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10. Cascina Gobba-Crescenzago-Cimiano

15 maggio 2018 3 commenti

Si conclude qui la cavalcata di Corrado lungo La Linea 2 della MM, per leggervi tutti i post andate a questo link!

Siamo al rush finale, da Gobba in poi la verde entra nel territorio comunale di Milano e analogamente a quanto detto per Cologno anche quello che si vede da qui è più che altro street bombing però è evidente che, specialmente a sinistra della linea, la roba veniva fatta perché si vedesse dalla metro.

Dopo il ponte sul Lambro e su via Rizzoli, rivolgendo lo sguardo in basso a destra, sulla recinzione di quella che è oggi la moschea Mariam c’era un argento di Size (CYB), in alto sulla balconata dello stabile throw up dell’accoppiata Size-Due. Dietro il cartellone dello sfasciacarrozze pochi metri più avanti c’era un Lemon a colori fighissimo, di quelli del periodo colorazione a pois. Purtroppo è stato rimosso diversi anni fa. Tornando in alto, sui pali della linea, tag Code e Kid un po’ ovunque. Proprio Kid ci regala un’ultima perla, un episodio di quando si facevano dei giri in avanscoperta sui binari.

“Tornando da un giro in linea a Gobba, subito dopo la stazione io e Kol abbiamo trovato un carrello e ci siamo fatti da lì a Vimodrone… era un carrellone pesantissimo con quattro ruote. Era già sui binari. L’abbiamo spinto per un po’, poi Pizky si era messo dietro a spingere tipo skate, quando siamo stati sulla discesa ha cominciato a prendere velocità, abbiamo imboccato il canalone, un rumore della Madonna, tipo la metro mentre scendeva. Con l’inerzia siamo arrivati quasi fino alla stazione. Poi l’abbiamo mollato lì perché non sapevamo più cosa fare!” (Kid)

Da questo punto in poi la metro corre parallela a viale Palmanova, accanto al tracciato che fu delle Linee Celeri dell’Adda (fino a qualche anno fa c’erano ancora i binari, posati tra il muretto di recinzione della metro e l’asfalto del viale). Tutti o quasi i bombing di via, e non del viale che non ha muri rivolti alla linea, Palmanova sono visibili dai vagoni della metro, ce n’erano parecchi, su tutti vale la pena di ricordare i due tetti “gemelli” di Kid e Size, rispettivamente al civico 127 e 125.

A sinistra invece, tornando indietro di qualche centinaio di metri sul lato cieco del primo palazzo di via Rizzoli è rimasto a lungo un bombing di Oz. Sull’affaccio ovest del falansterio successivo, all’epoca di nuova costruzione, Shad, Guz, Fly, Bzk e Tritalo si esibivano in una delle bianconate storiche immortalate su un Tribe nello speciale dedicato a Tritalo e in vari libri e fanze. Nel parcheggio della fermata Crescenzago c’è invece il bunker, costruzione misteriosa di cui non sono mai riuscito a capire la funzione anche se credo sia roba dell’ATM. Sul muretto rivolto a est c’era un ping pong di throw up di Dose e Lemon, scoloriti e mangiati dal muschio nel giro di poco. L’ingresso della struttura è rivolto verso il parcheggio ed è sempre stato uno tra gli spot tra i più prestigiosi della zona. Ha visto per oltre dieci anni la formazione che vedete in foto, da sinistra a destra:

FKS (di Waste), Styng, Bang, in porta (o meglio sul portone) Kid (con spray bianco che gli aveva regalato Phase II), TGF (di Styng) e “Shit” di Askone dedicato ai “cocchieri” della metro.

Giornata di sole, arbitra il signor Wood da New York.

Spettatori paganti: tutti quelli che hanno preso la metro tra i primi anni Novanta e il 2004.

Uscendo dalla fermata Crescenzago, a sinistra del senso di marcia, c’è una stradina pedonale chiusa tra i palazzi e la recinzione della metro, sul primo edificio, sulle clèr della farmacia c’erano due bombing belli grossi di Dose e Stoner. Il Dose è stato cancellato dopo poco mentre lo Stoner è durato molti anni. Tutto intorno tag di Askone e altri. Anni dopo si è piazzato Fuck (la foto è sua) con un pezzo a colori. Sul lato nord dell’edificio throw up davvero old di Kid (solo outline). Oggi non rimane niente di quanto menzionato.
L’edificio successivo ha il tetto della portineria non molto alto che corre però su tutto il lato corto dello stabile: ottimo per essere visto sia dalla metro che da via e viale Palmanova, a fine anni Novanta si era accomodato lì sopra Xeno (MEG-Milano Est Gang) con un argento dall’out viola, se non ricordo male. Sugli edifici successivi una scaricata di bombing, alcuni dei quali ancora in loco. Nail (che qui scrive Neil), Waste, Styng, Kez, Dose e Mine.

Kol e Zero sul palazzo successivo. Su quello dopo ancora: Draf col suo throw up classico. Infine sull’ultimo edificio, quello prima del parco, un pezzo clamoroso di Askone con però quei segni (riflessi?) in argento che ho sempre trovato incomprensibili.

Dal Millennio in poi i pezzi si sono moltiplicati e le generazione successive hanno sormontato in altezza le pezzate storiche su questi palazzi. Sul retro dell’autolavaggio di via Don Calabria Due e Cone con dei throw up, dalla parte opposta, sul muro laterale delle elementari di via Bottego due bei bombing a colori di 2Cake e Woze prima maniera. Il convoglio è arrivato a questo punto a Cimiano, ultima stazione all’aperto, banchina a isola come la “gemella” Crescenzago. Cimiano è stato il puntello dove andavano a banchinare i writer della prima generazione di bombing pesante sui vagoni, curiosamente meno di vent’anni prima era stato invece il puntello delle colonna milanese delle Bierre.

Accanto alla banchina sulla recinzione di quello che prima era un gommista e adesso invece un posto fighetto per cani troviamo pezzi databili tra le fine dei 90’s e l’inizio degli 00’s di Nail, Guen, Dep, un CNK e nell’angolo a nord Lemon e un VMD di Neuro.

Qui siamo davvero alla volata finale, i binari percorrono il loro ultimo tratto all’aperto prima di buttarsi sottoterra, passano di fianco a una rimessa con pezzi molto vecchi di Waste e Desk a cui si aggiungono col tempo Bufer, Goldie, Dumbo, Sh(ampo), Fayer, Panda e più avanti molti altri, sulla finestrella in alto rimane però un reperto: le tag con una vecchia formazione dei TGF.

A destra dei binari, infine, ancora su via Palmanova (angolo via Benadir) uno degli storici pezzi del periodo bombing-full color del pregiato duo Craze-Zoid, che qui avevano usato però l’argento. In questa carrellata abbiamo postato solo una piccola parte del materiale che ho raccolto intorno ai binari della verde degli ultimi venticinque anni, nella scelta degli scatti si é cercato di diversificare i nomi e le crew, sempre ovviamente pescando dal mazzo di quelli che per questioni territoriali l’hanno dipinta e cercando di non andare oltre i primi 2000’s per rimanere nell’ambito delle pezzate… passate, appunto. Qui finisce infatti il nostro viaggio sulla LINEA. Anche perché è proprio la linea a finire, un centinaio di metri più avanti c’è la rampa che porta i binari definitivamente sotto terra. Riemergeranno, ma solo a partire dal 2011, dopo Famagosta, in direzione Assago, ma sarà un’altra cosa, un’altra epoca, un’altra linea. La nostra linea invece va verso il Buio. Dentro.

