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TDK Impatto Nitro 1992

16 maggio 2017 Lascia un commento

Impatto Nitro era la fanzine di writing che fecero i TDK dal 1992.
Non durò tantissimo, uscì un numero 0 in bianco e nero fotocopiata e un numero 1 con copertina a colori (sempre fotocopia) e interno b/n, poi basta.
Ma per quello che mi ricordo fu, se non la prima, una delle primissime fanze di writing italiane.
Dopo questa, almeno a Milano, arrivarono Trap, Tribe e diverse altre.
Se Impatto Nitro su carta la facevano Rendo, Sten e Mec, per questo IMPATTO NITRO su muro mi sembra ci fosse anche la mano di Raptuz.
O, perlomeno, il muro è quello della sua prima Hof di Rodano Millepini, di fianco alle pezze fatte da lui e Asso.
Caratteri semplici e leggibili, dato che era una specie di “pubblicità” della fanza, dopotutto.
Non so che centrasse Bugs Bunny li in mezzo, se fosse una citazione dei cartoons Warner Bros amati da tutti i writers oldskool di NYC, oppure se i TDK erano semplici amanti dei roditori.
Mistero.

(foto: Emsigei)

N.B. I pdf della fanzine (e diverse altre) sono ospitati sul sito di Bol, che le sta scansendo e archiviando, se ne facevate una e la volete far girare ancora, contattatelo!

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Jet4 + Vandalo S13, Riot in 1992

E insomma, era l’agosto del 1992 e io, Jet4, Teatro e Tonino stavamo aspettando di partire per un giro Spagna-Portogallo-Euskadi.
Saremmo partiti una settimana prima di ferragosto, per arrivare in tempo, intorno al 20, a Bilbao per la Bilboko Aste Nagusia, la Semana Grande di Bilbao, una settimana di festa (e scontri con le guardie) nella capitale dei Paesi Baschi.
Ma essendo per una settimana / 10 giorni nella deserta e assolata Milano dell’agosto 1992, ci dovevamo trovare qualcosa da fare.

Quel qualcosa era usare costruttivamente tutte le bombole accumulate in cantina.
Generalmente, il pomeriggio a pezzare al Leoncavallo e la sera, dopo aver degnamente “carburato”, spedizioni in giro per strade e dintorni.
Uno di quei pomeriggi di agosto, con la cassa di bombole che tenevamo sempre in macchina, questa volta con tanto argento e rosso, tirammo fuori questo pezzo dedicato ai riots di Los Angeles avvenuti pochi mesi prima, a seguito del linciaggio di Rodney King da parte della Polizia di LA.
Il muro non era dei migliori perché il pezzo durasse… sulla parte bassa del frontone su strada di Via Leoncavallo. Praticamente destinato a essere coperto di manifesti di concerti, tags e tutto quanto. Ma almeno fino a settembre ci arrivò!
Il lettering lo fece Jet4, io mi occupai del puppet, della stella rossa e del geniale accessorio ideato dal buon vecchio Михаил Тимофеевич Калашников, l’AK47.

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Asso – puppet a Rodano 1992

18 gennaio 2017 Lascia un commento

 

rodano-92-asso

Di Asso avevo già postato il punk con cresta fucsia che accompagnava la pezzata “Anti”, fatta sempre su questo muro di Rodano, la storica Hall of Fame di Raptuz e Asso, giusto qualche metro più in la.
Questo puppet era collegato alla murata No Remorse di Raptuz, il tutto fatto nel 1992.
Non so per che motivo il puppet stia cercando di dare fuoco al centro di Parigi e alla Torre Eiffel, sopratutto usando un tubo snodato cromato che cola benzina, ma la posa discretamente spaccachiulo mette a tacere qualunque perché.
Pezza firmata con tutte le sue firme: Asso, Ace e carta con l’Asso di Picche/Ace of Spades.

(foto: Rufus)

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2Dee Mozart NKF “Injun” 1992

12 dicembre 2016 1 commento

 

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2Dee e Mozart erano tags che si vedevano spesso nell’est Milano, Lambrate, Udine, Cimiano, ma anche in giro nel resto della città.
Questa pezza bicolore stava su uno dei capannoni dietro a Piazzale Udine, su cui hanno dipinto in diversi tra quelli che passavano lungo la direttrice della MM2 (tipo un Bzk che posterò più avanti).
Perché “Injun” e tutto quel testo sui nativi americani?
Il 1992, anno di realizzazione del pezzo, era il 500enario della “scoperta” dell’America, a Genova si tenevano le Colombiadi.
C’erano eventi e altro dedicati a Cristoforo Colombo e a quella “scoperta”, presentata come una festa per l’America, ma che portò alla decimazione di quasi tutti i popoli indigeni di quel continente.
E sui muri di Milano c’era chi non voleva dimenticarlo.

