Vabbé, ciao, io scappo.
Bello il pezzo di Vandalo, comunque.

Chi cazzo era questo qui?
Mi ricordai di aver parlato con qualche altro writer, tipo il giorno prima, dicendo che avevo fatto un pezzo coi miei soci in Via Savona.
E il giovine AirOne era subito andato a fotografarlo.
Non sapevo fosse un mio pikkolofan.
Ah! A volte è duro il peso della fama…
Ma vabbé in seguito fecero pace, tant’è che in negozio vendemmo pure i primi numeri di Tribe e, un po’ di anni dopo verso la fine degli anni 90, Teatro entrò nei THP.
Penso abbia avuto occasione di spiegargli che la murata non l’avevo fatta tutta io.

Per finire vi aggiungo un paio di foto: in una le letter WHIP di striscio e sfuocate (foto mia) con parte del negozio, oltre alla serranda su via Savona (puppet mio, lettere e sfondi Jet4 e Teatro).
Dipingevamo insieme già da tempo, ma S13 crew nacque ufficialmente solo verso la fine del 1990.

 

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Shad in Pontano 1990

26 maggio 2017 Lascia un commento

Era uno dei primi mesi del 1990, e stavo passando uno di 2 interi giorni in Via Pontano, ospite dei TDK, che mi lasciarono 5-6 metri di parete nella loro Hall of Fame per fare un mio pezzo.
Naturalmente ne approfittai per fotografare con calma tutti i pezzi della HoF TDK presenti all’epoca, alcuni della neonata TDK, altri della TAC (crew precedente di Sten e Mec che aveva “aperto” Via Pontano) ancora del 1989, altri di “ospiti” italiani e stranieri.
Passavo mezz’ora sulla scaletta a fare gli spruzzarelli sul mio pezzo di muro, poi facevo pausa “ricreativa” girellando qua e la e scattando foto.
E accendendo tubi se passavano amici.
Non sorprende se ci ho messo due giorni a fare il pezzo. Però ho fotografato per bene e con calma tutti i muri e tutte le pezzate.
Tra queste c’era anche questo Zooey, pezzo rasoterra (le lettere saranno state alte un metro e mezzo circa) di Shad, anche lui ospite del dinamico duo di Via Pontano.
Non so se era ancora il periodo DDT (Distruzione Dei Toys), ma sicuramente non era ancora TKA, dato che erano gli anni in cui girava sempre con Cyrus e Papilly immersi in una nuvola non meglio precisabile.
Tra gli amici giravano leggende su cosa ci fosse scritto. Qualcosa che centrava con Jah, che il nostro era un fan del reggae? E poi… a che stupid dickheads si riferiva?
Vabbé.
So che non amava le pezze di noi punk writers, ma i suoi primi pezzi, tra cui questo, mi hanno fatto amare la poesia grafica dei contorni oscenamente larghi.

(Poi se Shad vuole aggiungere qualcosa, aggiorno!)

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1990: Vecchie tags al Casoretto

PWD crew tag, sulla finestra di una cantina circa dal 1990. Forse di Flycat? Boh, comunque resiste ancora intoccata.

Vandalo LHP (pre-S13), Kino LHP, Ask1 (pre-CKC), Via Mancinelli 1990.

Mentre venivo via dal presidio per Fausto e Iaio di sabato pomeriggio, ho fatto un giro per Via Mancinelli.E ho trovato delle anticaglie riemerse dal passato, sotto strati degni di un archeologo.
Questa porta di una cabina ENEL, infatti, era stata bianconata durante qualche ristrutturazione dell’edificio di cui fa parte.
Probabilmente in seguito a qualche tentativo di cancellazione di tags successive fatte sul grigio, hanno cercato di rimuovere tutto.
Solo che sotto al grigio c’era la sorpresa.
Probabilmente risalenti alla seconda murata per Fausto e Iaio del 18 marzo 1990: in alto, sopra la maniglia a destra, una mia tag in nero del 1990, prima di S13 crew nel periodo in cui scrivevo LHP. In basso, a sinistra in nero boh (magari è una firma successiva), mentre a destra, sotto la mia, si intuisce (in verde nitro ver-o-spray, lo riconosco) la tag di Kino LHP sovrapposta a quella in arancione o rosso scolorito di Ask1 di cui si nota la tipica S, un anno prima che nascessero i CKC di cui fu tra i fondatori.
La tag PWD che ho postato più in alto, per dire, era a una decina di metri da queste.
Lambrate bombers 27 anni dopo!
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LEONCAVALLO, Via Mancinelli, 1990

18 marzo 2017 2 commenti

Questa è la seconda, anzi, la terza murata per Fausto e Iaio, organizzata dal Leoncavallo in Via Mancinelli.
La prima fu fatta nel 1989, la seconda nel 1990, ma fu coperta poco dopo dai “grigioni” del Comune.
Quella nella foto (e in altre) fu la pezzata successiva alla grigionatura. In un primo momento si provò a vedere se era possibile lavare via il biancone dato dagli stronzi mandati dal Comune, ma non fu possibile.
Si decise, quindi, di rifare un pezzo nuovo sopra, per ribadire al Comune di Milano che quel muro (e quello di fronte) era di Fausto e Iaio, e non c’era un cazzo che ci potessero fare.
Oggi, 18 marzo, sono passati 39 anni dall’omicidio e 27 da questo pezzo, quei muri sono stati pezzati e ripezzati molte volte (l’ultima in questi giorni dai VolksWriterz), ma sono e rimarranno sempre per Fausto e Iaio.

Ah, il pezzo era un pezzo collettivo, ma a grandi linee le lettere erano di:
Vandalo (L), Inox (E), Core (ON), Teatro (K), non ricordo chi per (AWALL) e Kino (O), anche se non si vede nella foto (di Wany UES).

Craze MNP Incompetentia 1990 o 91

11 ottobre 2016 Lascia un commento

 

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Dopo lo scorso post della hall MNP in Giambellino del 93, ritorno con una pezza non finita del Craze risalente al 1990 o 91.
Così antica che, addirittura, la scritta “Incompetentia” è in latino.
Colori Dupli original scavallo dalla vecchia di Cologno e colori ed effettini a bollicine oh so 90’s.
Qualche metallaro di Giambella era passato dal muro e aveva lasciato in mezzo al pezzo la scritta “believe in the devil not in god” cui il Craze, sobriamente, rispose in basso “se ti prendiamo ti spezziamo il culo”.
Meelano Napalmz latinorum!

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(foto: Japo / JDM photo)

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Rush MNP “tribal” Giambellino 90

25 agosto 2016 Lascia un commento

 

tribal HOF giambella1990

Questa foto faceva parte di un articolo uscito per qualche rivista per regazzini degli anni 90: Skate? Cioè? Cronaca Vera? Non mi ricordo più.
Foto fatta alla vecchia Hall of Fame MNP, al Giambellino.
Rush ci appare con quelle faccia 50% spavalda 50% tamarra, che l’avresti corcato di legnate, ma sotto sotto sapevi che era (è) un bravo ragazzo…
Oltretutto, fotografato con un berretto da sci, che nemmeno Ingemar Stenmark in uno slalom gigante negli anni 70 avrebbe avuto il coraggio di indossare.
Comunque: mi sembra che la foto facesse parte di una serie, in cui Rush spiegava come si fa un pezzo, dalla prima traccia, al riempimento, all’outline finale.

Bella Rush!

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