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Posts Tagged ‘S13’

Savona Tredici

22 dicembre 2017 1 commento

Via Savona, nel 1989, non era la via fighetta, di locali da movida, design district e showroom pettinati che è adesso.
All’epoca era una via abbastanza popolare dietro la Stazione di Porta Genova FS, che i binari tagliavano abbastanza fuori dalla movida dei navigli.
Al numero 13 di questa via avevamo occupato un negozio (non proprio occupato… pagavamo un affitto di 20.000 lire al mese!) per vendere le autoproduzioni che facevamo, e tutti i dischi e merchandise dei generi che ci piacevano: principalmente punk e hardcore, ma anche una discreta selezione di Rap e HipHop.
Non avendo licenze di vendita, partite IVA ne un cazzo di niente, avevamo fatto un’associazione culturale che, in legalese, “acquistava beni per conto dei soci”.
In realtà la tessera costava 2000 lire e poi prendevi quello che volevi.
Avevamo chiamato questo posto “WHIP Anarcotrafficantes” (eravamo anarchici ed era il periodo del narcotraffico di Pablo Escobar, di cui non ci batteva un cazzo, ma ci piaceva il nome almeno quanto dava fastidio agli anarchici più classici).
E insomma, aprimmo questo posto in Via Savona 13 (S13 viene da qui), con una selezione musicale che andava dai Dead Kennedys agli NWA e dai Wretched all’Isola Posse All Stars.
Fanzine, libri e comix underground.
Magliette dei RUN DMC stampate alla serigrafia del Leoncavallo e anfibi autoprodotti ad Ascoli da un nostro socio (il Dr.AP!).
Erano gli anni delle prime posse, io giravo e taggavo come LHP, Teatro dipingeva sui muri del Virus di Piazza Bonomelli e Jet4 avrebbe iniziato di li a poco.
Entrati dentro nel negozio il primo giorno, era il 1990, iniziammo subito a fare una pezzata sul muro sotto a cui avremmo messo gli espositori dei dischi.
Io e Teatro dipingevamo insieme da poco e, quelli alla Whip furono i primi pezzi fatti anche con Jet4.
Il puppet lo feci io, e che fossi un fan di film horror, splatter, gore, dovrebbe essere evidente.
Teatro e Jet4 fecero la scritta e buona parte degli sfondi, e Teatro è responsabile delle “interiora” svolazzanti.
In pratica: quello che ha un contorno nero spesso l’ho fatto io, quello con meno nero possibile è di Teatro!).
Qualche tempo dopo, a pezzo finito, arredi montati e negozio aperto, arrivarono i primi futuri soci a vedere che c’era e godere della macelleria dipinta sulla parete.
Tra i passanti c’era anche un giovanissimo AirOne, all’epoca sbarbatello giovine writer che fotografò il muro con la foto che vedete qui sopra (poi scansita dalle sapienti mani di KayOne ma non finita sul libro “Vecchia Scuola”).
Siccome a tutti piace ridere delle disgrazie altrui, vi racconto l’ennesima storielèta.
Era sabato pomeriggio.
Arrivo in via Savona, trovo un posteggio, entro dalla porta della WHIP.
Vengo immediatamente coperto d’insulti.
Trovo Teatro e Jet4 incazzati con me, Poldo e LeleProx che se la ridono ditero le spalle.
Ah, così questo è il pezzo di Vandalo, eh? Pezzo di Fango!!!
Macché fango! Pezzodemmerda proprio!!!
Non avevo la minima idea di che cosa stessero parlando.
Ci eravamo sentiti non più di un’ora prima, tutti amicici e tranquilloni.
Vai in giro a fare il figo con le pezzate fatte insieme, eh? Mavaffanculo và!
No ma io…
Minchia, muto devi stare!!!”
Ma…
Muto cazzooooo!!!
“…”

Boh, io, fin da piccolo avevo sempre fatto qualcosa.
Solo che, almeno questa volta, ero (abbastanza) certo di non aver fatto niente.

Non ci misero molto a spiegarmi che era successo.
Mezz’ora prima era passato il giovane AirOne con la sua macchinetta fotografica, era entrato in negozio per fotografare il muro e aveva scambiato 4 parole con i miei soci.
Il dialogo, pressapoco, era stato così:
Teatro e jet4 “Si, abbiamo fatto questo pezzo pochi giorni fa…
AirOne: “Uh, figata il pezzo di Vandalo!!!
T+J4: “Beh, si, lui ha fatto il puppet e noi la scri…
Air1: “Si, si. Eh, ma i pezzi di Vandalo sono mega!
T+J4: “No, ma l’abbiamo fatto ins..
Air1: “Vabbé, ora devo andare, faccio una foto al pezzo di Vandalo e vado che ci ho fretta. Voi sareste? Vabbé, ciao, io scappo.
Bello il pezzo di Vandalo, comunque.