(foto: Rufus)

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Rendo TDK in Martesana 1992

20 settembre 2016 Lascia un commento

 

martesana92rendoalberolow

Qui siamo in Martesana, nella storica hall dei MCA.
L’anno, però, è il 1992, e i Milano City Artists non esistono praticamente più da 1-2 anni. La hall, che già era utilizzata da Rendo e Play sin dai tempi dei TSB, rimane casa di Rendo anche dopo la nascita della TDK (se si esclude qualche pezzo saltuario di Graffio).
Il tema ecologista lo rende il pezzo più “politico” di Rendo… e la lama sanguinante della sega elettrica lo rende anche il più splatter della sua produzione!
Il fumettone bianco, secondo me, è grosso così perché si era stufato di fare la chioma dell’albero con 3 verdi diversi e voleva chiudere la pezza più velocemente. Lo dico perché il testo del fumetto è incolonnato in modo un po’ disordinato, e in pezze come quelle di Rendo, iperprecise e mai lasciate al caso, mi fa pensare che boh.
Comunque, andava a coprire un vecchio pezzo di Kaos di 3 anni prima, epoca in cui Sten lasciò le tags che si vedono sopra.
Di fianco c’era il pezzone con la R gigante, ma quello ve lo posto un’altra volta…

(foto: Rufus)

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AirOne THP sotto il cavalcavia 1992 o 93

27 novembre 2015 Lascia un commento

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AirOne THP, Via Richard, Milano, circa 1992/1993.
Parapetto delle scale che salgono al Cavalcavia Don Milani. A destra e a sinistra ci sono i 2 sensi di marcia di Via Richard.
Dietro le spalle del fotografo (io!), sui muri del cavalcavia, c’era la HoF dei 16K e, dato che il pezzo è dedicato, oltre che alla Manu, ai 16BC (il nome della crew prima di diventare 16K), presumo sia prima del 93, anno in cui cambiarono nome.
Il cavalcavia passa sopra al Naviglio Grande e alla ferrovia, tra la stazione di Porta Genova e San Cristoforo, e sui suoi muri portava i 16K da questa parte (dal 93 se non ricordo male) e i THP (e la MNP prima ancora) dall’altra. Zona Giambellino di là, zona Barona di qua.
Mi ricordo che avevo i coglioni girati, perché avevo fotografato tutta la HoF THP sull’altro lato e, arrivato giù da quella scala feci l’ultima foto della pellicola (questa).
Tirai fuori il rullino nuovo per cambiarlo e… avevo portato un rullino in bianco e nero per sbaglio.
Ora, le pellicole in b/n sono per due tipi di fotografi: quelli che se la tirano da artisti e si atteggiano a maudit, e quelli poveri, perché costava di meno stampare.
In entrambi i casi, per fotografare pezzi, fa cagare.
Per cui, se NON ho foto lato Barona, ora sapete perché!

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Vandalo Teatro S13 a Bergamo 1989-92

6 novembre 2015 Lascia un commento

BG 89 monterosso 1
Quelli nella foto siamo io e Teatro, davanti al pezzo appena finito, nel quartiere Monterosso di Bergamo. Il primo pezzo mai fatto nel capoluogo orobico.
Beh, non è completamente vero… prima avevamo fatto anche una cosa su commissione, ma andiamo con ordine.
BG 89 mentafredda

Questa è la prima pezzata, in assoluto, fatta sempre nell’89 un mesetto o due prima del muro a Monterosso.
Le lettere (mie) erano di una bruttezza assurda. Ero già, comunque, prigioniero della magia del bordone nero ignorante.
Dovevo, però, combattere con Teatro, nemico da sempre di ogni contorno, che fece il possibile per ridurre l’outline nero, almeno sul pugno che fece lui…
Comunque, fummo chiamati dai soliti Johnny e Franco, vecchie conoscenze dei collettivi di Bergamo, già Tribù Liberate, che ci avevano visto all’opera, penso sul muro del parco delle Basiliche o su quello dell’Helter Skelter, e ci chiesero di venire a fare qualcosa da loro.
Noi, millantando lunga e provata esperienza nella pittura su metallo (era la prima volta che la facevamo…), accettammo senza indugio.
Ci ritrovammo in questa birreria, che era uno dei punti di ritrovo della Bergamo antagonista di fine 80’s, con un bel po’ di facce conosciute e un po’ di nuovi amici.
Eravamo ben forniti di Ver-O-Spray e Talken, compreso il mio nero Talken, con la pressione di un estintore e zero controllo dello spruzzo.
Complice probabilmente un’abbondante fornitura di birra condivisa con i presenti, la serranda fu apprezzata, incredibilmente, da tutti.
Finimmo in tempo per l’apertura serale del locale, dove, per festeggiare, ci offrirono un thé coi funghetti (di quelli non consigliati dalle più blasonate associazioni micologiche).
Per fortuna io, che guidavo la macchina, mi ricordavo che da Bergamo a Milano era (quasi) tutto dritto.

ma l’autostrada curva!
ma no che non curva.
ti dico che curva!
Sono quasi sicuro che non curva!“.