Dopo questa lunga galoppata nella memoria mi concedo una riflessione finale: nel writing non esiste una storiografia ufficiale a cui rifarsi, a parte alcuni nomi o giudizi condivisi più o meno da tutti, il resto è opinabile. Per alcuni “tizio” può essere un king mentre per un’altra crew, un altro giro di amicizie “tizio” è un cretino. Come in altri ambiti poi si inserisce il dibattito su qualità o quantità? Meglio Pantani o Armstrong? Senna o Schumacker? (ho scelto un esempio del cazzo: Pantani e Senna sono inarrivabili). Forse anche questo è (o meglio, era) il suo bello, la somma delle posizioni di tutti dava come risultato quella che una volta si chiamava “la scena”. Chi la odiava e la rifuggiva, chi ne era succube, chi ci sputava sopra, chi ci sguazzava alla grande, chi se ne fotteva ma alla fine, sotto sotto, un po’ voleva sapere cosa bolliva in pentola… il punto era che faceva sentire tutti partecipi di un Movimento con precetti e regole da condividere o da rompere all’occorrenza. Qualcosa che legava le persone però esisteva, per tutti. Tutti: leggende, anziani, ragazzini, styler, bomber… tutti con degli spettatori potenziali ai quali rivolgersi, degli interlocutori, a volte invisibili, con cui confrontarsi. Anche duramente. Però il confronto permetteva a ognuno di crescere, anche ai migliori, a quelli che in teoria non ne avrebbero avuto bisogno, ma che proprio dall’esistenza di una scena potevano fregiarsi del loro titolo (non penso sia una gran soddisfazione essere sul gradino più alto del podio quando gli altri sono vuoti). Credo, magari sbagliando, che tutto questo oggi non esista più o forse si è solo trasferito, come molte altre cose, nel grande calderone della Rete dove immagini, idee e concetti hanno la durata del tempo di un click. Forse anche queste pagine su cui ho scritto. Forse.

 

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9. Cascina Gobba-Cologno Sud/Centro/Nord

9 maggio 2018 1 commento

Invertiamo per un momento il senso della nostra marcia verso il cuore della città per esplorare anche il breve ramo della verde che porta i treni fino al deposito di Cologno Nord. A Gobba infatti c’è l’unica vera junction del sistema metropolitano milanese e i binari che arrivano da Gessate convergono con quelli che provengono da Cologno sulla piastra appena prima del ponte sulla tangenziale Est. Lasciandosi alle spalle Gobba e percorrendo la linea in direzione Cologno si potevano scorgere, a sinistra, sui muri della ditta con quei cinque silos misteriosi, le bianconate storiche di Sky 4, Kray, Bang e quelle successive di Ask e Kid. Posto questa foto perché penso che qui su Pezzate non sia mai passata. Uso sempre foto mie e quando non lo faccio indico la fonte, in questo caso non so però chi ringraziare per lo scatto, l’ho scaricato mille anni fa dal web ma non ricordo da dove, forse addirittura da 12 Styles!


Una volta scoloriti i pezzi, a inizio 2000’s, Bang si era coperto il suo con un argento e Phato e Sky avevano realizzato un bloccone CKC, sempre argento. Nello stesso periodo di nuovo argento su questa parete con TDT e VMD in combo.

Percorrendo il viadotto e guardando a destra, si poteva godere di una super panoramica sul muro che abbiamo visto nella tratta precedente, quello con il “Cielo-Size” giga. Prima di Cologno Sud si incontra una cassetta elettrica con tag Kid/CKC degli anni d’oro. Non passavo spesso di qui ma conoscendo l’attitudine del nostro, immagino abbia colpito anche la, o le stazioni successive. Non saprei.

Sull’ultimo condominio, appena prima della stazione, softie morbidissimo “TGF” di Styng, Shan e Ders.

Qui comincia il panorama più newyorkése “de Milan” con la metro che attraversa Cologno Monzese, altro luogo significativo della writing made in Martesana, in viadotto neanche fosse broccolino con il bombing in strada (CNK, TKF, Area 38 soprattutto) che è praticamente lungolinea.

Ed è proprio dalla strada che Limone ci manda tutti a fare in culo nella lingua della regina, poco prima che dalla metro si inquadri un playground con il mega blocco “VMD-Sarà il cemento”. Tracciato da Dep è stato realizzato dalla crew in occasione delle riprese del video del brano omonimo contenuto nell’album d’esordio dei GDV (Gemelli DiVersi, 1998). Grido è infatti da sempre amico fraterno e membro di CNK e VMD (Photo courtesy: Dep1-VMD70S).

A questo punto i binari entrano nella stazione di Cologno Centro: per i più sbarbi o quelli sprovvisti di mezzi di locomozione autonomi questa era soprattutto la fermata della Vecchia, o la Sciura, di Cologno. Il sabato pomeriggio era una processione di ragazzi che andavano a prendere i colori… le “bonze”, come avremmo detto allora. La banchina d’attesa in direzione Milano portava tracce evidenti di questo via vai, nello slargo con le panchine c’erano tag a pennarello e spray di… tutti. Non di rado attendere la metro lì era l’occasione per fare la conoscenza di qualche writer. Nel bene e nel male.

Nell’ultimo tratto, quello che porta al capolinea, non ci sono praticamente mai stati muri salvo l’HoF che credo fosse di Zero (NFL) o degli ZPK e su cui hanno dipinto anche molti altri: TKA, CKC, CNK, TGF, VMD etc. Negli ultimi anni il muro è stato occupato nella sua interezza da tre blocconi giganteschi alla memoria di Trep, Rizla e Dway.

Qui un pezzo precedente, uno ZPK, credo di Trep e Zone.

A Cologno Nord la verde termina la sua corsa. Poche decine di metri più a nord della stazione c’è il capannone-rimessa e i binari si interrompono poco prima del terrapieno della tangenziale Est. Da anni è previsto un prolungamento fino a Vimercate che sembra più una leggenda che una prospettiva reale. A proposito di leggende, Shad mi ha parlato più volte di una vecchia Hall of Fame di Spyder e Flycat genericamente “dietro al deposito”, purtroppo non sono mai riuscito a individuare dove si trovasse. In compenso anni fa avevo trovato una serie di tag TKA vecchia maniera, qui Bzk e Guz.

Nelle stazioni di cui sopra ricordo davvero pochi pezzi (Syd e, Ron dei TKF, Kontrol e Trep dei VMD) ma ripeto, ci passavo di rado anche ai tempi, non sono per nulla attendibile. Dalla Vecchia ci andavo in motorino, in bici o in macchina, con chi aveva già la patente.

 

 

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Vimodrone-Cascina Gobba (parte 2)

21 aprile 2018 1 commento

Siamo ancora tra la stazione di Vimodrone e quella di Cascina Gobba. Ci eravamo lasciati sotto il calvalcavia, in mezzo alle colonne. A tre quarti circa del colonnato i treni risalgono sul viadotto tramite una rampa e ritrovano i binari della direzione opposta, poco prima del ponte della tangenziale. Giù dal cavalcavia, guardando a destra, sulla recinzione di una ditta abbandonata da molti anni c’era un blocco a biancone “ZZ” di Zakis e Zero (o Zone? Non sono sicuro), poi throw up di Aoner (CNK), Apache e Scea. Dietro a questo muro ci sono state per anni delle cisterne gigantesche, tutte arrugginite, sulle scale che le avvolgevano c’erano delle tag argento di Dep (periodo CYB-Zona Est Posse).