Chi cazzo era questo qui?
Mi ricordai di aver parlato con qualche altro writer, tipo il giorno prima, dicendo che avevo fatto un pezzo coi miei soci in Via Savona.
E il giovine AirOne era subito andato a fotografarlo.
Non sapevo fosse un mio pikkolofan.
Ah! A volte è duro il peso della fama…
Ma vabbé in seguito fecero pace, tant’è che in negozio vendemmo pure i primi numeri di Tribe e, un po’ di anni dopo verso la fine degli anni 90, Teatro entrò nei THP.
Penso abbia avuto occasione di spiegargli che la murata non l’avevo fatta tutta io.

Per finire vi aggiungo un paio di foto: in una le letter WHIP di striscio e sfuocate (foto mia) con parte del negozio, oltre alla serranda su via Savona (puppet mio, lettere e sfondi Jet4 e Teatro).
Dipingevamo insieme già da tempo, ma S13 crew nacque ufficialmente solo verso la fine del 1990.

 

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Jet4 + Vandalo S13 in Garigliano 1992

31 maggio 2017 2 commenti


Il Sant’Antonio Rock Squat di Via Garigliano era uno squat abbastanza atipico. Sopratutto perché non aveva il tetto.
Oddio, il tetto ce l’aveva sulla parte  “abitativa”, ma su quello che una volta era il salone dell’ex Punto Rosso il tetto non c’era più.
Via Garigliano 10 nasce nel 1920 come Cinema Sociale, diventa negli anni 30 Gran Cinema Teatro Sociale, alla fine degli anni 30 Cinema Zara e poi Lagosta fino al 1979, anno della chiusura.
Nel 1980 riapre come Punto Rosso Hard Rock, fino alla famosa nevicata del 1985, che fece crollare il tetto del salone.
Nel 1991 fu occupato da diverse persone per uso sia abitativo che sociale. Ci passarono in diversi da qui, dai Casino Royale che erano di casa, agli LHP, a DJ Gruff, a writers come Kado. Pure Rusty mi sembra.
Ma fu nel 1992, a qualche mese dall’occupazione, che venne organizzata la prima jam in Garigliano.
Parteciparono in diversi, di cui ho già postato le murate: da Kino e Inox LHP a Mambo (Force Alphabetik e LHP), da Kado a Graffio e Shah (che posterò un’altra volta…).
Partecipammo anche io e Jet4, con l’aiuto di un six pack di birre e un six pack di bonze. Dupli naturalmente, come si può notare dal lilla che cambia tonalità a caso…
Sopra avevamo aggiunto anche la scritta BARRIO HARDCORE: “HardCore” perché in anni in cui negli squat sembrava che si potessero fare solo serate con dj’s e cose simili, volevamo rimarcare il nostro essere hardcore punks. E “barrio” perché ci piaceva tutto l’hardcore “chicano style”, dalla Venice Beach di Suicidal Tendencies, No Mercy ed Excel alla Oxnard di Dr.Know, Ill Repute, Aggression e Stalag 13 (Stalag 13 che potremmo abbreviare in… S13? Eggià, una delle ispirazioni per la crew era proprio questa!).
Comunque, tirato il pomeriggio a bonze e birre e la serata pure, raggiunti da Teatro tirammo tardi andando alla vicina Stazione Garibaldi, per un po’ di bombing lungolinea (ma pure quelli li posto un’altra volta!).
Unonovenovedue, punks sui muri, ti piaccia o meno!

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Welcome to Darsena!

