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In memoria di Luca Rossi 23 febbraio 1986

23 febbraio 2017 Lascia un commento

lucarossi97

31 anni fa, il 23 febbraio del 1986, veniva ucciso Luca Rossi, colpito da un proiettile sparato da uno sbirro in borghese.
Luca non lo conoscevo bene.
La prima volta che parlai con lui fu nel posto più assurdo dove potevano incontrarsi due ragazzi di 18 anni, lui vicino a Democrazia Proletaria, io anarcopunk: in una caserma dell’esercito.
Avevamo 18 anni, era il 1984 e ci era arrivata la cartolina per la visita militare obbligatoria.
Ci siamo conosciuti perché, su un paio di migliaia di ragazzi siamo stati gli unici 2 a chiedere (a un parà della Folgore oltretutto!) informazioni sul servizio civile alternativo a quello militare.
Subito ben visti, dopo nemmeno un paio d’ore in caserma!
In seguito mi sarà capitato di chiacchierarci una manciata di volte, a qualche assemblea o manifestazione. Poi, dopo il suo omicidio, ho scoperto che avevamo diversi amici comuni.
Aveva la mia età.
E nessuno dovrebbe morire a 20 anni.
Nel 1997, 20 anni fa, io e Teatro avevamo fatto questo pezzo dedicato a lui, insieme ad Atomo, Xwarz e Shah che dipingevano sul muro di fianco.
Negli anni, di pezzi veri e propri, ne ho fatti un paio di centinaia. Ma quelli che considero veramente importanti sono pochi.
Questo è uno di quelli, e non per questioni di stile e di disegno.
Ciao Luca, noi non dimentichiamo.
Non dimenticheremo mai.
cavallo-luca-rossi97

Vandalo sketch 1988-89

21 febbraio 2017 Lascia un commento

graffbook88

E quindi, mi avevano detto che per fare il writer dovevi avere un blackbook dove fare sketch, attaccare foto, provare tags, colorare, ecc.
Io, che ho il braccino corto, e comprare un quaderno con le pagine bianche manco per il cazzo, avevo casa piena di fogli di fotocopie da riciclare. Quindi.
Quindi iniziai il libro dalla copertina.
Era la fine del 1988 o i primi del 1989.
Nessuno ancora mi aveva spiegato che la parola “graffiti” è un’infame merda fumante.
Ovviamente scrissi “graffiti book”.
Ovviamente ci misi un sacco di tempo e, altrettanto ovviamente, feci delle lettere irriproducibili su muro, per me, tenendo conto che nell’88 non avevo ancora preso una bonza in mano ma avevo visto usare lo spray solo da Atomo, Xwarz e Shah, oltre a qualche cosa sull’Acquario fatta da Robx e Maox e i disegni di Teatro dentro al Virus… insomma: cose che non avrei potuto fare con le capacità che avevo all’epoca, nemmeno nel 1989.
Beh, probabilmente anche con le capacità che ho tuttora.
Comunque, la bozza la feci così: tracciai a matita la base delle lettere, esattamente come si vedono nella scritta sotto a marker nero (la “traduzione” per i non-writers), ci buttai dentro un po’ di tagli e ritagli, pezzi spostati, tolti e ricollocati a muzzo.
Collegamenti tra lettere casuali abbastanza caruccetti e altri studiati e riusciti a minchia, lettere che iniziano con un kerning (la spaziatura tra le lettere) per GRA, che si schiaccia improvvisamente per FFITI perché mi accorgo che non ci sto nel foglio.
BooK sotto, con poche lettere e tanto spazio vuoto, che ha la B e la K svaccate come anziane bagasce, in attesa di un’arrow o di un’extension bar, che non arriveranno perché non so cosa sono.
Insomma, tutte cose fatte occhieggiando robe su Subway Art e Spraycan Art, usando cose a caso senza che nessuno me le spiegasse.
Perché comunque è importante avere qualcuno che le cose te le faccia capire: il nordest Milano aveva Spyder7 sul lato Lambrate e l’esperienza di qualche anno in più sui muri e le lezioni di Monaco e Parigi sul lato Cimiano, il sudovest aveva le prime cose dei Napalmz a dare lezioni di stile.
E il Muretto, in centro, per scambiarsi idee, linee, consigli.
Io, ma anche quelli che l’anno dopo diventeranno i miei fratellini S13, avevamo il punk e l’hardcore, ce ne fottevamo il giusto, e facevamo come avevamo sempre fatto: quello che volevamo, quando volevamo, anche senza saperne un cazzo.
Sui muri dei centri sociali come quelli della città. O delle città dove passavamo.
Che se lo stile arriva, bene.
Se non arriva, bene uguale.
Almeno ci abbiamo provato.