01ZZ

Dalla parte opposta del viadotto, di fronte all’Hof di Kid, proprio sull’ingresso dello sfasciacarrozze c’erano questi pezzi di Sky, Bang e Suto (Strike) che si vedevano dai treni in direzione Gessate. All’inizio della recinzione del ròtamat a un certo punto avevano montato un cartellone 6×3, sul retro metallico c’era giusto lo spazio per un bombing. Lo spot se lo erano aggiudicato i VMD con un bell’europeo giallo con out nera. Oggi non esiste più niente e il perimetro dell’ex sfasciacarrozze corrisponde all’incirca con l’imbocco del traforo del nuovo tunnel che porta all’Ospedale San Raffaele.

02SkyBangSutorutamatt

Tornando in alto, a livello dei binari, dove Via Bormio affianca per qualche metro la linea c’è un rinforzo metallico della recinzione, è uno dei pochissimi spazi disponibili adiacenti alla sede ferroviaria in questa tratta. Nel 1997 Pork e Zakis ci avevano piazzato questo CNK originariamente riempito in rosa. In questa foto è già un po’ sbiadito.

03CNKGobba

Qui di fronte, sulla piastra dove si congiungono i due rami del cavalcavia ci sono state per un po’ di tempo due cabinette, su quella più vecchia, in metallo, c’è stato a lungo un throw up “CKC” di Kid mentre sull’altra, di legno, argenti di Tony e Due (VMD70’S). Diversi anni fa, a poco tempo di distanza l’una dall’altra, si sono accartocciate su se stesse finché non sono state rimosse. Pochi metri più avanti rispetto al CNK, sopra le paratie in metallo del cavalcavia successivo, quello che scavalca la parte terminale di via Padova, c’era un tris di pezzi colorati Bzk-Guz-Jet davvero old. Avevo fatto questa foto dal treno in corsa e purtroppo avevo beccato solo il Jet. Ho pensato un sacco di volte di tornare a fare il resto ma gli anni sono passati e alcuni visitatori francesi hanno fatto allegramente saltare il tutto con le argentate che si vedono oggi.

04Jet

A questo punto siamo praticamente sopra la Tangenziale Est, quindi nel territorio comunale di Milano. Attaccati alla tange ci sono i muri dell’acquedotto, Phato ci aveva già raccontato qualcosa in questo post:

A Sky e Guz si sono aggiunti più tardi Kol e un FKS sempre sulla stessa parete, mentre dietro l’angolo c’era un Dose strepitoso, molto simile a uno che aveva fatto in banchina a Vimo ma con colori differenti. Vi risparmio la foto scattata da distanza proibitiva. Nello stesso lotto, in un secondo momento era stato costruito un altro edificio con una sorta di lungo balcone/terrazza sulla sommità, proprio rivolto verso i binari. Pork e Trep ci avevano fatto dei pezzoni colorati, cancellati una prima volta, erano tornati, sempre loro due, e ne hanno fatti altri. (Photo courtesy: Pork).

05PorkGobba

Lo spot in questione era pregiatissimo, si vedeva perfettamente anche dalla banchina sud di Gobba ma soprattutto da tutti i treni in transito, da e per Milano. Proprio per questa ragione era stato scelto per il pezzo-tributo a Trep (CNK, VMD70’S, TDK). Un argentone davvero bello (Trep 165-In Loving Memory) uscito dalla mano di Daze e realizzato da parte della crew per ricordarne affettuosamente la prematura scomparsa. Il pezzo è rimasto lì per molto tempo, finché la struttura non è stata modificata con la sparizione della balconata. Fuck 113 e Dep ci ricordano com’era andata:

Fuck 113: C’era un po’ di gente: io, Daze, Kesy, Dep…
Dep: Io e altri eravamo giù a palare!
Fuck 113: L’abbiamo fatto poco dopo che è mancato Trep ed è stata una roba che è venuta proprio dal cuore. Eravamo in sette o otto. Non tutti attivi, ma la gente ci teneva a esserci. Sul tetto c’era sempre stata roba nostra, io li sopra c’ero stato più volte, proprio con Trep. Ne abbiamo fatto uno, ce l’hanno buffato ma siamo tornati e lo abbiamo rifatto. Quella sera, rispetto alle volte precedenti c’era un imprevisto: avevano aggiunto un cancellone, proprio su in alto. Era impossibile scavalcarlo perché non c’era nessun appiglio. In più sopra c’erano degli spuntoni che sporgevano verso l’esterno. Lì ci siamo detti “raga torniamo a casa” perché proprio non sapevamo cosa fare. Non ce l’aspettavamo. Per fortuna avevamo portato una scala. Anche appoggiandola al cancello però non riuscivi a superarlo a causa degli spuntoni, lì il Bomba (aka Kontrol, VMD70’S) aveva avuto l’idea di infilare la scala dentro gli spuntoni. Entrava precisa e grazie a questo siamo riusciti a salire. Il pezzo lo ha tracciato Daze e mentre disegnavamo è arrivata la macchinetta gialla sul ponte, non ho mai capito se ci aveva visti o meno, fatto sta che qualcuno si è sdraiato per terra, qualcun altro fermo immobile nell’ombra… insomma, pose egiziane per non farsi vedere. Si sono fermati proprio di fronte, poi la macchinetta gialla ha tutti quei cazzo di fari enormi e va pianissimo. Siamo dovuti rimanere immobili per un po’. Per fortuna poi l’abbiamo chiuso.
(Fuck 113 e Dep)

Ho temuto di non riuscire a proporre la foto perché non l’avevo mai scattata e nessuno sembrava trovarla. Sarebbe stato un peccato, il pezzo è bello ma soprattutto significativo per tutti coloro che di Trep sono stati amici. Per fortuna è venuto in nostro soccorso il buon Ronnie Gee che invece la foto l’aveva fatta e ce la fa pervenire addirittura dall’altro emisfero.
Eccola.

06TrepInLovingMemory

Sul lato ovest dello stesso edificio due bei throw up di Cone e Due.

07ConeDueGobbalato

Dalla parte opposta della massicciata, accanto alla stazione del metro del San Raffaele esiste ancora oggi una struttura mai terminata e di cui non si è mai capita l’utilità, grazie ai ponteggi presenti fino a metà anni Novanta in molti sono riusciti a disegnarne la facciata e il cornicione alto, ricordiamo tra gli altri: Dose, Bzk, Draf, Gnomo, Sky 4, Guz, Dose, Waste e Styng. Seppur scoloriti molti pezzi resistono ancora oggi.

08Gobbaboh

Dopo aver transitato sul ponte della tangenziale i binari entrano nella stazione di Cascina Gobba.

[Continua… rivedete tutta la serie di Corrado sulla Linea 2 da questo link]

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Vimodrone-Cascina Gobba (parte 1)

4 aprile 2018 2 commenti

La stazione di Vimodrone è pressoché identica a quella di Cernusco sia nella struttura che nel ruolo rivestito all’interno della storia del writing meneghino. Analogamente alla gemella, il tracciato, dopo un breve tunnel, riparte nel canalone che fu l’alveo del Naviglio Martesana. A questo proposito, per tutti gli strippati di storia locale come il sottoscritto, sono riuscito a rintracciare una foto del 1961 con il naviglio ancora al suo posto. La metto al confronto con uno scatto dello stesso luogo a inizio anni 2000. La cascina dietro, quella ocra, è la stessa, se infatti si fa un confronto con una veduta aerea (tipo Google Maps) si potrà notare meglio l’andamento a “s” del corpo di fabbrica.