21 aprile 2017 4 commenti

Della Darsena e dei pezzi che sono stati fatti li, da almeno il 1991 in poi, ne abbiamo parlato in diversi post, dal primo bombing MNP ai primi softie S13-LHP, dai pezzi dell’87 sulla casa occupata a quelli degli anni successivi (1991 e 1994), fino ai bombing VDS di fine anni 90.
Sopratutto quelli sulla riva non duravano molto, venendo subito ricoperti da bombing successivi.
Questo non succedeva sempre, però. Alcuni pezzi durarono diversi anni.
In questa foto, fatta da Secse nell’estate del 1998, si vede un panorama abbastanza vario: partendo da sinistra si vede un pezzo della murata fatta da Phato e Shad (penso nel 1992) sul Kasotto, seguito da un paio di piccoli pezzi non riconoscibili, dopo l’albero il “Buio” di Bzk, seguito da uno che boh e dalla pezza di Dumbo in nero con outline bianco del 97-98, con cui coprì l’S13 del 1991.
Al centro il TDK che Sten, Mec, Raptuz e Reo fecero poco dopo l’S13.
Subito di seguito il MNP grande, che i Napalmz fecero per rimarcare il territorio dopo che Shad e Kado TKA andarono sopra all’MNP precedente in ignoranza style.
Going over sopra al going over, quindi. Un pochino poco attenti, però, dato che il loro sfondo fiammeggiante andò sopra al D.A.S.V. firmato (D)ayaki-(A)tomo-(S)wartz-(V)andalo del 1992 (questo non so se lo posto, la storia è divertente ma l’oggetto bruttarello…).
Di seguito, pezzi e pezzulli successivi, oltre al gruppo di omarelli che pescano nel naviglio.
Sulla casa occupata, dietro, si vedono i resti della prima pittata S13 del 1991 (sulla casa a sinistra in basso), quelli di Teatro del 1994 circa (il primo piano) e quelli intorno al 1997-98 (in basso a destra) firmati Vandalo e Honey.
8 anni di writing sul porto di Milano.
La Darsena vera, non la tristezza che c’è ora.

Jet4 + Vandalo S13, Riot in 1992

E insomma, era l’agosto del 1992 e io, Jet4, Teatro e Tonino stavamo aspettando di partire per un giro Spagna-Portogallo-Euskadi.
Saremmo partiti una settimana prima di ferragosto, per arrivare in tempo, intorno al 20, a Bilbao per la Bilboko Aste Nagusia, la Semana Grande di Bilbao, una settimana di festa (e scontri con le guardie) nella capitale dei Paesi Baschi.
Ma essendo per una settimana / 10 giorni nella deserta e assolata Milano dell’agosto 1992, ci dovevamo trovare qualcosa da fare.

Quel qualcosa era usare costruttivamente tutte le bombole accumulate in cantina.
Generalmente, il pomeriggio a pezzare al Leoncavallo e la sera, dopo aver degnamente “carburato”, spedizioni in giro per strade e dintorni.
Uno di quei pomeriggi di agosto, con la cassa di bombole che tenevamo sempre in macchina, questa volta con tanto argento e rosso, tirammo fuori questo pezzo dedicato ai riots di Los Angeles avvenuti pochi mesi prima, a seguito del linciaggio di Rodney King da parte della Polizia di LA.
Il muro non era dei migliori perché il pezzo durasse… sulla parte bassa del frontone su strada di Via Leoncavallo. Praticamente destinato a essere coperto di manifesti di concerti, tags e tutto quanto. Ma almeno fino a settembre ci arrivò!
Il lettering lo fece Jet4, io mi occupai del puppet, della stella rossa e del geniale accessorio ideato dal buon vecchio Михаил Тимофеевич Калашников, l’AK47.

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1990: Vecchie tags al Casoretto

PWD crew tag, sulla finestra di una cantina circa dal 1990. Forse di Flycat? Boh, comunque resiste ancora intoccata.

Vandalo LHP (pre-S13), Kino LHP, Ask1 (pre-CKC), Via Mancinelli 1990.

Mentre venivo via dal presidio per Fausto e Iaio di sabato pomeriggio, ho fatto un giro per Via Mancinelli.E ho trovato delle anticaglie riemerse dal passato, sotto strati degni di un archeologo.
Questa porta di una cabina ENEL, infatti, era stata bianconata durante qualche ristrutturazione dell’edificio di cui fa parte.
Probabilmente in seguito a qualche tentativo di cancellazione di tags successive fatte sul grigio, hanno cercato di rimuovere tutto.
Solo che sotto al grigio c’era la sorpresa.
Probabilmente risalenti alla seconda murata per Fausto e Iaio del 18 marzo 1990: in alto, sopra la maniglia a destra, una mia tag in nero del 1990, prima di S13 crew nel periodo in cui scrivevo LHP. In basso, a sinistra in nero boh (magari è una firma successiva), mentre a destra, sotto la mia, si intuisce (in verde nitro ver-o-spray, lo riconosco) la tag di Kino LHP sovrapposta a quella in arancione o rosso scolorito di Ask1 di cui si nota la tipica S, un anno prima che nascessero i CKC di cui fu tra i fondatori.
La tag PWD che ho postato più in alto, per dire, era a una decina di metri da queste.
Lambrate bombers 27 anni dopo!
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Vandalo sketch 1988-89

