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Posts Tagged ‘S13’

1990: Vecchie tags al Casoretto

PWD crew tag, sulla finestra di una cantina circa dal 1990. Forse di Flycat? Boh, comunque resiste ancora intoccata.

Vandalo LHP (pre-S13), Kino LHP, Ask1 (pre-CKC), Via Mancinelli 1990.

Mentre venivo via dal presidio per Fausto e Iaio di sabato pomeriggio, ho fatto un giro per Via Mancinelli.E ho trovato delle anticaglie riemerse dal passato, sotto strati degni di un archeologo.
Questa porta di una cabina ENEL, infatti, era stata bianconata durante qualche ristrutturazione dell’edificio di cui fa parte.
Probabilmente in seguito a qualche tentativo di cancellazione di tags successive fatte sul grigio, hanno cercato di rimuovere tutto.
Solo che sotto al grigio c’era la sorpresa.
Probabilmente risalenti alla seconda murata per Fausto e Iaio del 18 marzo 1990: in alto, sopra la maniglia a destra, una mia tag in nero del 1990, prima di S13 crew nel periodo in cui scrivevo LHP. In basso, a sinistra in nero boh (magari è una firma successiva), mentre a destra, sotto la mia, si intuisce (in verde nitro ver-o-spray, lo riconosco) la tag di Kino LHP sovrapposta a quella in arancione o rosso scolorito di Ask1 di cui si nota la tipica S, un anno prima che nascessero i CKC di cui fu tra i fondatori.
La tag PWD che ho postato più in alto, per dire, era a una decina di metri da queste.
Lambrate bombers 27 anni dopo!
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Vandalo sketch 1988-89

21 febbraio 2017 Lascia un commento

graffbook88

E quindi, mi avevano detto che per fare il writer dovevi avere un blackbook dove fare sketch, attaccare foto, provare tags, colorare, ecc.
Io, che ho il braccino corto, e comprare un quaderno con le pagine bianche manco per il cazzo, avevo casa piena di fogli di fotocopie da riciclare. Quindi.
Quindi iniziai il libro dalla copertina.
Era la fine del 1988 o i primi del 1989.
Nessuno ancora mi aveva spiegato che la parola “graffiti” è un’infame merda fumante.
Ovviamente scrissi “graffiti book”.
Ovviamente ci misi un sacco di tempo e, altrettanto ovviamente, feci delle lettere irriproducibili su muro, per me, tenendo conto che nell’88 non avevo ancora preso una bonza in mano ma avevo visto usare lo spray solo da Atomo, Xwarz e Shah, oltre a qualche cosa sull’Acquario fatta da Robx e Maox e i disegni di Teatro dentro al Virus… insomma: cose che non avrei potuto fare con le capacità che avevo all’epoca, nemmeno nel 1989.
Beh, probabilmente anche con le capacità che ho tuttora.
Comunque, la bozza la feci così: tracciai a matita la base delle lettere, esattamente come si vedono nella scritta sotto a marker nero (la “traduzione” per i non-writers), ci buttai dentro un po’ di tagli e ritagli, pezzi spostati, tolti e ricollocati a muzzo.
Collegamenti tra lettere casuali abbastanza caruccetti e altri studiati e riusciti a minchia, lettere che iniziano con un kerning (la spaziatura tra le lettere) per GRA, che si schiaccia improvvisamente per FFITI perché mi accorgo che non ci sto nel foglio.
BooK sotto, con poche lettere e tanto spazio vuoto, che ha la B e la K svaccate come anziane bagasce, in attesa di un’arrow o di un’extension bar, che non arriveranno perché non so cosa sono.
Insomma, tutte cose fatte occhieggiando robe su Subway Art e Spraycan Art, usando cose a caso senza che nessuno me le spiegasse.
Perché comunque è importante avere qualcuno che le cose te le faccia capire: il nordest Milano aveva Spyder7 sul lato Lambrate e l’esperienza di qualche anno in più sui muri e le lezioni di Monaco e Parigi sul lato Cimiano, il sudovest aveva le prime cose dei Napalmz a dare lezioni di stile.
E il Muretto, in centro, per scambiarsi idee, linee, consigli.
Io, ma anche quelli che l’anno dopo diventeranno i miei fratellini S13, avevamo il punk e l’hardcore, ce ne fottevamo il giusto, e facevamo come avevamo sempre fatto: quello che volevamo, quando volevamo, anche senza saperne un cazzo.
Sui muri dei centri sociali come quelli della città. O delle città dove passavamo.
Che se lo stile arriva, bene.
Se non arriva, bene uguale.
Almeno ci abbiamo provato.

Ah, dovrei fare una lunga spiega perché, da almeno i primi anni 90, non ho più usato la parola “graffiti”.
Dovrei spiegare perché la trovo un insulto a chi è un writer e perché sia una parola fondamentalmente razzista, oltre che sbagliata per descrivere chi scrive il proprio nome.
Lo faccio un’altra volta, ma sappiate che!