Sotto il ponte: pezzo Lies di Neuro e tag di Daze.

 

01Vimoierioggi

 

Torniamo invece a inizio 90’s: a sinistra del senso di marcia, sulla recinzione in alto, una striscia di bianconi del 1991: LNZ (La Nostra Zona) di Bzk e Guz, poi Bzk, Mec, S10 (di Sten TDK), Guz e un TKA Crew. Diversi anni dopo Guen, Nail, Neuro e il sempre presente Wolt si sono aggiunti più a destra, mentre sotto, nel canale, a inizio millennio diverse cose di Daze, Neuro, Toni, Fuck 113, Hit e Due.

 

02.LNZBzkMecS10Guz

 

Più in basso e sul lato opposto, biancone CNK Crew a cura di Dep e Pork. Mid 90’s, photo courtesy Dep.

 

03.CNKcrew

 

Sopra a questo, nel parcheggio che si intravede tra le piante, Bzk si esibiva in un throw up a biancone, nel senso che era riempito come fosse un throw up, con il pennello utilizzato a mò di spray, con schizzi e tutto. Nel novero delle stranezze odierne potrebbe passare tranquillamente inosservato ma per l’epoca era roba davvero forte. Notare inoltre la dedica al K.R.A.M.A. Posse (Son mozze! Le canne del mio ferro sono mozze!).

 

04Bzkrama

 

Terminato il canalone, alle spalle dei condomini lungo la Martesana c’erano tag e tracciati di Dose e di Kray. Dopo il muro dell’asilo di Vimo, molto visibile ma rimasto tabù per anni a causa della presenza del poco socievole cane del custode, i binari si separano per l’ultima volta all’aria aperta. La linea per Gessate scende dal cavalcavia di Gobba mentre quella per Milano rimane bassa passando a fianco a un muro altissimo che è praticamente il terrapieno opposto alla superficie di parco Spino. Questo muro è un altro dei posti storici della linea. Da sinistra a destra, in direzione Milano, potevamo trovare: biancone “Bombers” (di Flash e Sys), Flash e Sys con l’Asterix, il pezzo Bazuco di cui ci ha già parlato Had tempo fa (qui) uno spettacolare Trukalone a due colori e poi throw up di Spik, bianconi TAC (di Sys e Flash), ZE (di Flash), un Coma e un MKF (dedicato a Bzk). C’era anche un pezzone gigantesco “Shad” solo tracciato con spray bianco, era una bomba e per anni ho sperato lo finisse, era però molto strano rispetto alle cose che faceva in quel periodo infatti, più di vent’anni dopo, Had mi ha detto che in realtà l’aveva tracciato Limone. Peccato in ogni caso non sia mai stato terminato. Nel temutissimo collage trovate molto di quanto enunciato.

 

05.Vimomix

 

Chiudevano il muro due blocconi di Cielo e Size che molto tempo dopo lo stesso Sky, insieme a Phato (Doe), Dane e poi Loris (aka Lemon) utilizzeranno come sfondo per dei pezzi al “piano terra”.

 

06.CieloSize

 

Dietro l’angolo, all’inizio del colonnato, due bianconi di Bizeta: “Luce” e “Bzk” accompagnavano eventuali esploratori verso Parco Spino e la sua HoF. Sfilato il muro i treni si infilano nel colonnato che abbiamo già visto nel dettaglio tempo fa:

Sulle superfici (muri, recinzioni, baracche…) sparse qua e la accanto ai piloni un po’ di pezzi di molta gente: Kid, Cielo, Jet, Guz, Dose, Mite, Hit, sulla sinistra poi c’era una grossa palizzata metallica degli orti con una muratona ad argenti di Furto, Guen, Moe, Reato, Mite, Magma e Grom. Vediamo qui ad esempio un blocchettino di Jet che faceva il paio con uno di Guz a fianco con out viola.

 

07.Jet

 

Pochi metri più avanti un altro Guz che avevamo già visto in precedenza (qui).

Per oggi ci fermiamo qui perché la tratta Vimo-Gobba è bella densa, per evitare un post chilometrico ho preferito spezzarlo in due.

 

[Continua… rivedete tutta la serie di Corrado sulla Linea 2 da questo link]

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7. Cascina Burrona-Vimodrone

16 marzo 2018 Lascia un commento

Meno di 700 metri separano le due fermate, pochi anche i muri disponibili e tutti a sinistra del senso di percorrenza. A destra solo campi che in primavera si riempiono completamente di papaveri regalando uno spettacolo piuttosto suggestivo della campagna milanese, o quel che ne resta, e incorniciano la bellissima Villa Cazzaniga (1750 circa, Vimodrone, località Gaggiolo) con il suo giardino affacciato sul naviglio. Nelle belle giornate il tutto è sovrastato dalla vista dei monti del lecchese.

Il Manzoni ci si farebbe una pippa con questa cartolina!

Torniamo sui binari: prima che ricominci il canalone si incontra una ditta con due tetti non molto alti che danno proprio sulla linea, su quello rivolto a est dovrebbero esserci ancora i pezzi di Size e Kid, su quello a nord uno di Kol e un altro di Zero o Zone, non ricordo e dalla foto non riesco proprio a leggerlo. Lo stesso edificio ha il muro di cinta attaccato ai binari, era coperto, da sinistra a destra, da: throw up di Spyder e Flycat (ho scoperto leggendo Vecchia Scuola che erano stati riempiti a biancone da Guz e Jet come tributo), “Hi ATM” di Bzk, “Mid” di Bzk e Guz, “M!” di Mec, tag di Crank (aka Pongo) e robe vecchissime di Scea e Nail (qui Neil). Sull’armadio metallico di fronte persino un puppet di Guz degli esordi con il classico “boy in blue”. In questi due scatti con qualche piccolo sforzo si può rintracciare più o meno tutto quanto elencato.

01SizeKid

02FlyHiATMMid

La prima parte del muro è poi crollata, anche nella foto postata tempo fa https://pezzate.wordpress.com/2010/05/13/tka-linea-mm2/ si vedeva già che il muro era puntellato. Successivamente è stato ricostruito in cemento.

03TKAoratorio

Pochi metri più avanti un “TKA” a caratteri quasi tipografici sul muretto dell’oratorio, ancora oltre, tag successive di Tomato ABC (che poi era sempre Limone che qui giocava in casa). A questo punto il canalone è già ricominciato e porta con sé una piccola curiosità: da qui fino all’altezza del ponte di Gobba, il canalone della metro non è nient’altro che il vecchio alveo del naviglio Martesana che è passato sul luogo dove ora sorge la stazione di Vimo per poco meno di 500 anni. È sufficiente guardare una cartina dall’alto per vedere come il naviglio faccia una brusca deviazione a nord interrompendo il suo andamento praticamente rettilineo per poi riprenderlo dalle parti della Cascina Metallino, a Cologno Monzese.

Prima della stazione, solito campionario di tag di quelli che la frequentavano, qui abbiamo un Brd (credo sia di Bread) e una tag Jay-D, c’era un’altra postazione identica a questa con un flop Sh! di Shad.

04BRDJayd

Concludo con una foto scattata nel caldo agosto del 1994: solo trent’anni prima qui scorreva l’acqua.