Certo che aver scritto, sulle nocche del pugno “More Beer” e sotto “free for all”, che si potrebbe tradurre “più birra gratis per tutti”, all’ingresso di una birreria, potrebbe essere frainteso. Ma i gestori non si sono lamentati.
Comunque gli amici di BG apprezzarono, tanto che ci richiamarono il mese dopo per il nostro primi muro, al quartiere Monterosso!

BG 89 monterosso 2
Il pezzo finito lo vedete in cima al post, qui c’é il making of.
Io avevo tracciato il disegno centrale, Teatro i grattacieli e impostato le colorazioni, poi abbiamo riempito insieme, e usato pure diversi stencil (che tra noi punk writers si usavano!).
La murata portava la scritta “Né eroina né polizia”, problemi che, negli anni 80 erano abbastanza sentiti nelle periferie delle città.
In mezzo al disegno ci stava questo punk con spray e ghetto blaster e la freccia che rompe il cerchio, che rappresentavano abbastanza bene quello che eravamo all’epoca…
Poi, no so perché, avevo aggiunto un maialino di fianco. Boh. Non so perché.
Era un periodo che mettevo pigs sulle murate. Poi, per fortuna, ho smesso!

Ci richiamarono nel 1990.
BG 90
Per la seconda volta nel giro di pochi mesi, ai primi del 90, ci chiesero di fare un pezzo durante una loro iniziativa, sempre nel quartiere Monterosso.
Questo pezzo ebbe una storia travagliata.
Questa volta eravamo tutti i writers S13 crew al completo, io, Teatro e Jet4.
Nel rispetto della Legge di Murphy, arrivammo a Bergamo in ritardo. Non sapevamo la strada, i passanti che incontravamo non avevano la minima idea di dove fosse il quartiere. Alla fine ci indicò la strada un carabiniere, che ci aveva visto girare lo stesso isolato 4 o 5 volte.
Arrivati in luogo in mostruoso ritardo (era un’epoca in cui non c’erano cellulari, ne tantomeno le mappe di google) e, una volta a Monterosso, tra le bombole che ci fecero trovare, le meglio funzionanti e abbondanti erano marroni e arancioni. E questo potrebbe spiegare perché pittammo la Cosa dei Fantastici 4.
Perché è arancione.
Comunque, su un altro muro, arrivò a dipingere in mostruoso ritardo pure Atomo.
Ma Atomo che arriva in ritardo è cosa che non sorprende nessuno…
Mentre, finalmente, eravamo impegnati a dipingere, mi sento bussare sulla schiena da uno che mi invita a scendere e a mostrare i documenti. Era la DIGOS. Allora non si usavano i vigili con il reparto per il decoro pubblico. Allora le scritte sui muri erano “materiale politico”, e quindi di competenza della Digos. Pure la Cosa dei Fantastici 4.
Per fortuna intervenne Franco (poi diventato noto showman con la ska band degli Arpioni), che discusse con i gendarmi e riuscì a farci continuare.
Intanto, però, si era fatto buio. E i lampioni del quartiere erano potenti come le luci del mio ripostiglio.
Alla fine il pezzo venì fuori un po’ boh. Diciamo pure un po’ marcio.

Comunque ci siamo divertiti, e pure i bergamaschi, visto che ci chiamarono ancora, un paio di anni dopo, per dipingere con la Polenta Posse.

BG 92 puppet 2 BG 92
Purtroppo ho solo le foto del mio pezzo (si vede giusto un pezzetto dello sfondo di Teatro), ma almeno mi ricordano che è il 1992.
Ero tutto concentrato sul mio puppet, tutto gangsta con la faccia appesa e il bandana, fatto in beige e marrone per ottenere un’effetto pergamena (non chiedetemi perché).
Talmente concentrato, che non mi accorsi della sparizione dei colori migliori forniti dall’organizzazione (sempre la stessa degli anni precedenti). Erano stati spazzati via dagli altri writers, senza lasciarmi molta scelta per la scritta “Van”.
Mi ritrovai con un giallo canarino, un rosso fuoco e un blu elettrico. Un accostamento cromatico da cavarsi gli occhi.
Oltretutto, tutti colori satinati, ad esclusione di un grigio scuro lucido, che usai per i cerchietti sul 3D delle lettere.
E che, infatti, con il flash della macchina fotografica, luccica come un cazzo di specchio.
Vabbé.
Incredibilmente, finii prima di tutti quanti, così, quando quelli della Polenta Posse (primo gruppo rap made in Bergüm) mi chiesero di ripassargli l’outline del loro pezzo, naturalmente in “nero ignoranza”, ci dissi vabbé!

BG 92 polenta posse

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