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Vandalo + Teatro S13 Vigevano 1998

29 novembre 2016 Lascia un commento

 

van98-vigevano

Emer mi ha regalato questa foto d’epoca, tratta dal suo archivio, in cui ci sono io e Teatro mentre stiamo facendo la nostra murata durante la Jam “Da Match”, nel maggio 1998 a Vigevano.
Avevo finito il Flying Eyeball dedicato a Von Dutch, i pistoni fiammeggianti e l’ace of spades, avevo abbozzato la “V” 3D, ma non sapevo che cazzo fare con gli sfondi.
Il fatto è che, il 90% delle volte che ho fatto murate non ho fatto mai bozze, facendo sempre quello che mi usciva dalla testa al momento.
E nel 98 avevo altro per la testa che il writing. Per cui ho fatto un po’ di sfondi vari (che a posteriori sono un bel po’ fiacchi).
Qui, oltretutto, feci un pupazzetto, che poi cancellai, che poi rifeci, e poi ricancellai e non so se lo rifeci. Faceva cagare.
Comunque, devo dire, a quella jam mi sono divertito. Anche se cominciavo ad averne abbastanza dell’ambiente del writing milanese e avevo voglia di fare altro. E mollare le lettere per fare un po’ di icone tipiche della Kustom Kulture era un passo. Già dai primi 90’s ogni tanto facevo qualche disegno di monster hotrods, e alla fine dei 90 trovavo più divertente andare a raduni di muscle cars e hotrods che a jam HipHop.
Eppoi Teatro, che vedete a sinistra nella foto mentre completa il suo 3D, era sempre più attivo con i THP, per cui di li a poco avrei ridotto di molto il consumo di spray.
Qui, poi, il pezzo finito…
ultimo98
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S13 in Darsena 1991 – tags&throws

 

EPSON scanner image

EPSON scanner image

La Darsena, per quanto riguarda il writing, nel 1991 era agli inizi.
Dopo la prima bianconata degli MNP, grigionata qualche tempo dopo, scendemmo in diversi a fare tags e scritte, mentre una sera scesero i miei soci S13 insieme a Inox LHP a fare throwies in bianco e nero.
Una panoramica l’ho già postata tempo fa, aggiungo questo particolare perché è una bella foto con tanto di riflesso delle pezze nell’acqua della Darsena (Foto: DISAN) e perché sul portoncino di metallo si vede una mia vecchia tag del 91, fatta con quello che era la cosa più simile a un fatcap per le Dupli: il tappo delle Dupli “effetto granito”.

Comunque, da sinistra a destra: blocchino ACAB di Jet4 (poi rifatto in bianco e outline nero con lettere più stilose e grosse, vedi vecchia foto), “Echo of a different world” di Echo/Papilly e bianconata di Teatro.
Poi, nella foto non si vede bene, ma di fianco a Teatro c’è una tag di Craze MNP, probabile resto del loro precedente passaggio, fatta con lo stesso rosso che usarono sul kasotto.

Vandalo LHP sticker 1990

19 maggio 2016 Lascia un commento

 

LHP1

Sticker per la Lion Horse Posse, fatto a tratto-pen sui luridi tavoli del bar del Leoncavallo, in cambio di qualche birra.
Qualche birra di troppo, visto il tratto tremolante…
Il faccione del Dj era brutalmente copiato da uno sketch di Kaos, che avevo studiato più volte, per fare quell’espressione tra il divertito e il minacciosetto.
Lo so, la curva del block LHP è un po’ storta e ci sono altre cose che boh.
Tenete conto che NON ho fatto uno schizzo a matita da ripassare, cancellare e modificare, ma è tutto disegnato sul momento.
Se viene bene, bene. Se no, bene lo stesso.
Basco con stella rossa, tra Kangol e Che Guevara.
Questo sticker è come doveva venire, ma la maggior parte uscì con dei rettangoli verdi, traccia degli avanzi di stampa degli adesivi contro i mondiali di Italia90…

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Teatro al parco delle Basiliche 1988

12 maggio 2016 Lascia un commento

 

Archivio_Foto_90-Scan-151226-0015 TEATRO 1988

Teatro aveva più familiarità con gli spray, nel 1988, rispetto a molti writers e non di quel periodo (io, per dire, lo stesso giorno di questo pezzo avevo fatto il “merdone” postato qualche giorno fa).
Li aveva usati qualche volta già da qualche anno e, sopratutto, li aveva usati per lavoro, facendo il decoratore.
Qui siamo sempre alla murata dell’inverno 1988, contro eroina e polizia ed, ebbene si, ha scritto “graffiti”. Vabbé, era il 1988. Non era un argomento molto discusso, all’epoca.
Si firmava ancora Marco T., e “Cattivi Soggetti” era la sua sorta di crew, che poi diventò una parte della futura Whip/S13.
Comunque, si vedono anche le tracce di passaggio dei fricchettoni del parco (“cremare dibbrutto”) e dei nazi che giravano tra le Colonne di San Lorenzo (dove c’era la loro birreria, l’Oktoberfest) e la fine di Corso di Porta Ticinese.
Qui lasciarono la scritta “avete i soldi per le bombolette, e per le bare?”, che voleva essere minacciosetta, ma che faceva riderone per la mancanza di punteggatura, oltre alle loro solite svastiche disegnate male.
Fu comunque tra le minacce che gli furono ricacciate in bocca, quando si assaltò l’Oktoberfest e i boneheads si presero la loro bella carica di mazzate.
Ah, i frizzanti anni 80!
(foto: Japo JDM photo)

Vandalo e Teatro al Leoncavallo, 1990

22 aprile 2016 Lascia un commento

Vandalo + Teatro S13, “Power”, C.S. Leoncavallo, Milano 1990.
La scritta era di Teatro, il puppet con Tank Girl era mio. Il 50 era perché stavo festeggiando il mio 50esimo pezzo, sul muro con filo spinato appena ricostruito, dopo la demolizione da ello squat da parte degli sbirri e del Comune di Milano.
Alla destra di questo pezzo c’era un pezzo di Inox.
Alla sinistra, dove stava una volta il salone, c’era l’enorme IFIXTCENTCEN che Luca Abort aveva vergato a spray, prima di un loro concerto (degli Ifix, intendo), circa 1987…
Eravamo appena tornati dal Muro dei Mondiali, e avevamo casse piene di bonze da usare.

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