05Vimostazia

[Continua… rivedete tutta la serie di Corrado sulla Linea 2 da questo link]

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6. Cernusco sul Naviglio – Cascina Burrona

10 marzo 2018 Lascia un commento

Dalla stazione di Cernusco i treni escono transitando in un breve tunnel per poi proseguire in canalone, proprio al termine della galleria c’erano questi bianconcini di Dek, Due e Cone (la foto è di Cone, 1997) cancellati con una mano di grigio e rimpiazzati tempo dopo da una doppia coppia di throw up argento di Due e Neuro.

01TunnelCSN

Il canalone qui corre basso e a ridosso dei giardini di alcune case. I lavori erano tutti a biancone e si sono conservati meglio di altre tratte, forse per la vicinanza degli edifici che garantisce una minore umidità, almeno fino al ponte di via Leonardo Da Vinci. Sul lato destro troviamo ancora oggi “Riskio Totale” di Kid e Dare, altro cernuschese stiloso che ha militato per un breve periodo all’inizio dei 90’s.

02RiskioTotale

Kid ci ricorda la genesi del pezzo: “Lo abbiamo fatto io e Dare all’ingresso della stazione di Cernusco. Si vede arrivando da Milano e voleva simboleggiare la presenza di writer in questa zona. La scritta era appunto: “Riskio Totale”. Un blocco con lettere molto grosse. Tra l’altro non è bianco ma un verdino che era stato prelevato dalle case in costruzione dopo Gobba, insieme a gente che poi avrebbe formato i VMD: Dep e Bibbo. È stato un furto di quelli clamorosi, quel biancone l’avremo usato per almeno un annetto (ride)”. (Kid)

A testimonianza di quanto affermato da Kid anche il blocco CKC qualche decina di metri più avanti aveva la campitura dello stesso verdino, così come altri loro pezzi in zona. Avanti, sotto il ponte, biancone di Zoom a cui, a inizio nuovo millennio, si affianca un VMD di Toni. A questo proposito, approfittiamo di questa foto per mandare a Toni un saluto e un abbraccio lungo 16.000 km.

03VmdTony

Di fronte a questi, sempre sotto il ponte, altro biancone, un TWA di Zoom e Size, tempo dopo un Lies di Neuro e la cabinetta successiva a cura di Moe.

04TWAZoomSize

Subito dopo, sulla sinistra, c’era un blocco davvero grosso di Code, praticamente la versione maxi di questo che c’è ancora, tale e quale sotto un altro ponte poco meno di un km più avanti. Quello gigantesco invece è stato completamente cancellato dal muschio. Ho una foto scattata nel 1995 in cui era già praticamente solo un fantasma. Peccato, era davvero figo. Mentre il canalone va abbassandosi, altri pezzi, sempre a biancone: El Kid, Size, Sharone (primissima tag di Kid) e altro. Finito il canalone non ci sono molte superfici e i binari sono completamente immersi nel verde, a sinistra, terminati orti e case c’è, ormai dal 1982, il campo da golf del Molinetto mentre a destra un bel parco che costeggia il naviglio dove all’epoca c’erano solo sterpaglie, immondizia & siringhe. Unici spazi disponibili: un paio di cabinette e due ponti, il primo aveva un TAC di Sys e uno ZE (forse Flash) entrambi a biancone sulle due colonne, mentre sotto il secondo resiste il già citato pezzo di Code. Visto che Sysoner lo menzioniamo sempre ma non mettiamo mai roba sua, ecco una delle cabinette in questione con questo pezzone datato 1991.

05Sys1991

Di fianco al golf club c’è uno slargo nella recinzione MM motivato dal fatto che qui era stata prevista la possibilità di edificare un’ulteriore fermata nel comune di Cernusco. Negli anni se n’è parlato più volte ma il risultato è stato un nulla di fatto. In quello slargo però è presente da sempre una grossa sottostazione elettrica, un enorme cabinone bianco su cui è passata davvero tanta storia. I cernuschesi erano soliti realizzarci delle murate colorate esattamente come se fosse un HoF. Nelle interviste per il nostro libro avevamo toccato l’argomento linea e casetta bianca anche con Dose che ci ricorda come: “La metropolitana in generale, sia al chiuso che all’aperto, rappresentava il posto ideale per dipingere. Poi perché dipingere in Hall of Fame quando c’erano dei posti, tipo i pilastri a Cascina Gobba e la casetta bianca dove potevo stare un intero pomeriggio e avere una specie di Hall of Fame in linea. Assolutamente, la linea è sempre stata tenuta in considerazione, ricordo anche i pezzi di Spyder e Fly, qui all’aperto. È sempre stata un luogo importante e meno male che a Milano c’era questa possibilità di dipingere all’aperto”. (Dose)

Purtroppo non ho foto da mostrare per una semplice ragione: siccome erano tutti pezzi tipo HoF non li fotografavo perché ritenevo mancasse quello sgurz tipico dei bombing. Pirla io. Se qualcuno ha qualche scatto lo faccia avere a Had. Sempre in quest’area c’era una cosa davvero curiosa, una banchinetta lunga alcuni metri e rivestita con lo stesso ondulex delle stazioni, se non ricordo male c’era sopra un pezzo di Dose, bianco e marrone. Poi è sparito tutto, sia l’ondulex che la struttura in metallo. Per poco meno di un chilometro la metro passa in mezzo ai campi, nulla da segnalare fino al muretto basso sulla sinistra pochi metri prima della fermata successiva: biancone di Dose con lettere separate, una per sezione del muro, poi un CKC di Kid con il solito verdino, un bel throw up di Dep, tag di Sten e Mec (qui ancora TAC), più tardi un TDT mezzo argento/mezzo oro e poi Becks. Esattamente dietro il muro, in strada, un cabinone ENEL con softie di Guz, Lemon e Dose. A metà anni Novanta è stato costruito il ponte della strada che taglia dalla Padana (SS 11) direttamente a Cologno. La strada è rimasta chiusa per quasi 15 anni e il ponte in sostanziale abbandono, appena costruito era stato bombardato massicciamente ma lo spot migliore se l’erano aggiudicato Size, Soul, Cone e Due. Dopo un periodo di inattività Size era ricomparso con una serie di throw up identici a questo, uno in particolare ha fatto storia: quello che c’era a Vimodrone sul tetto di un enorme edificio di soli uffici. Era visibile fino a Gobba.

06Sizeponte

Il ponte in questione affonda le sue colonne in mezzo ai binari, su cui tempo dopo si sono piazzati Neuro, Due, Cone e Daze. I loro bombing sono visibili soprattutto dalla banchina perché oramai siamo praticamente in stazione a Cascina Burrona.

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5. Villa Fiorita-Cernusco

5 marzo 2018 Lascia un commento

Negli anni Novanta anche questa fermata era letteralmente in mezzo al nulla, l’unica struttura esistente era il Palatenda, discoteca in tensostruttura che sfornava alla domenica pomeriggio decine di zarri calati che avevano la simpatica abitudine di prendere a sassate i convogli della verde. Fallito nella prima metà del decennio lasciando debiti un po’ ovunque, è stato smontato qualche anno dopo. Al suo posto l’odierno centro direzionale. Sotto il ponticello appena dopo l’ex discoteca è sopravvissuto a lungo il mitico pezzo “Spyd C.I.T.Y.” che credo abbiano visto tutti dal momento che è stato pubblicato più volte su libri e fanze. Un ripasso non fa mai male, quindi vi beccate anche la foto che avevo scattato io.