Ah, dovrei fare una lunga spiega perché, da almeno i primi anni 90, non ho più usato la parola “graffiti”.
Dovrei spiegare perché la trovo un insulto a chi è un writer e perché sia una parola fondamentalmente razzista, oltre che sbagliata per descrivere chi scrive il proprio nome.
Lo faccio un’altra volta, ma sappiate che!

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Vandalo + Teatro S13 Vigevano 1998

29 novembre 2016 Lascia un commento

 

van98-vigevano

Emer mi ha regalato questa foto d’epoca, tratta dal suo archivio, in cui ci sono io e Teatro mentre stiamo facendo la nostra murata durante la Jam “Da Match”, nel maggio 1998 a Vigevano.
Avevo finito il Flying Eyeball dedicato a Von Dutch, i pistoni fiammeggianti e l’ace of spades, avevo abbozzato la “V” 3D, ma non sapevo che cazzo fare con gli sfondi.
Il fatto è che, il 90% delle volte che ho fatto murate non ho fatto mai bozze, facendo sempre quello che mi usciva dalla testa al momento.
E nel 98 avevo altro per la testa che il writing. Per cui ho fatto un po’ di sfondi vari (che a posteriori sono un bel po’ fiacchi).
Qui, oltretutto, feci un pupazzetto, che poi cancellai, che poi rifeci, e poi ricancellai e non so se lo rifeci. Faceva cagare.
Comunque, devo dire, a quella jam mi sono divertito. Anche se cominciavo ad averne abbastanza dell’ambiente del writing milanese e avevo voglia di fare altro. E mollare le lettere per fare un po’ di icone tipiche della Kustom Kulture era un passo. Già dai primi 90’s ogni tanto facevo qualche disegno di monster hotrods, e alla fine dei 90 trovavo più divertente andare a raduni di muscle cars e hotrods che a jam HipHop.
Eppoi Teatro, che vedete a sinistra nella foto mentre completa il suo 3D, era sempre più attivo con i THP, per cui di li a poco avrei ridotto di molto il consumo di spray.
Qui, poi, il pezzo finito…
ultimo98
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S13 in Darsena 1991 – tags&throws

 

EPSON scanner image

EPSON scanner image

La Darsena, per quanto riguarda il writing, nel 1991 era agli inizi.
Dopo la prima bianconata degli MNP, grigionata qualche tempo dopo, scendemmo in diversi a fare tags e scritte, mentre una sera scesero i miei soci S13 insieme a Inox LHP a fare throwies in bianco e nero.
Una panoramica l’ho già postata tempo fa, aggiungo questo particolare perché è una bella foto con tanto di riflesso delle pezze nell’acqua della Darsena (Foto: DISAN) e perché sul portoncino di metallo si vede una mia vecchia tag del 91, fatta con quello che era la cosa più simile a un fatcap per le Dupli: il tappo delle Dupli “effetto granito”.

Comunque, da sinistra a destra: blocchino ACAB di Jet4 (poi rifatto in bianco e outline nero con lettere più stilose e grosse, vedi vecchia foto), “Echo of a different world” di Echo/Papilly e bianconata di Teatro.
Poi, nella foto non si vede bene, ma di fianco a Teatro c’è una tag di Craze MNP, probabile resto del loro precedente passaggio, fatta con lo stesso rosso che usarono sul kasotto.