21 febbraio 2017 Lascia un commento

graffbook88

E quindi, mi avevano detto che per fare il writer dovevi avere un blackbook dove fare sketch, attaccare foto, provare tags, colorare, ecc.
Io, che ho il braccino corto, e comprare un quaderno con le pagine bianche manco per il cazzo, avevo casa piena di fogli di fotocopie da riciclare. Quindi.
Quindi iniziai il libro dalla copertina.
Era la fine del 1988 o i primi del 1989.
Nessuno ancora mi aveva spiegato che la parola “graffiti” è un’infame merda fumante.
Ovviamente scrissi “graffiti book”.
Ovviamente ci misi un sacco di tempo e, altrettanto ovviamente, feci delle lettere irriproducibili su muro, per me, tenendo conto che nell’88 non avevo ancora preso una bonza in mano ma avevo visto usare lo spray solo da Atomo, Xwarz e Shah, oltre a qualche cosa sull’Acquario fatta da Robx e Maox e i disegni di Teatro dentro al Virus… insomma: cose che non avrei potuto fare con le capacità che avevo all’epoca, nemmeno nel 1989.
Beh, probabilmente anche con le capacità che ho tuttora.
Comunque, la bozza la feci così: tracciai a matita la base delle lettere, esattamente come si vedono nella scritta sotto a marker nero (la “traduzione” per i non-writers), ci buttai dentro un po’ di tagli e ritagli, pezzi spostati, tolti e ricollocati a muzzo.
Collegamenti tra lettere casuali abbastanza caruccetti e altri studiati e riusciti a minchia, lettere che iniziano con un kerning (la spaziatura tra le lettere) per GRA, che si schiaccia improvvisamente per FFITI perché mi accorgo che non ci sto nel foglio.
BooK sotto, con poche lettere e tanto spazio vuoto, che ha la B e la K svaccate come anziane bagasce, in attesa di un’arrow o di un’extension bar, che non arriveranno perché non so cosa sono.
Insomma, tutte cose fatte occhieggiando robe su Subway Art e Spraycan Art, usando cose a caso senza che nessuno me le spiegasse.
Perché comunque è importante avere qualcuno che le cose te le faccia capire: il nordest Milano aveva Spyder7 sul lato Lambrate e l’esperienza di qualche anno in più sui muri e le lezioni di Monaco e Parigi sul lato Cimiano, il sudovest aveva le prime cose dei Napalmz a dare lezioni di stile.
E il Muretto, in centro, per scambiarsi idee, linee, consigli.
Io, ma anche quelli che l’anno dopo diventeranno i miei fratellini S13, avevamo il punk e l’hardcore, ce ne fottevamo il giusto, e facevamo come avevamo sempre fatto: quello che volevamo, quando volevamo, anche senza saperne un cazzo.
Sui muri dei centri sociali come quelli della città. O delle città dove passavamo.
Che se lo stile arriva, bene.
Se non arriva, bene uguale.
Almeno ci abbiamo provato.

Ah, dovrei fare una lunga spiega perché, da almeno i primi anni 90, non ho più usato la parola “graffiti”.
Dovrei spiegare perché la trovo un insulto a chi è un writer e perché sia una parola fondamentalmente razzista, oltre che sbagliata per descrivere chi scrive il proprio nome.
Lo faccio un’altra volta, ma sappiate che!

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Vandalo + Teatro S13 Vigevano 1998

29 novembre 2016 Lascia un commento

 

van98-vigevano

Emer mi ha regalato questa foto d’epoca, tratta dal suo archivio, in cui ci sono io e Teatro mentre stiamo facendo la nostra murata durante la Jam “Da Match”, nel maggio 1998 a Vigevano.
Avevo finito il Flying Eyeball dedicato a Von Dutch, i pistoni fiammeggianti e l’ace of spades, avevo abbozzato la “V” 3D, ma non sapevo che cazzo fare con gli sfondi.
Il fatto è che, il 90% delle volte che ho fatto murate non ho fatto mai bozze, facendo sempre quello che mi usciva dalla testa al momento.
E nel 98 avevo altro per la testa che il writing. Per cui ho fatto un po’ di sfondi vari (che a posteriori sono un bel po’ fiacchi).
Qui, oltretutto, feci un pupazzetto, che poi cancellai, che poi rifeci, e poi ricancellai e non so se lo rifeci. Faceva cagare.
Comunque, devo dire, a quella jam mi sono divertito. Anche se cominciavo ad averne abbastanza dell’ambiente del writing milanese e avevo voglia di fare altro. E mollare le lettere per fare un po’ di icone tipiche della Kustom Kulture era un passo. Già dai primi 90’s ogni tanto facevo qualche disegno di monster hotrods, e alla fine dei 90 trovavo più divertente andare a raduni di muscle cars e hotrods che a jam HipHop.
Eppoi Teatro, che vedete a sinistra nella foto mentre completa il suo 3D, era sempre più attivo con i THP, per cui di li a poco avrei ridotto di molto il consumo di spray.
Qui, poi, il pezzo finito…
ultimo98
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