01Spyd-CITY

 

Sul pilone opposto era apparso anni dopo un biancone “GR” credo a cura di Mind e Duplo. Nel 2002 ATM da una mano di grigio e spariscono tutti: sia Spyder che i GR. Dopo il ponte, sulle ditte a sinistra: un’infilata di tracciati dei CYB, sicuramente Flash, purtroppo non ricordo gli altri. Fino a cinque o sei anni fa sopravviveva sotto l’edera anche l’ultima roba in linea di Staze: un throw up bianco con out nera. Tagliata l’edera è riemerso in tutto il suo splendore ma mani insipienti e foreste hanno pensato fosse una tela bianca… addio anche all’ultimo Staze.

Nel prato di fronte, lungo il muro della cascina, sono stati stoccati per anni gli ondulex asportati dalle stazioni nel biennio ’95-’96, l’avvicendamento era durato un bel po’ e alcune delle quattro stazioni in questione sono rimaste “nude” per diversi mesi. A molti era venuta l’idea di andare a ritagliare i pezzi ma era un bel casino, erano dei rotoloni giganteschi difficili da trasportare e soprattutto pieni di amianto, che era poi la ragione per la quale veniva rimossi. Adesso potete trovarne molti frammenti in vari orti della Martesana. L’anziano però è scaltro e ha recuperato solo le parti “pulite”, i pezzi saranno finiti probabilmente in discarica.

Avanti a destra: blocco solo out “CKC” di Kid e relativo throw up. Avanti a sinistra invece, sul muro delle ditte un pezzo “Armè” di Kid e Zoom (TWA), un cernuschese attivo per un breve periodo, solitamente insieme a Size. Lo scatto qui sotto ci arriva dritto dritto dal book del buon Kiddu che sottolinea come Armè stesse per “armato”.

02ArmèKid

 

A fianco, sulla stessa ditta, si sono aggiunti poi Cone, Due e Wolt con dei pezzoni strepitosi. Tutto cancellato. A questo punto si incontra un altro ponte, sulla destra un biancone dei CNK che ci da il l’assist per l’angolo della leggenda locale: quella del “blocco pissing”.

Ce la raccontano i diretti protagonisti:

 

Pork: Eravamo in gruppo, cinque o sei, io, Neuro, Dep… Oh Dep, tu ti ricordi chi c’era?

Dep: … c’era sicuramente anche Dogo.

Pork: Siamo arrivati belli convinti con i nostri rulli, uno normale e uno di quelli con il serbatoio. Quello pacchissimo che andava di moda in quegli anni. Traccia e poi vai, coloriamo. Apriamo la tolla: seccheria totale. “Raga, l’acqua?” “Noo, l’acqua, non l’abbiamo presa”, quindi o andavamo con cazzuola e spatola o ci arrangiavamo. Niente, pisciamo a turno nel biancone fino al livello giusto e mischiamo. Oh, bianco era bianco, non è che fosse giallo. Aspetta, ma non è finita: pensavamo che il muro fosse più basso ma c’era il dislivello dei binari e quindi bisognava riempire anche in alto. Ovviamente non avevamo neanche il bastone. Quindi riempiamo il nostro rullo con il serbatoio e uno in spalla all’altro cominciamo a colorare. Solo che il rullo aveva ‘sto tappo marcio che non chiudeva bene e quando rullavi, il rullo pisciava fuori… quindi, pisciato quello sopra e pisciato quello sotto. Vabbé, alla fine l’abbiamo chiuso ed è rimasto il “blocco pissing”.

(Dep e Pork)

 

Di fronte ai CNK un flop “Spyd” bianco e nero, a fianco pezzi dei TDT successivi e, più tardi ancora Want e altri. Tutto sparito. Questa volta però sotto il muschio, perché da questo ponte in poi comincia il primo canalone, che è bello ma ha un problema: essendo interrato tutti i pezzi realizzati sul lato esposto a nord spariscono nel giro di poco. A destra invece (esposizione a sud), il canalone parte basso, con il muro un po’ inclinato ma decisamente più asciutto. Proprio in questa parte bassa i DMG (Dast, Scea e soci) avevano imbiancato e fatto dei pezzi colorati, quasi un HoF. Dove il muro si alza c’è ancora, seppur scolorita, un’infilata di bianconi belli, e grossi, di Cone e Due, un PND incompleto e un Neuro che prometteva bene ma non è stato mai terminato. Cone ci manda la foto (ne aggiungo una mia con il dettaglio di Due che non si vedeva interamente nell’altro scatto) mentre Due ci ricorda la circostanza:

 

Nei 90’s se avevi la pretesa di farti un po di fama era quasi un obbligo piazzare almeno un blocco lungo la linea. Ne avevamo già fatto qualcuno ma sempre con biancone pacco, scavallato in qualche cantiere che puntualmente veniva giù con la prima pioggia. Quella volta volevamo alzare un po il target usando pittura buona corretta con colorante blu, e cercando di farli più grossi possibile. Roba fatta di sera a metro aperta, piazzati vicino alla rientranza per nascondersi facilmente al passaggio dei treni. Cone aveva scelto di fare delle lettere stilose “blockbusterizzate” io avevo fatto delle lettere tipo geometriche che però non mi hanno mai convinto appieno. Nel complesso però erano fighi.

03 xx Due

 

04DueCone

 

Da qui alla stazione di Cernusco ci sono meno di 150 metri. Dopo i blocchi è un tripudio di tag di tutti quelli che in processione venivano a portare il loro tributo a una delle due capitali del writing della Martesana (l’altra è ovviamente Vimodrone) e alla sua stazione che a metà del decennio era una sorta di HoF non autorizzata con pezzi colorati e di ottima fattura.

Attaccato alla banchina c’è un ponte che era il miglior accesso non consentito alla stessa, anche solo per non pagare il biglietto, sotto il ponte, di fianco a un pezzo “Luna” di Bzk, anche questo incompleto, tag Dek, 2Dez, uno Spyder coronato e poco prima della banchina un pezzo di Kol.

 

05Spyder7_DueDez

 

06KolCernusco.jpg

La stazione di Cernusco meriterebbe non uno ma cento post dedicati: è impossibile anche solo elencare la quantità di lavori (di qualità) che hanno visto quei muri. Chi ha voglia e pazienza di spulciare tra i post, potrà trovare molta roba anche qui su Pezzate.

 

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4. Cassina-Villa Fiorita: il muro di Cassina

21 febbraio 2018 1 commento

Valeva la pena spezzare il post sulla tratta Cassina-Villa Fiorita perché è proprio qui che si incontra uno dei muri più ricchi di storia di tutta la linea esterna. Quattrocento metri di cemento che corrono dritti dritti a non più di dieci metri di distanza dai binari, perfetto perché i pezzi siano visibili anche in un punto dove i treni corrono veloci, come qui. Il muro in questione è quello della ex Siemens, poi Italtel e infine Jabil, storica azienda milanese che produceva ponti radio finita poi in mani americane che producevano invece debiti e licenziamenti via fax, un tant al tòcch. Perfetta metafora del capitalismo, italiano e non solo.
Sulla storia di questo luogo e delle battaglie portate avanti dai suoi lavoratori si potrebbe scrivere un libro, cosa che infatti è già stata fatta dal sempre ottimo Alessandro Braga di Radio Popolare con il suo “KM 158. Jabil, la fabbrica dimenticata” (2013, Round Robin Editrice). Dietro tutto questo, e anche fisicamente dietro la ditta, è passata altra storia, quella del writing milanese.
Il tratto iniziale è sempre stato quello meno ambito visto che il rilevato è ancora piuttosto alto e per vedere i pezzi è necessario stare in piedi accanto al finestrino e guardare verso il basso, infatti Tritalo, Sky, Shad e Bzk avevano preferito colpire il muro della bocciofila/centro anziani (oggi anche sede della Polizia Locale) esattamente dietro il muro, con una murata che bene o male è arrivata ai giorni nostri. Non la posto perché è già stata vista in tutte le salse sui vari libri.
Fino alla fine del decennio erano visibili, in stati differenti di conservazione, a seconda dell’anzianità dei lavori, le tracce del passaggio di Spyder 7, Flycat, Shad, Bzk, Guz, Staze, Sky 4, Kray, Spik, Salbador, dei PND, Wolt, Kol, gli ICM, Morbo, Urok… siccome ho molte foto vado con l’indigesta selecta in collage che però ci consente di mostrare più cose senza asciugare all’inverosimile visto che il post è già piuttosto ricco. Qui ci sono: Kray, Spik, ZE di Bzk, Staze, Rap di Salbador, CKC, Cone e Like, Wolt.