LHP e altri per Fausto e Iaio 1990

24 maggio 2016 Lascia un commento
Vandalo, Kino, Core (LHP) - Foto: Matteo Santoni/dlsan

Vandalo, Kino, Core (LHP) – Foto: Matteo Santoni/dlsan

Questa è una parte della seconda murata per Fausto e Iaio, del 1990, dopo la prima dell’anno precedente.
Era parte della scritta LEONCAVALLO, che stava alla sinistra della lapide sul luogo dell’omicidio, mentre a destra c’era una frase intera a coprire quella parte di muro.
La “L” era mia, la “E” mi sembra di Kino (o era del Papero?), la “O” di Core e il resto di altri.
Per quanto riguarda la mia “L”, è difficile fare bars & arrows con una sola lettera, ma ci ho provato… Ho provato a far uscire la freccia dalla base del muro, scendendola sul marciapiede, per far qualcosa più che tridimensionale.
L’idea era fare un pezzo quadrimensionale, ma avevo paura che l’universo collassasse su se stesso per la violazione alle leggi della fisica, così mi sono accontentato di un 3D beffardo.
Le stesse 3 lettere sono state fotografate in bianco e nero anche da Japo, eccole qui!

Foto: Japo/JCM photo

Foto: Japo/JCM photo

E dopo, nella scritta LEONCAVALLO, che succedeva?
Qualcosa si è perso. La “O” di Core era attaccata alla “N”, delle successive “K” e “A” mi mancano immagini, ma resta il “WALLO” finale, che oltre alle mani di diversi compagni del Leo non writers, vede la “L” di Spik TTC e la “O” finale di Ask1 TTC, che l’anno dopo questo pezzo saranno tra i fondatori dei CKC.

Foto: Matteo Santoni/dlsan

Foto: Matteo Santoni/dlsan

Infine, prima della storica lapide a Fausto e Iaio, rimaneva uno spazio vuoto.
Mi chiesero di fare un disegno o qualcosa, e uscii con questo puppet che, diciamolo, non è di sconvolgente bellezza.
Nella voto vedete delle macchie di vernice grigia, sopra e intorno. Erano passati degli imbianchini del comune a grigionare il muro, cacciati prontamente dai compagni del Leoncavallo, che avevano fatto intempo a cancellare le scritte anarchiche che avevo fatto io, per bilanciare politicamente l’enorme falcemartello da commie, che avevano fatto gli altri.

Foto: Matteo Santoni/dlsan

Foto: Matteo Santoni/dlsan

Il verde pisello dello sfondo non era bellissimo, lo so. Ma era abbastanza brutto da grigionarlo.
In questa foto in B/N, si vede com’era prima del grigio, con la scritta Fuck Da Police, che allora usava così.
 
Foto: Japo/JDM photo

Foto: Japo/JDM photo

 

 

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Vandalo LHP sticker 1990

19 maggio 2016 Lascia un commento

 

LHP1

Sticker per la Lion Horse Posse, fatto a tratto-pen sui luridi tavoli del bar del Leoncavallo, in cambio di qualche birra.
Qualche birra di troppo, visto il tratto tremolante…
Il faccione del Dj era brutalmente copiato da uno sketch di Kaos, che avevo studiato più volte, per fare quell’espressione tra il divertito e il minacciosetto.
Lo so, la curva del block LHP è un po’ storta e ci sono altre cose che boh.
Tenete conto che NON ho fatto uno schizzo a matita da ripassare, cancellare e modificare, ma è tutto disegnato sul momento.
Se viene bene, bene. Se no, bene lo stesso.
Basco con stella rossa, tra Kangol e Che Guevara.
Questo sticker è come doveva venire, ma la maggior parte uscì con dei rettangoli verdi, traccia degli avanzi di stampa degli adesivi contro i mondiali di Italia90…

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Vandalo e Teatro al Leoncavallo, 1990

22 aprile 2016 Lascia un commento

vandalo50 1990

Vandalo + Teatro S13, “Power”, C.S. Leoncavallo, Milano 1990.
La scritta era di Teatro, il puppet con Tank Girl era mio. Il 50 era perché stavo festeggiando il mio 50esimo pezzo, sul muro con filo spinato appena ricostruito, dopo la demolizione da ello squat da parte degli sbirri e del Comune di Milano.
Alla destra di questo pezzo c’era un pezzo di Inox.
Alla sinistra, dove stava una volta il salone, c’era l’enorme IFIXTCENTCEN che Luca Abort aveva vergato a spray, prima di un loro concerto (degli Ifix, intendo), circa 1987…
Eravamo appena tornati dal Muro dei Mondiali, e avevamo casse piene di bonze da usare.

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