1.Siemensmix

A metà del muro circa c’era questo throwappone clamoroso di Bizeta, di fianco un bel Poe di Flycat, precedente.

2.BzkPoeSiemens

Attrazione principale erano i tre blocconi Sky, CKC (di Staze, Spik e Kray) e Jungol che c’erano nella parte dove i binari ritornano in piano, quindi la più visibile. Had aveva già postato un suggestivo bianco nero del CKC e del suo Jungol, io rilancio con il terzo mancante, lo Sky 4, e chiudo la tris (tipo quella di Gabriellina).

3.Skysiemens

Tra tutti i gioielli presenti su questa superficie, due brillavano in particolare: il primo è questo throw up di Spyder che pubblichiamo per gentile concessione di Pongo (che gestisce la pagina FB dei CKC, su cui potete trovarlo insieme a centinaia di altre chicche) e di Code (CKC), autore dello scatto.

4.SpyderSiemens

L’altro invece è il Leslie, sempre di Spyder, che ho rintracciato a pagina 105 del libro di Kay. Un pezzo talmente evoluto e consapevole da non sembrare vero che sia stato fatto in Italia, nel 1989!
Il muro ha goduto di buona salute fino alla prima metà degli 00’s, poi il declino, tra rampicanti e cose di giovani leve che oltre a non aver rispettato chi c’era prima hanno anche realizzato lavori non all’altezza dei precedenti. Perfetta metafora del writing, italiano e non solo.
Da qualche anno una fitta edera ha steso il suo pietoso velo su buona parte del muro, e chi s’è visto s’è visto. Sul lato ovest del perimetro Siemens: argenti di Fuck 113 e del solito Wolt.

 

Dall’altra parte dei binari: un muro, o meglio un agglomerato di muri senza soluzione di continuità, superfici molto differenti e a seconda di queste, differenti tipi di pezzi. I nomi sono grossomodo gli stessi, la parte migliore era quella più in fondo, verso Milano, dove Kol, Kid, Sky, i PND e Morbo ci avevano fatto, credo in tempi diversi, pezzi quasi da Hall of Fame. Poi, a inizio 00’s roba di Daze, Sway, Tony, Mite, Moe, Cera, Frank e perfino uno sconfinamento da parte di Guen.

5.Cassinamix

Questa parte migliore del muro prosegue oltre l’angolo con una parete lunghissima che come quella opposta, dove c’era il blocco di Like, era stata inspiegabilmente ignorata dai primissimi bomber (solo qualche tag di Fly e Guz). Invece dei pezzi, c’era un lungo murales a tempera e il disegno di un arciere eseguito a pennello. Questo fino all’arrivo di Aceto e Mite e poi di Daze, sempre con Mite con il loro pezzo Zona 23. Gli stessi, diventati poi ICM hanno colonizzato con tutta la crew il resto del muro. In fondo, verso la Martesana un throw up di Dep. A fine 1995, inizio 1996 venne realizzato il bloccone Adda Crime che occupava 2/3 circa del muro. Tutto sparito.

6.AddaCrime

La foto non rende particolare giustizia alle dimensioni effettive ma, prima dei blocchi di Sky e Size a Vimo (li vedremo più avanti) e poi quelli degli MDS in giro per la città, era probabilmente la cosa più grossa che si potesse incontrare tra Milano e provincia.
Poche centinaia di metri ci separano oramai dalla stazione di Villa Fiorita quando a sinistra del senso di marcia, dopo aver sfilato la solita cabina metallica con uno ZE (Zona Est) a colori pastello di Sys1r… coup de théâtre, in fondo al campo quello che a parere di molti è stato uno dei pezzi più belli mai realizzati in linea: di fianco a un CYB solo rullato con un verde Padania e senza outline (mai saputo se per scelta o per fuga, gli autori non ricordano), il pezzo “Rispetto” di Dose e Code.
Dietro credo ci fosse una vicenda di scazzi di cui non conosco i contorni ma il pezzo è bello e si merita la singola.

7.Rispetto

Rispetto, muro e prato, non esistono più. Nuove fabbriche e un ponte hanno sostituito tutto. Durante la fase di costruzione, il ponte era diventato una sorta di Hof dei CNK-VMD che però non è durato molto. Sulle scale pedonali che portano in cima al ponte bombing a più piani dei PND. All’attacco opposto del ponte, oltre il naviglio, in quello che oggi è il Parco dei Germani e ai tempi solo campi di grano, c’era un biancone molto originale dei TBP, a cura di Tony, Hit e Matita, T e P bianche, la B turchese ricavata a intarsio tra le altre lettere. Outline bordeaux, se non ricordo male. Anche qui, tutto sparito.

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4. Bussero-Cassina

16 febbraio 2018 Lascia un commento

Usciti da Bussero i binari salgono in rilevato; a destra un’infilata di pezzi e throw up sui muri esterni delle villette e delle ditte costruite a metà anni Novanta, tutta roba Adda e PC. Sul muro della ditta pre esistente invece c’era questo bel bloccone rosa CYB di Flash e Size, poi un biancone A. S. che significava sia “Anti-Struttura” che “Ader-Shine” (che erano poi Aceto e Mite), nel 1995 si è aggiunto il TRK a firma Then e Enzima. Oggi il muro, riverniciato, fa parte del parcheggio interno delle ditte costruite a fianco.

CYBTRK.jpg

Un centinaio di metri più avanti sulla recinzione delle case biancone di Code e Strike. Compendio la mia foto con una che mi ha gentilmente fornito Phato con i due autori in posa ai lati in cui si vedono un po’ meglio i colori dell’out. Rosso per Code e nero per Strike.

CodeStrike copia.jpg

Sullo stesso muro, un po’ più a destra si sono aggiunti prima Teen e poi un VMD di Myte. Dalla parte opposta dei binari, intorno al 1997, altro bloccone a biancone, questa volta di Micro, anche lui dei 70’s.
Sempre in rilevato i binari fiancheggiano un parco per poi entrare a Cassina De’ Pecchi.
La stazione di Cassina è piuttosto singolare per almeno due ragioni, i “muri” delle banchine sono totalmente in vetro e si tratta di un manufatto che fa ponte sulla Martesana, infatti proprio sotto la stazione il Naviglio passa definitivamente a destra dei binari. Non ricordo di averla mai vista dipinta, su uno dei piloni sottostanti sono rimaste invece per una vita queste due tag davvero “antiche” di Raptus e di Asso. Nel parcheggio retrostante per anni c’è stato invece un pezzo di Salbador (ZE Posse).

RaptusAsso.jpg

I binari escono dalla stazione attraversando un ponticello e riprendono la loro corsa sempre in rilevato. Da qui in poi una volta cominciava il bello, il paesaggio intorno ai binari si faceva più industriale quindi con molte più superfici da colpire, specialmente di aziende i cui muri perimetrali corrispondevano con il lungo linea. Blocchi a biancone, pezzi colorari, tag throw up praticamente ovunque, naso contro il finestrino per non perdersene neanche uno ma era difficile scegliere da quale parte guardare. Quindi: avanti e indietro con la metro per controllare cosa succedeva sui muri come credevo facessero i vari king di cui vedevo i pezzi.
Stupida e beata adolescenza.

Passato il ponticello, a sinistra c’è un muretto con un wild firmato da Coma nel 1993. Non ne so nulla di più purtroppo, accanto un throw up davvero early di Neuro e un pezzo di tale Sole che nei primi anni Novanta ha fatto una manciata di cose piuttosto stilose in zona.

Coma1993.jpg

Sul versante opposto c’è il cabinone gigantesco sul cui lato è rimasto per quindici anni il misterioso Malcolm X che avevamo già documentato tempo fa, altri anni sono passati ma il mistero è rimasto tale. Sul lato parallelo ai binari invece pezzate colorate: PAB di Dose, Maze e Stoner.

PABDose.jpg

Mentre i binari cominciano gradualmente ad abbassarsi scorre alla nostra sinistra un campo nomadi e a destra una cabina con un Flyer X d’antologia. Sotto, un altro ponticello che ai tempi era un posto davvero poco raccomandabile, carcasse di auto bruciate e motorini, se venendo dal paese lo attraversavi girando a sinistra ti saresti trovato in mezzo a orti un po’ equivoci con cani per nulla amichevoli. Andando dritto invece, dopo aver scavalcato una roggia, percorrevi qualche centinaio metri lungo la Martesana per poi buttarti di nuovo nel prato (alle spalle degli orti) descrivendo quindi i tre lati del perimetro di un quadrato. Camminando nel prato verso la linea alla nostra destra c’era un murone gigantesco e visibilissimo ma poco frequentato perché era davvero scomodo da dipingere per via di folti cespugli di insidiosissime ortiche. A memoria l’unico che si era cimentato era stato Like (PND) con un bloccone classico a biancone. Più tardi Urok, Vans (poi Rud) e altri con pezzi colorati ma più in fondo, nella parte più accessibile e meno urticante.

LikeCassina

In fondo a questo muro, vicino ai binari, la recinzione era raccordata male con il muro stesso e creava un varco, uno dei punti di accesso più facili alla massicciata perché non era necessario neanche scavalcare. Attraversando i binari ti ritrovavi di fronte a uno degli spot più pregiati di tutta la linea: il muro della Siemens anche detto il “muro di Cassina”.
Qui però mi fermo perché la location in questione merita un approfondimento a parte.

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3. Villa Pompea-Bussero

9 febbraio 2018 1 commento

[La serie di Corrado sulla linea 2 continua… vedetela per intero da qui]

Il tragitto tra Villa Pompea e Bussero è breve, rettilineo e completamente privo di muri che affacciano sulla linea. Tra le poche cose che si potevano incontrare c’era un bel blocchettino di Sky 4 sulla solita cabinetta in metallo. La foto fa molto vintage e ok, ha più di vent’anni, ma la verità è che per errore avevo montato un rullino in b/n. (Nota biografica: diversi anni dopo il sottoscritto troverà quasi la morte dietro questa stessa cabina. Ma non aggiungo altro).

Skypompea

Subito dopo, a sinistra, un cabinone in cemento con un bel bombing di Daze e un argento di Tony sul lato, 1996 forse, che qui firmavano ancora TBP. I TBP insieme ai PC erano le crew che andranno a comporre il nucleo base dei 70’s.

TonyTBPDaze

Passato un ponticello su cui si ricordano agli estremi opposti due throw up/solo outline di Kid e di Dep (CYB), la metro passa accanto al parcheggio della stazione, sul muretto basso che circonda i palazzi di fronte dovrebbero esserci ancora dei micro pezzi di Oz e Dippo (poi Duplo) dei TAK/GR.

TAKDippo

Se prima di entrare in stazione si volge invece lo sguardo dalla parte opposta si può godere della vista della stupenda Cascina Gogna, complesso rurale del XVI secolo che comprende, oltre alle stalle e al corpo di fabbrica della cascina anche una piccola chiesetta. Nonostante si trovi in stato di abbandono da decenni è ottimamente conservata e in attesa di restauro, curiosamente porta addosso tracce di writing ante litteram, sul muro di una delle stalle che affacciano sul naviglio Martesana si può ancora leggere questa scritta a pennello: “W Coppi. Abbasso Bartali”.

La stazione di Bussero è una di quelle che nei 90’s sono state bombardate a dovere. Quando nel 1996 era stato tolto l’ondulex e applicato il plexiglass la stazione era stata “bombardata” dal KGB ovvero il Kollettivo Giovanile Bussero di cui ignoro qualsiasi informazione ma me lo ricordo bene perché le loro scritte in banchina continuavano a sopravvivere mentre i pezzi venivano cancellati ormai regolarmente. Non erano ovviamente dei writer e forse per questo l’ATM consentiva ai loro segni di rimanere. Incredibilmente, da qualche anno, il mitico pezzo “Ciao” di Type (CKC) fa capolino da sotto il grigio con cui era stato coperto. Lo stile riaffiora. Sempre.

Anche questo tratto di linea ci regala la sua chicca, la sua piccola mitologia: un mistero irrisolto di un quarto di secolo fa, il furto delle bici dei PND al consueto giro di bombing del Primo maggio.

Mi ricordo di un gran giro in bici io, Pizky (se non sbaglio aveva da poco iniziato a firmare Kol), Dek e Flower a bombardare qua e là: se non sbaglio era il ’92. Probabilmente quel giorno avevo fatto quella specie di softie Cono in banchina a Cernusco, la mia prima banchina colorata, escludendo flop solo tracciati. Poi ci eravamo spinti fino a Villa Pompea o giù di lì ed è stato proprio a Bussero che ci hanno fatto le bici. Parcheggiamo, bombardiamo, torniamo… e “puff”, sparite. Ne era rimasta una in quattro, parcheggiata da un’altra parte. Inutile dire che il ritorno è stato lunghetto. Dopo un primo tentativo di spolettaggio con l’unica bici rimasta l’abbiamo presa con filosofia e ce la siamo fatta a piedi in linea, fino a casa, dando fondo agli spray. Eravamo senza cibo né acqua così abbiamo fatto una deviazione fuori dai binari con tappa in un supermercatino a prendere una bottiglia o due da bere. Tutti senza soldi, ma bisognava pur sopravvivere: era ancora lunga, fortuna che Pizky da raccontare ne aveva sempre tante. L’anno dopo invece l’abbiamo presa più sul serio: solo bombing e niente bici, avevamo il mio motorino, il mitologico Fantic, corredato con catena, lucchetto e chiave ancor più mitologica.
(Cone)

La chiave la ritroveremo poi…
Questa nostra passeggiata accanto ai binari della verde ha stimolato i ricordi di qualcuno e Cone ci ha regalato i suoi da cui ho estrapolato la vicenda delle bici.

Il resto lo postiamo a parte più avanti perché merita davvero di essere letto.

[Continua…]

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